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Woody Allen e gli eccessi del movimento #MeToo

Il libro di memorie di Woody Allen non uscirà in America. L’editore ha bloccato la pubblicazione dopo le numerose proteste dei suoi dipendenti. E di Ronan Farrow. Vittoria del movimento #MeToo o censura?

Woody Allen

Era atteso per aprile sugli scaffali delle librerire statunitensi il libro di memorie del regista Woody Allen, dal titolo A Propos of Nothing. Era, perché la casa editrice che doveva publiccarlo, l’Hachette, ha deciso di fare dietrofront dopo le numerose proteste dei suoi dipendenti che avrebbero mal digerito di lavorare per un editore che pubblica libri di un uomo accusato di molestie sessuali.

A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato anche Ronan Farrow, figlio di Mia Farrow e Woody Allen – sebbene l’attrice, senza prove certe, ha dichiarato che il padre di Ronan è Frank Sinatra con cui Mia ha avuto una fugace relazione prima di fidanzarsi con il regista di Manhattan. Ebbene, Ronan, premio Pulitzer, ha minacciato di lasciare l’Hachette, l’editore dei suoi ultimi lavori, nel caso avesse pubblicato il memoir del padre (o ipotetico tale). Una grave perdita per una delle più importanti case editrici americane. Ronan Farrow è stato colui che nel 2017, con un articolo pubblicato sul New Yorker, ha portato sotto gli occhi dell’opinione pubblica mondiale gli atteggiamenti da predatore sessuale di Harvey Weinstein. L’articolo ha dato il via al movimento femminista del #MeToo che, raccogliendo molteplici adesioni da parte di celebrità del mondo dello spettacolo, ha lo scopo di tenere accesa l’attenzione su tutti quei casi di sopruso sessuale da parte di uomini nei confronti di donne (anche) per fini lavorativi.

Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine, prima di arrivare ad una conclusione su quanto successo e a darne un giudizio.

Ronan Farrow
Ronan Farrow

Woody Allen viene accusato di molestie sessuali nei confronti della figlia adottiva Dylan nell’estate del 1992. Dylan aveva solo 7 anni. Mai – ripeto, mai – questa accusa è diventata un’incriminazione nei confronti di Allen. Mai – ripeto, mai – c’è stato un processo che ha visto come imputato il regista newyorkese per rispondere di questa accusa. Lo stesso Allen, per comprovare la sua innocenza, richiese ad una clinica di prevenzione contro gli abusi sessuali dell’Università dello Yale di condurre un’indagine con tanto di perizia che stabilì che no, non ci fu alcuna violenza sessuale nei confronti di Dylan. Non solo. Venne riconosciuto anche che le dichiarazioni della figlia adottiva furono “probabilmente influenzate dalla madre” (Mia Farrow). Qualche tempo dopo un’altra indagine, svolta dal dipartimento dei servizi sociali di New York, è arrivata alle medesime conclusioni dell’Università di Yale.

L’avanzata del Movimento del #MeToo ha cambiato radicalmente anche la percezione di come vengono percepiti certi atteggiamenti moralmente discutibili, ma non per questo penalmente perseguibili. Woody Allen viene tacciato addirittura di incesto quando sposa, ormai sessantenne, la giovane Soon-yi, vent’anni. Soon-yi è una delle tante figlie che Mia Farrow adotta insieme al secondo marito André Previn. Dopo il divorzio, la giovane figlia adottiva trascorre diverso tempo con il nuovo compagno della madre, Allen. Possiamo stare a lungo a parlare di atteggiamento alquanto discutibile da parte del regista. Non tanto criticando la scelta di sposare una persona di quarant’anni più giovane (cosa che vale anche a parti invertite), quanto quella di sposare una persona che per un periodo più o meno lungo di tempo ha visto nell’uomo a cui ha detto sì una figura genitoriale. Ma, come dicevamo, Woody Allen, anche in questo caso, non ha commesso alcun reato.

Woody Allen e Soon Yi

L’operazione messa in atto da Hachette ha il sapore soltanto di una cosa: di censura. Sì perché qualcuno vuole che Allen paghi per reati che non ha commesso. Vuole che i suoi film vengano boicottati in massa dal pubblico – e in questo, a dare man forte, ci ha pensato anche Amazon che ha prodotto il suo ultimo film, Un giorno di pioggia a New York, impedendone l’uscita nelle sale americane. Per non parlare di gran parte del cast del film – da Timothée Chalamet a Selena Gomez – che mai e poi mai vorrebbe tornare a lavorare con Woody Allen. In Italia la Lucky Red di Andrea Occhipinti ha acquistato il film bloccato da Amazon e lo scorso ottobre lo ha distribuito nelle sale con discreto successo. Stessa cosa per quanto riguarda il libro: la Nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi lo farà uscire il 9 aprile con il titolo A proposito di niente nelle librerie italianeperché è un accordo che intendo rispettare con l’autore e non ritengo ammissibile censurare un’opera letteraria o un film“.

Una volta letto ognuno avrà l’opportunità di farsi una sua idea. Ma impedire l’uscita di un’opera, sia essa un film, un libro, o qualcos’altro, non aiuterà mai nessuno a sviluppare una propria opinione.

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