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The Beatles Get Back

Serie Tv

The Beatles – Get Back, Il talento di un uomo in tre minuti

In “Get back”, il documentario di Peter Jackson sugli ultimi giorni dei Beatles, vediamo Paul McCartney che compone Get back in tre minuti.

Tempo di lettura: 3 minuti

Su Disney+ sono uscite le tre parti di “The Beatles: Get Back“, il documentario che -di fatto- ci fa vedere le ultime ore dei Beatles. Peter Jackson ha preso diverse decine di ore di filmato e le ha compresse in tre episodi da 2h 30m l’uno che si concludono con il famosissimo concerto sul tetto, atto finale dei Beatles che dopo quel momento si sciolsero.

Il documentario è molto “parlato” e la musica viene spesso compressa, ma c’è una scena che probabilmente rimarrà negli annali della musica e del cinema.

Siamo al quarto giorno di riprese. E’ mattina. Paul, George e Ringo sono in studio. John è in ritardo. Parlano. Dopo un’ora e tre minuti dall’inizio del documentario Paul si mette a strimpellare qualcosa con il suo basso. All’inizio si distinguono solo accordi in libertà e un tempo veloce. Una sintetica didascalia dice che quello che sta per emergere sarà il singolo successivo dei Beatles. Succede tutto molto in fretta: McCartney tiene lo stesso tempo, infila due accordi, abbozza una linea melodica che in pochi secondi si raffina, poi ancora una serie di accordi, ancora qualche nota, le parole “woman” e “get back” gli escono quasi naturali dalla bocca.

The Beatles Get Back

Fa una pausa, sempre tenendo il tempo con il piede. Prende fiato. Riattacca. E questa volta la canzone è fatta e finita. Gli accordi, il ritmo, la linea melodica: c’è tutto. George riproduce gli accordi con la chitarra, Paul raffina la linea di basso, Ringo tiene il tempo con le mani. A questo punto c’è uno stacco: entra in scena John, Ringo è alla batteria e la canzone è praticamente finita.

Stacchi compresi, la scena dura circa 4 minuti. Naturalmente non sappiamo se Paul McCartney avesse in mente da tempo quella melodia, se l’avesse provata o se gli sia venuta al momento. Se però dobbiamo credere al documentario di Peter Jackson (e non abbiamo ragione di pensarla diversamente) Paul McCartney ha concepito Get Back in tre minuti. Certo: mancano gli arrangiamenti e il testo – che, sappiamo, ha avuto una gestazione piuttosto travagliata- ma la cosa impressionante è che vediamo nascere sotto i nostri occhi, in pochissimi secondi, un successo planetario.

The Beatles Get Back

L’altra cosa che fa impressione, al di là della velocità con cui accade il tutto, è che George e Ringo non possono far altro che stare a guardare (George sbadiglia, tra l’altro) e chiaramente attendere che il genio compia il suo lavoro. La collaborazione arriva dopo, con l’arrangiamento e il testo, ma il concepimento è tutto lì: Paul McCartney che strimpella il suo basso inseguendo un’idea e qualche minuto dopo ti tira fuori una canzone che siamo ancora qui a cantare dopo sessant’anni.

E’ davvero rarissimo avere la possibilità di vedere come un artista concepisce una sua opera e, in questo caso, la fortuna è ancora più grande perché non si tratta di un’opera qualsiasi o di una canzone di secondo piano, ma di una canzone famosissima di cui siamo testimoni della creazione.

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