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Athena - Venezia 79

Cinema

Venezia 79: “Athena”, “Master Gardner”, “Argentina, 1985”

I commenti ai film Athena, Master Gardner, Argentina, 1985 passati tra il Concorso e Fuori Concorso di Venezia 79.

Athena - Venezia 79
Tempo di lettura: 5 minuti

Venezia 79 continua con il suo programma ricco di film, tra Concorso e Fuori Concorso. Negli ultimi giorni sono stati presentati i nuovi lavori di Romain Gavras, Paul Schrader e Santiago Mitre.

Leggi anche: la recensione di Bardo

Athena di Romain Gavras (Concorso) di Daniele Marseglia

Una scena di "Athena"
Una scena di “Athena

Libertà. Uguaglianza. Fraternità. I principi fondanti scaturiti dalla Rivoluzione del 1789 sono ancora una volta minati allora loro base. La Francia, uno delle economie più in forma nel territorio europeo e mondiale, si trova spesso a dover fronteggiare situazioni di aperta crisi sociale che hanno il loro cuore all’interno di un ambiente ben preciso, la banlieu, la periferia. Questo scenario, a suo modo contraddittorio, è stato spesso negli ultimi anni fonte di ispirazione per il cinema che ha trovato nel racconto di queste escalation di violenza un soggetto di forte interesse.

Anche in Athena di Romain Gavras, passato in Concorso a Venezia 79, così come ne L’odio di Kassovitz – film nei confronti del quale c’è più di qualche riferimento – la miccia che accende le tensioni è dovuta all’uccisione di una persona, qui un giovane di tredici anni, il minore di quattro fratelli, tutti protagonisti del film con i loro punti di vista e i loro “ruoli” – inizialmente ben definiti, ma che col passare del tempo si sovrappongono continuamente.

Il primo quarto d’ora di Athena (è il nome del quartiere dove avviene la guerriglia) è un tesissimo e riuscito piano sequenza che ha generato – cosa assai rara a Venezia – un applauso a scena aperta durante la proiezione per la stampa. Parte dalla stazione della polizia che viene assaltata da uno dei fratelli protagonisti, Karim, assetato, insieme a tutta la sua banda, di verità e vendetta su quanto accaduto al giovane tredicenne. Si dice che è stata la polizia a farlo, mentre per altri è colpa di estremisti di destra. Le responsabilità sono importanti fino a un certo, nonostante alla fine queste vengano acclarate. Il focus del film è tutto incentrato sui continui scontri tra le diverse fazioni, tra piani sequenza che si ripetano (ce n’è uno per ogni fratello) e scene girate con ritmo serrato e mano sicura da parte del regista figlio di Costa Gavras.

Il film, sceneggiato anche da Ladj Ly, regista de I Miserabili, film passato in Concorso a Cannes qualche anno fa e di cui questo film sembra quasi essere un prequel per come si conclude, arriverà su Netflix a partire dal 23 settembre. Nonostante il prosieguo dell’opera (presentata come “una tragedia di”) non sia all’altezza del suo inizio, Athena ha tutte le carte in regola per concorrere a un premio prestigioso.

Voto: 7.5

Master Gardner di Paul Schrader (Fuori Concorso) di Daniele Marseglia

Una scena di "Master Gardner"
Una scena di “Master Gardner

Ancora una volta un protagonista con colpe da espiare. Ancora una volta con un passato da cancellare. Ancora una volta con una possibilità da sfruttare per riscattarsi socialmente. Le tematiche che da sempre contraddistinguono le opere da regista e sceneggiatore di Paul Schrader (meritato Leone d’Oro alla carriera a Venezia 79) sono sempre le solite. Lo sono fin da quando la sua mente, negli anni ’70, partorì quell’essere tormentato di Travis Bickle per il Taxi Driver di Martin Scorsese, (ri)comparso sotto altre (mentite) spoglie in tante seguenti opere del regista, dal sacerdote di First Reformed al giocatore di poker in Il collezionista di carte, solo per citare i titoli più recenti. E ora ecco Narvel Roth ad aggiungersi alla lista, maestro giardiniere di una tenuta di una facoltosa donna della Louisiana e protagonista di Master Gardner, presentato nel Fuori Concorso di Venezia 79.

La vita di Narvel Roth, un ottimo Joel Edgerton, ha un passato (e un corpo) da nascondere agli occhi degli altri. Il suo segreto lo conoscono in pochi. Lo conosce la ricca vedova interpretata da Sigourney Weaver che lo prende sotto la sua ala protettrice e che dopo dieci anni gli affida un compito: introdurre nel suo team di giardinieri la pronipote per avviarla alla carriera lavorativa e toglierla dai pericoli delle strade di periferia. La ragazza porterà con sé il caos nella vita di Narvel. Un caos che l’uomo era riuscito a tenere a bada per molti anni e che adesso lo costringe di nuovo a fare i conti con ciò che voleva dimenticare.

Master Gardner è l’ennesimo lavoro sontuoso di un Maestro che in quasi 50 anni di carriera resta fedele alla sua precisa idea di cinema. Questa volta – e si vede – gode a pieno titolo della libertà creativa che gli è stata data, arrivando a toccare anche una vena di ottimismo che raramente (forse quasi mai) ha fatto capolino nelle sue opere. Lavori che si prendono tutto il tempo necessario per piantare i loro semi, vederli crescere e definitivamente sbocciare. Proprio come un fiore di un giardino.

Voto: 7.5

Argentina, 1985 di Santiago Mitre (Concorso) di Francesco Binini

Una scena di "Argentina, 1985"
Una scena di “Argentina, 1985

L’argomento può sembrare ostico: il processo a Videla, ex dittatore argentino, da parte della giustizia civile. In realtà lo sceneggiatore Mariano Llinás prende la storia piuttosto alla lunga e vedendola tutta dalla parte del Pubblico Ministero Julio Strassera (un ottimo Ricardo Darín). In questo modo c’è posto per la costruzione dei personaggi e per moltissimo umorismo prima di arrivare al fulcro del film che sono le testimonianze dei parenti dei ‘desaparecidos‘.

La confezione di Mitre, poi, è funzionale alla sceneggiatura e passa con estrema facilità dalla commedia al dramma, dando però al tutto un utilissimo senso di leggerezza (senza tradire però i veri momenti drammatici) e senza mai indugiare troppo imprime alla pellicola un ritmo sostenuto. Argentina 1985 non è solo la cronaca di una serie di fatti realmente accaduti e non è solo un film sulla memoria: è un film sulla forza di uno stato e della legge, è un film su un uomo e sulla sua famiglia che si ritrovano, loro malgrado, al centro della storia.

Di grande interesse la figura del pubblico ministero: un funzionario che non ha la stoffa dell’eroe, che è stato funzionario anche durante la dittatura e che porta con sé i dubbi e le debolezze di qualsiasi uomo. Un ottimo film che per fortuna tutti avranno la possibilità di apprezzare su Amazon Prime tra qualche mese.

Voto: 8

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