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Cinema

Venezia77, dalla mosca gigante di Mandibules al Mainstream di Gia Coppola

Alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Venezia77) sono passati i film Mandibules di Quentin Dupiex (Fuori Concorso) e Mainstream di Gia Coppola (Orizzonti).

Tempo di lettura: 3 minuti

Alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Venezia77) sono passati i film Mandibules di Quentin Dupiex (Fuori Concorso) e Mainstream di Gia Coppola (Orizzonti).

Mandibules, ovvero quando un film può anche non avere un significato

Jean-Gab e Manu sono due amici di vecchia data, molto sempliciotti e ingenui. Un giorno, durante una commissione, trovano una mosca gigantesca nascosta nel bagagliaio di un’auto. I due decidono così di addestrarla con lo scopo di farci un sacco di soldi.

Già dalle premesse, Mandibules suscita quantomeno della curiosità, così come accade spesso quando ci si trova davanti alle trame dei film di Quentin Dupiex, uno dei registi più creativi e originali della commedia francese. A volte, va detto, questa creatività può risultare fastidiosa. Ma il pregio principale di molti dei suoi film – Mandibilues incluso – è la sincerità con la quale Dupiex tratta il suo pubblico. Non aspettatevi niente dai miei film, sembra dire. Non ci troverete un significato, né tanto meno una morale. Prendetelo così com’è, come semplice intrattenimento.

Dopo l’ora e un quarto scarsa di Mandibules si esce dalla sala consci di aver visto una gradevole commedia grottesca e surreale, che sfocia, grazie ai suoi tonti protagonisti, persino nella demenzialità senza mai cedere il passo a una gratuita volgarità.

Vedendo questo film viene subito da pensare come in Italia non siamo in grado (e mai lo saremo?) di produrre delle commedie di questo stampo, realizzate con un’idea di base molte semplice (due amici trovano una mosca gigante nel bagagliaio di un’auto) e con un budget molto ridotto (poche location e attori poco conosciuti, a eccezione di Adele Exarchopoulos che si ritaglia un ruolo divertentissimo).

Non cercate di trovare significati particolari nel grosso insetto che irrompe nelle vite dei due personaggi principali: non ce ne sono. Quel che trovate in Mandibules sono invece una serie di gag molto divertenti e gesti da immediato tormentone (Toro!).

Mainstream, un film esplosivo che ritrae una generazione che ha perso l’empatia

A Venezia77, nella sezione Orizzonti, è passato Mainstream, il secondo film da regista di Gia Coppola, nipote di Sofia, già sbarcata al Lido diversi anni fa con l’esordio Palo Alto.

Ancora una volta sono i social media e le ripercussioni che questi hanno sulle vite dell persone ad essere al centro di un soggetto di un film. Non certo un argomento nuovo e originale. Gia Coppola, nell’affrontarlo, imbocca fin da subito la strada giusta .

Frankie (una brava Maya Hawke), poco più che ventenne, vive a Hollywood, il quartiere più conosciuto di Los Angeles, e si mette da parte dei soldi facendo la bariste in un locale. E’ a un punto della sua vita in cui deve decidere cosa fare da grande. L’occasione della svolta le arriva attraverso un’intuizione, nata dal suo incontro con Link. Frankie decide di riprendere le “performance” anticonformiste di Link a giro per Los Angeles e di caricarle su YouTube. I video hanno successo diventando subito virali sul web. Un evento inaspettato porta Frankie a farsi delle domande su questo improvviso ma malsano successo.

L’altra faccia dei social media. Quasi che fosse un episodio indie della serie tv Black Mirror, il Mainstream di Gia Coppola sorprende per l’energia e la vitalità che la regista americana impiega nel rappresentare un mondo virtuale in cui (quasi) niente è come sembra. Una vera e propria arma a doppio taglio, i social, capaci di portare i fruitori in territori oscuri e nocivi, talvolta letali (come le cronache certe volte hanno raccontato). In tal senso il marcio che si annida all’interno dei social media è ben rappresentato dal Link, interpretato da un ottimo Andrew Garfield, la cui lotta all’anticonformismo della società diventa a un certo punto incontrollata ed estremamente pericolosa. Ma è sbagliato, ci dice la Coppola, dare la colpa solo ed esclusivamente a lui. I responsabili di certi gesti estremi siamo anche noi semplici fruitori, che seduti dietro a uno schermo ci sentiamo liberi di liberare i nostri istinti, talvolta non consapevoli dei risvolti che può avere un semplice commento su Instagram.

Gia Coppola torna al cinema con un film molto vitale ed energetico, scritto e messo in scena con un linguaggio moderno e accattivante. Senza fare sconti a nessuno, perché tutti siamo sul banco degli imputati.

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