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Non aprite quella porta

Cinema

Non aprite quella porta, una saga horror che perde la faccia.

La nuova versione del film, disponibile su Netflix, sminuisce quella che nell’originale era un lavoro avanguardista di selvaggia rappresentazione dell’America più retrograda e conservatrice.

Tempo di lettura: 3 minuti

É uscita da alcuni giorni su Netflix la nona sinfonia di sangue della celebre saga horror di Non Aprite quella porta, con un sequel diretto del capostipite omonimo di Tobe Hooper del 1974. Stavolta, il consueto massacro texano è innescato dall’arrivo nella ghost town di Harlow di un collettivo di giovani idealisti (spudoratamente appartenenti alla Generazione Z). Tra i lugubri ruderi, i ragazzi sono intenzionati a creare una comunità libera da armi e orrori della società contemporanea. Tuttavia, non hanno fatto i conti con i pochissimi abitanti rimasti, tra cui un’anziana malata e il corpulento figlio sofferente di evidenti ritardi cognitivi, e l’improvvido tentativo di sgombero dei due abbatterà su Harlow una terrificante scia di sangue e atrocità. Quell’omaccione è, infatti e purtroppo, il Leatherface originale Thomas Hewitt (Mark Burnham), l’iconico killer-macellaio armato di motosega che dal primo film ama “indossare” il volto strappato alle vittime uccise.

Leatherface in Non aprite quella porta 2022

Inizia così questo scellerato ed ennesimo tentativo di reboot di una saga horror oramai putrefatta, proponendosi arrogantemente come seguito dell’originale senza risolvere evidenti incongruenze (la madre e il figlio dopo cinquant’anni dovrebbero essere quantomeno decrepiti).
Un punto di forza poteva essere il personaggio di Sally Hardesty (Olwen Fouéré), la sopravvissuta al massacro originale, ma è una versione pedestre dalla Laurie Strode invecchiata e militarizzata della nuova trilogia di Halloween. La donna, infatti, entra in scena armata fino ai denti per vendicarsi del killer, dopo avergli dato la caccia infruttuosamente per anni (nonostante fossero praticamente vicini di casa).

Intollerabile più di tutto è, però, la debolissima pretesa di costruire un horror a tema mostrando l’inadeguatezza della Generazione Z fuori dagli agi dell’habitat metropolitano, in totale balia delle asprezze di un mondo rurale e ultraconservatore. Naturalmente sono rappresentati come ragazzotti viziati, accessoriati di qualsiasi cosa, che come idea di militanza hanno quella di drogarsi e streammare su TikTok e Instagram. Il livello del conflitto che ne esce è quello di un cosciotto di pollo gettato nella vasca dei piranha, per provocare reazioni come “ma guarda quanto sono scemi i giovani d’oggi, è giusto che vengano massacrati dalla motosega di un redneck!”.

Una scena di non aprite quella porta

Così facendo si sminuisce quello che nel film originale era un lavoro avanguardista di selvaggia rappresentazione dell’America più retrograda e conservatrice. Curiosamente, questo vilipendio della gioventù mette alla berlina il target-tipo delle produzioni Netflix, qui rappresentato da un cast scelto nel pieno rispetto dell’inclusività. Tra i protagonisti si rimarcano le buone prove delle protagoniste Elsie Fisher (Lila) e Sarah Yarkin (Melody), giovani idealiste costrette a rivedere le proprie prospettive sull’uso delle armi contro la furia cieca di Leatherface. Il personaggio di Lila, sopravvissuta a una strage nel suo liceo, dovrebbe provocare una riflessione sulla diffusione delle armi negli Stati Uniti (suggestione completamente lasciata al vento).

Non aprite quella porta è un’opera purtroppo fallimentare che arriva al pubblico dopo un’estenuante odissea produttiva, che ha visto sostituiti i primi due registi (Ryan e Randy Tohill) dal direttore della fotografia David Blue Garcia, che ne ha concluso le riprese in Bulgaria. A parte queste vicissitudini, che sicuramente hanno influito sul risultato finale, quella che manca è la comprensione dell’illustre archetipo, che qui vengono del tutto rimosse per acchitare una scadente e pedestre attrazione da luna park grand-guignolesco.

Il cast del film Netflix

Curiosamente questo film incarna in pieno la dura critica espressa nei confronti dei sequel offensivi di saghe celebri inserita nel recente (e invece ottimo) quinto capitolo di Scream. L’algoritmo verificherà le condizioni per un decimo film della saga, ma sarà difficile ridare lustro a una saga horror che rischia di aver perso definitivamente la faccia. Un consiglio, non attenetevi ai consigli del noto brano di Gianni Morandi: non aprite quella porta!

Leggi anche: No Exit, un thriller decisamente inaspettato

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Non aprite quella porta
trama: Dopo quasi 50 anni di latitanza, Faccia di Cuoio ritorna per terrorizzare un gruppo di giovani amici idealisti che accidentalmente sconvolgono il suo mondo protetto, in una remota città abbandonata del Texas.
regia: David Blue Garcia
sceneggiatura: Chris Thomas Devlin
con: Alice Krige, Elsie Fisher, Nell Hudson, Sarah Yarkin, Mark Burnham, Moe Dunford, William Hope
durata: 81 minuti
uscita: 18 febbraio 2022


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