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Sean Connery

Cinema

Il suo nome era Connery, Sean Connery

Ritratto affettuoso di una leggenda del Cinema, Sean Connery, scomparso all’età di 90 anni.

Ginevra. La Aston Martin grigio perla di James Bond sta seguendo, a debita distanza, la Rolls di Godfinger lungo un tornante di montagna e lui, James, pare godersi il panorama e l’aria frizzante di quella splendida mattina soleggiata. Una macchina sportiva guidata da una bella ragazza bionda gli chiede strada, lo affianca e lo supera in velocità; è quasi una sfida, 007 ingrana la marcia con aria divertita e giocosa, quasi a voler divorare la strada davanti a sé, come una tigre che punta la sua preda, sta per raggiungerla, è proprio lì a portata di mano… quando un bip lo riporta alla sua realtà, al pedinamento di Goldfinger, preda meno appetitosa: l’Aston Martin rallenta, e lui, James, si ammonisce: “Disciplina 007, disciplina…”.

Sean Connery è James Bond

Aveva messo la disciplina al centro della sua vita e del suo modo di intendere la professione di attore, Sean Connery, retaggio probabilmente della sua giovanile esperienza nella Marina Militare Britannica.
Del resto non è affatto facile costruire una leggenda: si, perché quando nel 1962 Albert Broccoli e Harry Saltzman decidono di ingaggiare questo scozzese sconosciuto per il ruolo dell’Agente con licenza di uccidere, tutta la mitologia di Bond ancora, semplicemente, non esiste.
Nasce con Sean Connery, con quel suo modo obliquo di accendersi la sigaretta, con quel suo modo impeccabile di indossare lo smoking, un abito scuro, il costume da bagno o qualunque altra cosa indossasse, con quel suo modo di ghermire, abbracciare e insieme possedere, le sue donne, con quel suo modo di giocare a chemin de fer, e con quella sua straordinaria capacità di trovarsi a proprio agio in qualunque contesto.

È facile immaginare che quando concorri in maniera così profonda alla definizione di una icona, il rischio che devi assolutamente cercare di scongiurare è farti assorbire del tutto da quella icona.
Per questo abbandona il personaggio nel 1967, dopo cinque film fondamentali della serie: perché non poteva accettare di essere sempre e solo Bond, James Bond, in lui c’era l’ansia di dimostrare a tutti adesso di essere sopratutto Connery, Sean Connery.
E anche se tornerà a interpretare 007 ancora due volte, non si può certo dire che non sia riuscito nel suo intento.

Alfred Hitchcock, Sidney Lumet, Brian De Palma, John Huston, Steven Spielberg, Gus Van Sant, solo per citarne alcuni, gli danno l’opportunità di confrontarsi con ruoli diversi, e lui, Sean, li affronta tutti con la medesima disciplina, tanto che rimarranno a loro modo tutti iconici, dal Mark Rutland protagonista di Marnie, che pare portare al massimo livello la carica erotica insita nel suo sguardo, al Jimmi Malone de Gli Intoccabili, che gli valse il meritato Oscar.
E poi tutti quei film rimasti nell’immaginario collettivo anche e soprattutto grazie alle sue interpretazioni, da Highlander a Il nome della Rosa, da La casa Russia a Caccia a ottobre Rosso.

Sean Connery ne Gli Intoccabili

Per molti sarà per sempre il solo, grande, vero e unico James Bond. Senza togliere meriti all’onesto George Lazenby, all’ironico Roger Moore, all’ingessato Timothy Dalton, allo sbruffone Pierce Brosnan, al belloccio Daniel Craig: tutti, purtroppo per loro, hanno dovuto pagare lo scotto di non essere, semplicemente, Sean Connery.
Perché lui, Sean, che aveva contribuito a creare una leggenda, è stato e rimarrà per sempre una leggenda.

Ti potrebbe interessare anche: James Bond: come viene presentato il personaggio nei film di 007

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