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Thiem vincitore US Open

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US Open 2020, lo slam più pazzo di sempre

Il resoconto del primo (pazzo) Grande Slam del post lockdown. Dal primo slam di Thiem alla conferma di Naomi Osaka.

Tempo di lettura: 4 minuti

Dominic Thiem e Naomi Osaka sono i vincitori degli Us Open 2020, primo slam di tennis del post lockdown. Un torneo pazzo che consacra Thiem e conferma nell’Olimpo delle grandi Naomi Osaka.

La prima di Thiem che scaccia i fantasmi e i crampi

Dominic Thiem è un campione slam! L’austriaco vince la battaglia di nervi contro Alex Zverev e diventa il primo dei classe ‘90 a trionfare in un Grande Slam. Dopo aver rimediato solo sconfitte nelle tre precedenti finali (due con Nadal e una con Djokovic), è lui a esultare. Nel torneo dei Next Gen non poteva che essere Dominic a trionfare. Il più completo e maturo della schiera di giovani talenti in ascesa. Era l’occasione della vita e l’allievo di Massu non se l’è fatta sfuggire. Una vittoria sofferta, complice anche qualche problema di natura fisica, ma alla fine è stato il tennista più freddo a portarsi a casa il trofeo.

Dominik Thiem

Naomi Osaka è la nuova regina del Wta?

Se al maschile abbiamo vissuto una prima volta, al femminile questa edizione anomala dello Us Open ha probabilmente consacrato Naomi Osaka. A soli 22 anni ha già conquistato tre tornei dello slam e in queste prime tre settimane di ripresa si è presa la scena. La classe ‘97 con questa vittoria sale al terzo posto del ranking e si conferma l’unica tennista in grado di conquistare tre slam nelle ultime tre stagioni. Un dato da non sottovalutare vista la mancanza di una vera e propria figura simbolo nel circuito Wta. La personalità non manca di certo alla giapponese che durante il torneo di Cincinnati (disputatosi a New York) si è rifiutata di scendere in campo per mandare un segnale contro il razzismo. È lei la donna simbolo del tennis?

Naomi Osaka

Zverev, adesso serve ripartire e un cambio di mentalità 

La prima finale slam di Zverev probabilmente non è andata come sperato. Questa edizione dello slam americano era un occasione d’oro per lanciarsi nella storia di questo sport. E dire che il tedesco ci è andato davvero vicino. Dopo due set di ottimo livello, nei quali aveva dominato Thiem, si è man mano irrigidito sempre di più fino al tiebreak finale. Un epilogo amarissimo che testimonia ancora la fragilità mentale del teutonico. Le sue qualità e la giovane età pero sono dalla sua parte. Adesso sta a Sascha cercare di reagire a questa sua prima sconfitta in una finale slam (un risultato storico che non va sottovalutato).

Che mamme! Dalla rivincita di Azarenka alla rivelazione Pironkova

Nonostante la vittoria finale della giovane Osaka, questa edizione dello Us Open verrà ricordato come il torneo delle mamme. Nei quarti di finale ben tre tenniste erano neo-mamme, prima volta di sempre in uno slam. Serena Williams, Viktoria Azarenka e Tsvetana Pironkova (addirittura senza ranking) non sono state in grado di alzare il trofeo più prestigioso ma hanno dato una grande dimostrazione di tenacia. Serena è ancora affamata e punta al record dei 24 slam di Margaret Court. Vika ha passato periodi molto difficili ma allo Us Open è finalmente tornata in finale slam (a 7 anni dalla sua ultima finale a Flushing Meadows). Inatteso il grande risultato di Pironkova che, rientrata nel circuito dopo tre anni di inattività, ha raggiunto il miglior risultato nello slam newyorkese. Per la serie non è mai troppo tardi per mettersi in gioco.

Basta polemiche! È stata una finale pazzesca

Al termine della finale di domenica non sono mancate le critiche (talvolta pesanti) degli appassionati sulla qualità del match tra Thiem e Zverev, prima finale senza i Fab 3 dopo 6 anni (Cilic-Nishikori Us Open 2014). Chiaramente non verra ricordata come la finale più bella di sempre ma probabilmente come una delle più drammatiche. La rimonta epica di Thiem, primo tennista di tale impresa in una finale slam dal 1949 (Pancho Gonzalez). Il tiebreak finale poi è stato un vero e proprio psicodramma; Thiem in preda ai crampi mentre Zverev completamente congelato dalla tensione. Non bisogna dimenticare l’eccezionalità del periodo e la lunga pausa forzata che di certo non ha aiutato i tennisti.

Arthur Ashe stadio tennis

Senza pubblico lo sport non è lo stesso 

Lo abbiamo detto più volte ma dopo lo Us Open ne abbiamo un altra testimonianza. Anche in uno sport come il tennis la mancanza del pubblico si fa “sentire”. Il silenzio inquietante dell’immenso Arthur Ashe (stadio di tennis più grande in assoluto) non fa di certo bene allo spettacolo e non solo. Speriamo che la situazione possa risolversi al più presto…

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