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Jennifer Lawrence e Leonardo DiCaprio

Cinema

Don’t Look Up, la fine del mondo è una farsa. Ma non c’è niente da ridere

“Don’t Look Up” vuole pungere sul vivo tutti coloro che si ergono a paladini della (post)verità. Riuscendoci solo in parte.

Tempo di lettura: 5 minuti

La fine del mondo secondo Adam McKay. L’umanità intera sta per estinguersi a causa di un evento catastrofico che metterà fine a qualsiasi forma di vita sul pianeta Terra. C’è ancora un po’ di tempo per evitare l’inevitabile. Basta volerlo e credere alla scienza. Fosse facile nell’era delle bolle social dove c’è chi porta avanti la sue teorie infischiandosene di chi ne sa più di lui. Che si parli di virus, vaccini, cambiamenti climatici poco importa. La sostanza non cambia. In un certo senso, sembra suggerirci il regista in Don’t Look Up, la fine del genere umano è già iniziata. Se non fisicamente, quantomeno intellettivamente.

It’s the end of the world

Kate Dibiasky, dottoranda in astrofisica, scopre che una gigantesca cometa si sta dirigendo verso la Terra. Nel giro di sei mesi l’impatto del corpo celeste sarà devastante e non lascerà scampo a nessuno. Kate avvisa subito il suo professore, il Dr. Randall Mindy, docente presso l’Università del Michigan. I due si fanno ricevere immediatamente dal Presidente degli Stati Uniti d’America, con esiti poco positivi. Per loro è l’inizio di un vero e proprio calvario all’interno di contesto mediatico e sociale che li prende a sberleffi, accusandoli di essere troppo catastrofisti. Nel frattempo la cometa continua il suo percorso verso la Terra e le speranze dei due si assottigliano sempre di più…

Jennifer Lawrence e Leonardo DiCaprio

Dopo il racconto della crisi finanziaria in La grande scommessa e di quella macchietta politica che risponde al nome di Dick Cheney in Vice – L’uomo nell’ombra, Adam MacKay, restando fedele al suo stile fatto di telecamera instabile e di montaggio frenetico, mette in scena il supplizio a cui vanno incontro due uomini di scienza, interpretati da Jennifer Lawrence e Leonardo DiCaprio, entrambi stritolati da un’opinione pubblica e da una classe politica che non crede a una singola parola di ciò che loro vanno affermando con estrema convinzione. A partire da un Presidente degli Stati Uniti, incarnato da Meryl Streep, intenta a sfoggiare più le sue foto con star del calibro di Steven Segal e Mariah Carey che a smuovere un dito per evitare la catastrofe. Non è da meno il figlio di lei, Jonah Hill, un inetto capo di gabinetto presidenziale. Per non parlare della coppia dei due conduttori di un programma di infotainement della tv americana, composta da Tyler Perry e Cate Blanchett, dove i due scienziati si ritrovano ospiti in una puntata che ha ben altre priorità, come la presenza di un popstar (Ariana Grande) che ha sposato una causa animalista.

Una scena di Don't Look Up

Discorso a parte va fatto per un personaggio che ha un ruolo cruciale nell’evolversi della “situazione cometa”. É il guru Mark Rylance, qui ringiovanito probabilmente con l’aiuto della tecnologia, in un ruolo che ricorda lo stesso da lui interpretato anni fa in Ready Player One di Steven Spielberg. Un deus ex machina che regola la vita e la morte di qualsiasi cosa grazie agli algoritmi della sua società avveniristica. La mente non può che correre subito a personaggi come Elon Musk, Jeff Bezos e Steve Jobs, protagonisti indiscussi del neocapitalismo individualista. Un personaggio, insomma, che con la sua “politica” tenta di migliorare le condizioni dell’esistenza umana percorrendo quel filo sottile che c’è tra etica e immoralità.

Don’t Look Up è un film che non graffia come dovuto

Don’t Look Up vuole pungere sul vivo tutti coloro che si ergono a paladini della (post)verità. Quelli che hanno la soluzione in tasca per qualsiasi cosa. Quelli del perché rimandare a domani una cosa che puoi fare dopodomani. E qui il riferimento più che esplicito è più alla grave crisi climatica che alla pandemia che ha travolto il pianeta negli ultimi due anni – il film, infatti, è stato scritto ben prima del covid. E dal canto suo Adam MacKay non sembra salvare nessuno degli attori in campo. Né quei media che fanno del sensazionalismo la loro bandiera, né la politica populista e complottista (si nota perfettamente che il film è stato ideato in piena era trumpiana). E neanche le bolle social, dove sembra esistere solo e soltanto un’unica verità.

Jennifer Lawrence e Leonardo DiCaprio

Non si salvano neanche quei pochi che credono al disastro imminente. Se da una parte la destra (estrema) taccia come puro allarmismo collettivo il credere alle parole dei due scienziati, dall’altra la sinistra – entrambi gli schieramenti, va detto, non vengono mai citati – mette su iniziative come il Concerto per Salvare il Pianeta Terra, facendosi bella agli occhi dell’opinione pubblica, senza fare niente di concreto per risolvere il problema. Neanche il dottore interpretato da DiCaprio riesce a scamparla, facendosi ammaliare con facilità da un tv che lo vuole rendere una superstar diventando financo fedifrago. L’unico barlume di speranza è rappresentato allora dal personaggio di Jennifer Lawrence, una giovane che con studio e disciplina porta avanti il sapere e la conoscenza in un mondo che sembra andare da tutt’altra parte. E mentre il mondo sta per arrivare al capolinea, lei trova pure il tempo per i sentimenti innamorandosi del teppistello interpretato da Timothée Chalamet.

Meryl Streep

Il film di McKay, che dopo un breve passaggio nei cinema, arriva su Netflix a partire dal 24 dicembre, è un manuale dei controsensi della nostra epoca dove ogni fatto, come recita la logline del film, è realmente possibile. A questo giro, però, il regista non graffia come al suo solito. Mette nel calderone troppe cose, le miscela fin troppo insieme senza mai dargli il dovuto risalto. E’ soprattutto la prima parte del film a girare un po’ a vuoto, con situazioni che sembrano ripetersi dando un fastidioso effetto di ridondanza. Quella di Don’t Look Up è una satira portata all’estremo, una farsa che però ha molte attinenze con quella che è la realtà dei tempi che corrono. Verrebbe da chiedersi, quindi, se si può davvero definire satira o la triste e cruda realtà.

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Don’t Look Up
trama: Una coppia di astronomi si accorge dell’esistenza di un meteorite in rotta di collisione con la Terra. I due scienziati cercano di avvertire tutti sulla Terra che il meteorite distruggerà il pianeta in sei mesi.
regia: Adam McKay
sceneggiatura: Adam McKay
con: Jennifer Lawrence, Leonardo DiCaprio, Meryl Streep, Cate Blanchett, Jonah Hill, Timothée Chalamet
durata: 138 minuti
uscita: dall’8 dicembre in cinema selezionati e dal 24 dicembre su Netflix


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