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The Tender Bar

Amazon Prime Video

The Tender Bar, George Clooney ritrova un po’ del suo spirito al bancone del pub.

Un gradevole e innocuo racconto di un percorso di formazione ideale per trascorrere dei momenti rinfrancanti e piacevoli. Disponibile su Amazon Prime Video.

Tempo di lettura: 3 minuti

Long Island, anni ’70. Un ragazzino in viaggio con la madre sta ascoltando con grande attenzione l’autoradio, come se cercasse di cogliere una voce in particolare. La madre, però, cambia stazione non appena il deejay di turno disannuncia la canzone appena trasmessa. Comincia così The Tender Bar, l’ultima fatica registica di George Clooney (in esclusiva su Amazon Prime Video), con una madre abbandonata dal marito e un figlio in cerca di questi nell’etere (curiosamente, nel precedente The Midnight Sky un padre cercava di contattare la figlia nello spazio). Come nel penultimo film di Clooney e in Suburbicon, anche qui si raccontano famiglie fratturate e cicatrizzate, ponendo interrogativi anche sulla fungibilità della figura paterna nella crescita individuale.

Una scena di The Tender Bar

Infatti, il protagonista JR (da ragazzino Daniel Ranieri, da più adulto l’attore Tye Sheridan) ricerca sponde paterne nel nonno (Christopher Lloyd), nello zio sregolato e carismatico Charles (Ben Affleck) e negli avventori del The Dickens, l’accogliente e confortante bar delle zio. Non è marginale il ruolo della madre (Lily Rabe), battuta ma non sconfitta da una grave malattia e dalla separazione da un marito scostante e violento (Max Martini). In questo contesto familiare difficile ma amorevole, JR viene educato a gestire gioie e asprezze della vita, frequentando lo zio Charles e attingendo alla sua ricca e sorprendente biblioteca personale. Sarà proprio lui a toccare le corde giuste di un ragazzo portatissimo per la scrittura, incoraggiandolo e consigliandolo (il film è tratto dall’omonimo memoir dello scrittore J.R. Mohringer, che qui figura anche come produttore).

Una scena di The Tender Bar

Su queste basi si radica la tipica rivalsa sociale del protagonista aspirante scrittore, che passerà per i canonici step dell’ammissione all’università, le prime esperienze amorose e i primi successi letterari. È proprio qui che risiedono i limiti di The Tender Bar, un film dal passo sicuro e di estrema correttezza formale. Non ci sono sorprese e tutto fila in maniera pressoché prevedibile, tutto controllatissimo dall’autore e produttore J.R. Mohringer. Tuttavia, è indubbio che Clooney avesse bisogno di fare un film semplice e asciutto, per ritrovare certezze dopo i continui passi falsi che si sono susseguiti dal debole Monuments Men in poi.

The Tender Bar, lo spirito giusto

Non è invece scontata la prova che tira fuori da un rinato Ben Affleck, il cui bar verrebbe veramente voglia di frequentarlo per vedere l’attore gigioneggiare con la clientela di affabili balordi. Pochi acuti invece tra il resto del cast, salvo Lloyd che con poche battute dona una grandissima umanità al suo nonno volgare ma amorevole.

The Tender Bar

Per trascorrere dei momenti rinfrancanti e piacevoli è sicuramente un film adatto, anche se si accontenta di raccontare un classicissimo percorso di formazione, lasciando su binari morti tutti gli altri spunti che vengono disseminati nel corso della trama. Curiosamente si giunge anche a una forse involontaria apologia dell’alcool (come quella decantata ne Un altro giro di Vinterberg), anche se è innegabile che Clooney avesse bisogno di ritrovare dello spirito nel pub-simposio dello zio Charles. Purtroppo, è un film che scorre senza lasciare aloni nella memoria dello spettatore, rischiando di essere goduto ma scordato nel tempo di uno shot. Grande tifo per un’eventuale nomination come non protagonista agli Oscar per Ben Affleck (già nominato ai Golden Globes 2022 come non protagonista).

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