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Cinema

Oppenheimer – la recensione del film di Christopher Nolan con Cillian Murphy

La recensione di Oppenheimer, il film di Christopher Nolan con Cillian Murphy dedicato al fisico americano che costruì la prima bomba atomica

Tempo di lettura: 3 minuti

Nella storia dell’umanità la maggior parte degli avvenimenti sono stati assorbiti dalla società in un lasso di tempo. Perfino scoperte importantissime che hanno rivoluzionato l’umanità come l’elettricità o internet hanno impiegato un certo tempo a diffondersi. Altri cambiamenti sono stati più repentini, ma raramente nella storia c’è stato un prima e un dopo come nel caso della bomba atomica. Il test Trinity, la prima bomba atomica ad esplodere, si tenne nel deserto del New Mexico il 16 luglio del 1945. La bomba su Hiroshima esplose meno di un mese dopo: il 9 agosto. Da quel momento il mondo cambiò.

Un momento della lavorazione del film

Nolan non sembra – per una volta – interessato tanto alla dinamica o alla fisica della bomba quanto alle dinamiche – complesse – degli uomini che la costruirono, concentrandosi soprattutto su chi di quel progetto era a capo: Robert Oppenheimer.

Come è solito fare, Nolan gioca con i piani temporali, mischiandoli e rivelandone le interdipendenza solo nel finale. Le tre ore di film portano inevitabilmente verso il vertice della tensione posizionato nel finale dove i tre piani (la costruzione della bomba con il test Trinity, il processo a Oppenheimer e la vicenda Strauss) trovano tutti insieme una soluzione.

Nolan è un regista di razza e quindi il tutto funziona: si rimane rapiti dalla velocità e dalla facilità con cui si dipana la trama. Nonostante i tantissimi dialoghi la noia non entra mai nella sala cinematografica. Nonostante l’argomento non sia né di stretta attualità né di facile approccio ci troviamo immediatamente avvolti dalla vicenda e si resta incollati allo schermo fino alla fine. Di certo il merito è del regista/sceneggiatore che ha saputo mettere in piedi uno spettacolo avvincente sostenuto da una regia sicura. Va dato merito anche a Cillian Murphy di aver sostenuto la parte in modo egregio dando fisicità, corpo ed emozioni (spesso contraddittorie) ad un uomo che si è improvvisamente trovato ad essere determinante per le sorti dell’umanità.

Robert Downey Jr

Nel foltissimo cast di stelle non si può non citare la performance di Robert Downey Jr. finalmente invecchiato e liberato dai panni dell’eroe (sia esso Iron man o Sherlock Holmes). L’attore americano regala una performance di tutto rispetto che sta alla pari di quella di Murphy per intensità.

In comune con gli altri film del regista inglese, questo Oppenheimer ha l’immenso lavoro di sceneggiatura: intricata al punto giusto ma contemporaneamente accessibile. A differenza dei film precedenti c’è un cast enorme con una selva di personaggi primari e secondari tutti di altissimo livello che interpretano personaggi di enorme rilevanza per la storia dell’umanità. Ma soprattutto, a differenza dei precedenti film di Nolan questo è soprattutto un film di ‘attori’: per una volta la personalità del regista non traspare sullo schermo ma viene nascosta dalle prove attoriali che si prendono tutto lo spazio possibile riempiendo lo schermo e trascinando il film verso il vertice della tensione.

Un film forse meno ‘grosso’ rispetto agli standard a cui Nolan ci aveva abituato (Interstellar, Il cavaliere oscuro e Inception su tutti), ma decisamente più profondo, ancorato alla storia e alla vita reale; un film che parla – soprattutto – di persone che, più o meno consapevolmente, hanno cambiato il mondo.

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