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Bayern Monaco, vincitore Champions League

Calcio

Vincitori e vinti, promossi e bocciati della stagione calcistica europea appena terminata

I verdetti finali di un’anomala stagione europea di calcio. Dai vincitori agli sconfitti, dalle delusioni agli MVP dei due tornei principali.

Tempo di lettura: 5 minuti

Una lunga e storica stagione di calcio europeo è giunta al termine. Ecco i verdetti delle Final 8 di Champions League ed Europa League.

I vincitori

Bayern Monaco: Erano i favoriti di queste Final 8 e non hanno deluso le aspettative. Un percorso netto da vera schiacciasassa. 11 vittorie su 11 partite (record assoluto della competizione) mettendo a segno ben 42 reti. Senza dimenticare le “lezioni” inflitte a Barcellona, Chelsea e Tottenham. sesto successo nella storia del club e secondo triplete dopo quello del 2013. Impatto importante da parte di Flick che, subentrato in corsa a Kovac, ha totalizzato ben 33 vittorie in 36 partite! Dominatori.

Siviglia: Sesta vittoria nella storia (record nella competizione), quarto successo nelle ultime sette edizioni. Cambia la formula (gare secche in sede unica) ma non il risultato. Numeri impressionanti che non possono essere di certo un caso. In questi ultimi anni il club spagnolo è riuscito con costanza non solo a raggiungere le fasi finali della coppa (impresa mai banale), ma in finale ha sempre mostrato una mentalità vincente. Caratteristica che è stata fondamentale nelle rimonte contro Manchester United (in semifinale) e Inter. La UEFA adesso potrebbe tranquillamente cambiare il nome della competizione in Sevilla League (è una chiara provocazione, preciso). Certezza.

Gli sconfitti 

Paris Saint-Germain: La maledizione continua! Non basta nemmeno la migliore prestazione della storia del club francese per sfatare il tabù Champions. Dopo le delusioni delle scorse stagione, questa sembrava l’annata giusta per i parigini che nei quarti avevano infranto il sogno dell’Atalanta. In finale non hanno reso come previsto né Neymar né Mbappe, probabilmente ancora non al meglio fisicamente. Particolare infine la scelta di Tuchel di non puntare su Mauro Icardi per le ultime due partite, preferendogli Choupo-Moting. Resta l’amaro in bocca per aver sfiorato la prima Champions League in un edizione anomala (il Bayern era l’unica delle quattro semifinaliste ad aver già raggiunto quel traguardo).

Conte

INTER: La prima stagione di Antonio Conte all’Inter non è di certo stata banale. Tra alti e bassi, polemiche e duri sfoghi, l’operato del tecnico pugliese ha diviso tifosi e opinionisti. Guardando i numeri, la stagione dei nerazzurri è stata buona. Nonostante i numerosi infortuni il club milanese ha chiuso il campionato a solo un punto di distanza dalla Juventus (calata drasticamente dopo essersi assicurata il titolo), ha raggiunto una finale europea a 10 anni di distanza da quella di Madrid e ha sfiorato il successo in Coppa Italia. Senza ombra di dubbio un bel balzo in avanti rispetto all’era Spalletti, nella speranza di tornare ad essere una big europea nelle prossime stagione. Però il primo anno di Conte sulla panchina interista, un po’ per il curriculum di tutto rispetto, un po’ per l’ingaggio faraonico percepito, non ha convinto del tutto tifosi e dirigenza che speravano quantomeno di tornare ad “alzare” almeno un titolo. La sensazione è che questa annata sia solo l’inizio di un ciclo importante e che con qualche innesto importante e di esperienza internazionale, i nerazzurri possano già essere competitivi su tutti i fronti.

Le rivelazioni

Lipsia: In un’edizione di Champions molto particolare non sono mancate le sorprese. Una di queste è certamente il Lipsia, capace di raggiungere le semifinali. Un risultato insperato alla vigilia vista l’assenza pesante di Timo Werner e l’inesperienza del club a questi livelli. Per il club tedesco, di proprietà della multinazionale austriaca Red Bull, si trattava solamente della seconda partecipazione alla principale competizione europea per club.

Lipsia

Lione: Questa stagione di Champions è stata quella delle prime volte, come la prima semifinale di coppa dei campioni per il Lione. Il club francese ha sfruttato al meglio la nuova ed eccezionale formula dei match a eliminazione diretta. I ragazzi di Rudy Garcia sono stati capaci di estromettere due delle principali favorite al successo finale: Juventus e Manchester City. 

Atalanta: Tra le rivelazioni non possiamo non mettere l’Atalanta. Una stagione (l’ennesima) da sogno per il club bergamasco che è riuscita anche a risollevare (per quanto possibile) una città e un popolo colpiti duramente dalla pandemia di coronavirus. Alla prima partecipazione i nerazzurri hanno raggiunto i quarti di finale, sfiorando l’impresa contro il PSG. Fare meglio era e sarà molto difficile ma l’intenzione dei lombardi è quella di continuare il percorso di crescita.

Le delusioni

Juventus: In una competizione come la Champions c’è spazio per una sola vincitrice e così tutte le altre pretendenti sono di fatto delle deluse. I bianconeri erano senza ombra di dubbio une delle favorite per la vittoria finale e la sconfitta agli ottavi contro il Lione è una delle più dolorose degli ultimi anni. Sfuma ancora il sogno di poter alzare la coppa delle grandi orecchie. Un obiettivo che è costato la panchina a Maurizio Sarri. Quando sarà l’anno buono per la Vecchia Signora?

Sarri

Liverpool: I campioni in carica hanno dovuto seguire la Final 8 di Lisbona dal divano di casa. Estromessi agli ottavi dall’Atletico, i Reds si sono consolati con il titolo di Premier League dopo 30 anni. Una gioia che cancella parzialmente l’amaro in bocca lasciato dalla sconfitta inattesa contro l’Atletico Madrid. Un match nel quale i due portieri si presero la scena: Oblak tenne più volte a galla i suoi grazie a veri i propri miracoli, mentre Adrian (secondo di Alisson) affossò i suoi. Bisogna pur dire che il vero obiettivo stagionale per il club del Merseyside fosse la vittoria nel campionato.

Gli MVP (Most Valuable Player

Robert Lewandowski: É lui l’uomo simbolo di questo Bayern pigliatutto. Una stagione da 55 reti, 15 di queste in Champions League. Non è riuscito a lasciare la firma in finale ma è stato lo stesso decisivo per la squadra. Un vero peccato che questo anno non verrà assegnato il Pallone d’Oro, perché sarebbe stato il premio giusto per il polacco. 

Robert Lewandowski

Jesus Navas: Per quanto riguarda l’Europa League ci sentiamo di consegnare la palma di miglior giocatore al trascinatore degli spagnoli. Avremmo potuto scegliere Banega, che all’ultima col Siviglia (si trasferirà all’Al Shabab) ha sfoderato una prestazione monstre, o Luuk De Jong, sorprendente uomo partita della finale con una doppietta, o perché no, Romelu Lukaku, sfortunato nell’ultimo atto (nel quale è comunque andato a segno), ma decisivo a suon di reti nella magnifica corsa europea dell’Inter. Il capitano del Siviglia ha conquistato la terza Europa League, la prima da capitano. Un vero leader, capace di adattarsi magnificamente nel ruolo di terzino e di trascinare l’intera squadra al successo. La dedica finale è la dimostrazione che il premio di MVP merita di essere il suo.

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