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Kaitlyn Dever

Serie Tv

Unbelievable è una serie che fa male, ma che è necessario guardare

Uno stupratore seriale. Due metodi investigativi differenti. Unbelievable, disponibile su Netflix, è una miniserie che mette in scena in maniera intelligente la dignità del dolore.

Una delle produzioni Netflix più in risalto al momento è, senza dubbio, Unbelievable, miniserie drammatica dedicata al vero caso dello stupratore seriale che dal 2008 al 2011 distrusse la vita a decine di donne negli Stati di Colorado e Washington.

La storia di Unbelievable si sviluppa su due distinti filoni narrativi, uno con al centro una delle vittime, Marie Adler (Kaitlyn Dever, La rivincita delle sfigate), e uno sulle indagini, condotte brillantemente dalle detective Karen Duvall (Merritt WeverBirdman) e Grace Rasmussen (Toni ColletteLittle Miss Sunshine). La giovane Marie potrebbe fornire degli elementi cruciali per identificare l’aggressore ma la polizia locale, condizionata dallo scetticismo della madre adottiva, la esorta non solo a ritirare la deposizione ma la denuncia per falsa testimonianza. Inizierà un atroce calvario per la ragazza, costretta ad affrontare sia i postumi della violenza subita sia la furia degli haters espressa da ogni forma di minaccia e insulto.

La Dever è una scelta di cast eccellente, in quanto restituisce la fragilità e le crepe di una ragazza ferita che nessuno sembra voler curare ma solo emarginare come uno scarto. Sull’altro fronte, invece, il detective Duvall scopre delle affinità tra un caso di stupro su cui sta indagando e uno irrisolto seguito da una collega di un’altra contea, Grace Rasmussen. Decidono di unire gli sforzi, scoprendo a poco a poco l’incredibile portata delle efferatezze del maniaco, apparentemente imprendibile data l’assenza di tracce biologiche sulle scene del crimine.

Merritt Wever e Toni Collette in Unbelievable

Occorrevano due attrici complementari sia fisicamente che nello stile recitativo, e Collette e Wever sono state quanto mai appropriate. L’energia e l’espressività della prima sono perfettamente bilanciate dalla presenza pacata e placida della seconda, che offre una buona prova in sottrazione. Sembrano l’una genuinamente invidiosa dell’altra ed è credibile il profondo legame umano e professionale che costruiscono e che sarà determinante nella conduzione delle indagini. Sono presentate come donne diversamente emancipate, con grande attenzione a seguirle anche fuori dal contesto lavorativo e a presentare il rapporto solido e maturo che condividono con i rispettivi mariti. Quest’ultimi fungono da contraltare positivo alla maschilità tossica espressa dall’antagonista principale e neutralizzano eventuali tendenze manichee che potevano negativizzare i personaggi maschili e indebolire la forza del racconto. Infatti, si tratta di una miniserie che si regge su interpretazioni e caratterizzazioni ottimamente rifinite, con una regia attenta (si alternano gli esperti Lisa CholodenkoMichael Dinner e la stessa showrunner Susannah Grant) e una messinscena asciutta e curata. Un valore aggiunta è anche la minuziosa ricostruzione delle procedure investigative e giudiziarie di un’autorità al contempo efficiente e gelida, inumana e umana.

Nonostante appaia forse troppo dilatata (forse con sei episodi l’afflato narrativo avrebbe avuto maggior ritmo), è innegabile come Unbelievable si riesca a dare rotondità a ciascun personaggio e il giusto spessore a una vicenda complessa e sfaccettata. Non ci sono particolari colpi di scena o momenti di suspense: a farla da padrone è il gusto del racconto e dell’erigere solidi archi narrativi per ciascuna delle tre protagoniste. Un altro rischio era anche il paragone con prodotti affini (in primis True Detective), sebbene qui la detective story sia sfruttata per fotografare la deriva inquisitrice della società contemporanea, abitata da violentatori carnali e non, e dove è più facile fermarsi alla superficie che scavare a fondo. 

Toni Collette

L’autrice, Susannah Grant (Oscar nominee per lo script di Erin Brockovich), evidenzia come da questo caso di cronaca siano emersi il meglio e il peggio della natura umana. Infatti, nella stessa indagine da una parte una ragazzina viene addirittura criminalizzata per una violenza subita mentre, dall’altra parte della barricata, due donne agiscono indirettamente per darle giustizia, inseguendo un mostro che non ha pietà né per ragazzine o per donne anziane.

Unbelievable è un’opera adulta e matura, che ha bisogno di tempo per incontrare il favore e la piena attenzione del pubblico poiché illustra le proprie tematiche con pazienza e rigore, senza correre, come richiedono le terapie migliori.

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