fbpx
Connect with us

Attualità

Per fortuna c’è Giuseppe Conte (e un po’ di Speranza)

Giuseppe Conte e Roberto Speranza sono arrivati ai loro ruoli un po’ fortunosamente e possono affrontare l’emergenza affidandosi solo agli scienziati

Conte e Speranza

Giuseppe Conte non lo conosceva (quasi) nessuno fino al 21 maggio 2018 quando l’allora capo del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio lo presentò come presidente del consiglio del nascente Governo “giallo-verde”. Conte era chiamato a fare da pacere tra il partito del “vaffa” e quello della “ruspa” che stavano per prendere il potere. Circa un anno dopo, con il cambio della maggioranza, viene confermato Premier del nuovo governo. Non lo conosceva quasi nessuno e molto probabilmente nemmeno lui si aspettava, fino a pochi giorni prima quel fatidico 27 febbraio, di essere chiamato a governare la settima economia mondiale. Di certo, Conte non è un politico: è un avvocato. Di certo, non ha esperienza di amministrazione e di certo non deve rendere conto a nessuna “corporazione” di sorta, non essendo stato eletto. Essendo persona intelligente, con ogni probabilità sa in materia di virus quello che sappiamo un po’ tutti.

Roberto Speranza è laureato in scienze politiche e il 4 settembre 2019 viene chiamato al ruolo di Ministro della Salute da Giuseppe Conte. Speranza non aveva particolari meriti, se non quelli di essere un esponente di spicco di Liberi e Uguali, formazione che sosteneva il Governo. Poiché viene da un partito piccolo e poco radicato sul territorio, anche lui non ha vincoli corporativi. La sua nomina è stata quindi puramente politica. Non essendo un medico, ma essendo persona intelligente, con ogni probabilità sa dei virus quello che sappiamo un po’ tutti.

Giuseppe Conte

Questi due personaggi, arrivati ai loro attuali ruoli un po’ fortunosamente, si sono trovati ad affrontare le più grande crisi sanitaria del dopoguerra. E, forse, ci è andata bene.

Siamo stati fortunati perché sia Conte che Speranza, in materia di virus, sono totalmente incompetenti: non c’è offesa in questo. Nessuno dei due è medico e quindi non hanno le competenze necessarie per giudicare e, di conseguenza, agire. Inoltre, non avendo vincoli con il loro background culturale o gruppi di voti da difendere (Conte non appartiene nemmeno ad un partito) sono stati totalmente liberi di affrontare l’emergenza con il supporto solo degli scienziati. Sebbene i presidenti di regione, le opposizioni, le varie corporazioni (industria, artigianato, turismo) abbiano provato a “tirarli per la giacchetta” hanno potuto muoversi quasi del tutto liberamente seguendo solo i consigli degli scienziati. E così, mentre i casi confermati erano “solo” 150 – 23 febbraio – si istituisce l’area rossa nel lodigiano e a Vo’ Euganeo. Due giorni dopo – 25 febbraio – si chiudono le scuole nelle 7 regioni del Nord, le più popolose e ricche. I casi sono a questo punto, 322. Il 4 marzo vengono chiuse le scuole in tutta Italia (2500 casi). La cosiddetta zona rossa cresce fino a comprendere tutta l’Italia il 9 marzo con poco più di 9000 casi accertati.

Roberto Speranza

Negli altri paesi europei, quelli “normali”, quelli dove il presidente della Repubblica viene eletto (Francia) o l’economia è stabile (Germania) o che pensano di poter affrontare qualsiasi cosa da soli (Regno Unito) questa “fortuna” non ce l’hanno. I loro politici devono rendere conto ai loro elettori e stanno disperatamente tentando di rimandare. La Francia ha deciso giovedì 12 marzo – quando i contagiati sono arrivati a 2500 casi – di chiudere le scuole da lunedì e di tenere il primo turno di elezioni locali questo fine settimana. Se la crescita dei casi continuerà come in Italia (non c’è motivo di pensare diversamente), lunedì saranno a 5900 casi accertati. La Germania si dice preoccupata e vieta di assembramenti, ma non chiude nulla. In Inghilterra Boris Johnson concede che i casi sul territorio siano già a quota 10.000 e che molte famiglie dovranno piangere i loro morti.

Abbiamo un primo ministro e un ministro della salute incompetenti. Ma, forse, ci è andata bene.

Lascia il tuo commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli

Seguici su Facebook

Iscriviti ad Amazon Prime Video

Leggi anche...

Una scena di Sto pensando di finirla qui di Charlie Kaufman Una scena di Sto pensando di finirla qui di Charlie Kaufman

Sto pensando di finirla qui è il più bel pasticcio di Charlie Kaufman

Cinema

Fuori Orario, l’Odissea moderna di Martin Scorsese

Anniversari

Roma città aperta di Roberto Rossellini compie 75 anni

Anniversari

Primetime Emmy Awards 2020 Primetime Emmy Awards 2020

Come sono andati gli Emmy Awards 2020

Serie Tv

Connect