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Bentornato Andy Murray, il più grande dei terrestri

Dal ritiro annunciato a Gennaio al titolo ad Anversa. Ritorna a vincere Andy Murray, il più forte tra i terrestri.

E’ stato sempre definito il meno Fab dei Four, il Ringo Starr del tennis, il primo tra i terrestri, dietro ai tre fenomeni. Numero 1 Atp, tre Slam, due medaglie olimpiche, una Coppa Davis vinta praticamente da solo. Con un palmares del genere, un titolo 250 ad Anversa non dovrebbe sconvolgere, ma dovrebbe sembrare una semplice routine. Questo titolo, però, in questa stagione per Andy Murray ha avuto un sapore diverso: ha sancito il suo ritorno ad alti livelli dopo un ritiro annunciato.

Murray

Melbourne, Gennaio 2019. Sotto il sole cocente dell’Australia e i preparativi per il primo slam dell’anno, il mondo del tennis viene sconvolto da una notizia: Andy Murray, uno dei tennisti più vincenti dell’era contemporanea, il primo dietro i tre fenomeni, annuncia il ritiro in lacrime. Dopo un ritorno difficile nel 2018, non all’altezza delle aspettative, il tennista britannico ha continuato a soffrire di un brutto dolore all’anca, nonostante la pausa intercorsa tra il 2017, anno iniziato da numero 1 al mondo, e il 2018, che lo portava ad aver difficoltà anche nella vita quotidiana. Per tali motivi aveva pensato di chiudere la carriera a Wimbledon, ma con numerosi punti interrogativi sulle sue condizioni.

Gli Australian Open si erano conclusi con una battaglia persa al quinto contro il rognosissimo Bautista Agut, tennista che in questi giorni lotta con i nostri Berrettini e Fognini. Murray è uscito tra gli applausi scroscianti, le forti emozioni e i video dei colleghi, tra cui Federer, Nadal e Djokovic, suo amico e rivale fin dagli albori, che lo ringraziavano per quanto dato al loro sport.

Murray

Murray, però, in conferenza sembra essere cambiato: è pronto ad affrontare un’ulteriore operazione, desideroso di tornare in campo. Il ritorno avviene in doppio, al Queens, al fianco di Feliciano Lopez. E’ subito trionfo, è subito vittoria. Andy, però, non è abituato a questi palcoscenici. Vuole tornare in singolare, vuole tornare a dire la sua nel tennis. Tenta un ritorno sul cemento estivo statunitense, ma il suo livello è ancora insufficiente per competere. Si sposta a Maiorca, nel challenger dell’accademia del collega, rivale e amico Nadal, dove subisce una sconfitta dal nostro Matteo Viola, uno che contro il Murray deluxe avrebbe raccolto le briciole.

Murray Fognini

Murray ritorna nel circuito, sul cemento asiatico, dove si intravedono i primi spiragli di crescita, in particolare contro i due migliori talenti azzurri. A Pechino sconfigge a sorpresa il nostro Berrettini, neo top 10, oramai vicinissimo al livello dei più forti. A Shangai esce sconfitto al tie break del terzo nel match contro il nostro Fabio Fognini, in un incontro caratterizzato da grande nervosismo e da screzi tra i due contendenti. Dalla Cina al Belgio, ad Anversa, Murray, rinvigorito da questi progressi, ottiene vittorie di prestigio, molto lottate, e riesce ad agguantare una finale insperata. Nonostante il fisico ancora non sia al top, il braccio è ancora quello dei giorni migliori.

Murray

In finale ritrova Stan Wawrinka, anche lui vincitore di tre slam, anche lui in risalita dopo una lunga sequela di infortuni. Stan in questa stagione sembra già essersi rimesso a lucido e i quarti in due slam lo dimostrano. Per Andy sembra un’impresa impossibile. Dopo il primo set vinto dall’elvetico per 6-3, Murray si ritrova con le spalle al muro sotto di un break. Lo scozzese, però, ritrova il suo gioco e la sua tigna e riesce a pareggiare e a portare tutto al terzo, dove riesce a strappare il servizio a Stan sul 5-4 e ad alzare il 46° titolo in carriera in singolare.

Murray

Come dicevamo, un titolo 250 per uno abituato a vincere Slam e Master non rappresenterebbe qualcosa di incredibile, ma Andy Murray, emozionatissimo durante la premiazione, lo ha descritto come uno dei trionfi più importanti della sua carriera. E’ quello che lo rilancia nel tennis che conta, è quello che gli dà la carica e la consapevolezza di poter fare gara alla pari con i più forti, è quello che restituisce al mondo del tennis un grande campione.

Non sappiamo se Anversa sia stato un singolo episodio o forse un bellissimo canto del cigno – gli Australian Open 2020 saranno nuovamente cruciali – ma al momento vogliamo solo goderci il ritorno di uno dei più grandi talenti del tennis contemporaneo, di un grande agonista, che ha lottato con successo e con la testa per superare i propri limiti e per dire la sua in un tennis maschile, dominato da tre marziani, e di un grande uomo, che ha lottato contro i pregiudizi della sua nazione e che si è battuto per primo in favore dell’uguaglianza nel tennis tra uomini e donne. Bentornato Andy Murray.

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