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The End of the F***ing World si conferma una delizia anche nella seconda stagione

Il teen drama inglese diventato subito un cult sposta le sue attenzioni sul tormentato personaggio di Alyssa. E fa centro un’altra volta.

Alyssa in The End of the F***ing World

Quindi, dov’eravamo rimasti? A James, esanime e dissanguato sulla spiaggia. Vivo? Morto? Non si sa. E non vogliamo certo svelarvelo qualora non abbiate ancora cominciato a vedere la seconda stagione di quella chicca inglese che risponde al nome di The End of the F***ing World, disponibile su Netflix già da diversi giorni.

Facciamo però un passo indietro, a quasi due anni fa, quando la prima stagione della serie debuttò in sordina nel catalogo Netflix, senza essere una vera e propria serie originale Netflix (ora lo è diventata, in co-produzione con Channel 4 che continua a trasmetterla in anteprima). Lì, nel gennaio del 2018, abbiamo fatto la conoscenza di James e Alyssa. Entrambi adolescenti, entrambi problematici, entrambi alla ricerca del loro posto del mondo, entrambi larger-than-life; e proprio per questo interessanti.

Alyssa in The End of the F***ing World

James è un ragazzo che passa le sue giornate in cerca di una scossa che lo faccia svegliare dal torpore della sua esistenza. Incapace, apparentemente, di provare qualsiasi tipo di emozione, è convinto di essere un serial killer. Una volta arriva persino ad infilare la sua mano nell’olio bollente, per avere una reazione – di dolore e sofferenza, in questo caso – da provare e far uscire fuori. Alyssa, invece, è una ragazza dall’animo ribelle e forse mentalmente più grande della sua età anagrafica. I due, quasi casualmente, si incontrano e cominciano un viaggio on the road che si trasforma per entrambi in un coming-of-age travestito da commedia nera indie.

Se la prima stagione era più James oriented, la seconda, fin dal primo episodio, mette in luce il personaggio di Alyssa. La ritroviamo alle prese con le prove dell’abito nuziale. Alyssa si sposa e non fa certo i salti di gioia. E’ un ricominciare da capo. Gli imprevisti l’hanno travolta nel recente passato: prima l’omicidio del professore maniaco e poi lo straziante saluto ad un James tra la vita e la morte. E proprio il passato tornerà a tormentarla con il personaggio di Bonnie, che grazie all’ironia drammatica della serie scopriamo essere una delle tante vittime inconsapevoli del professore di cui sopra. Anzi, Bonnie di quel professore ne è stata letteralmente innamorata e ora cerca vendetta per la sua morte.

The End of the F***ing World (Alyssa e Bonnie)

Bonnie cerca di conquistare il suo spazio in questa seconda stagione della serie, ma a sorprendere (in positivo) è l’attenzione che gli autori hanno messo nello sviluppo del personaggio di Alyssa. Un’ Alyssa più matura di quella conosciuta nella prima stagione, che deve fare i conti con un’esistenza che continua a starle stretta e che deve affrontare da sola, dopo aver condiviso un periodo – breve, ma terribilmente intenso, quasi come se avesse vissuto tutti i suoi anni in pochi giorni – di ansie, paure, delusioni, sentimenti e rabbia insieme a James.

Chissà perché agli autori delle serie inglesi piacciono tanto questi personaggi un po’ disadattati, outsider, con problemi di qualsiasi tipo, inquieti. Che dentro di loro nascondono un animo sì ribelle, ma tremendamente sincero e trasparente. Succede così anche per i protagonisti di The End of the F**ing World, la cui seconda stagione è tanto deliziosa forse ancora più della prima. Una stagione che, seppur mantendo il formato di otto episodi da 25 minuti scarsi, si prende tutto il suo tempo per raccontare il difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta di queste anime belle e complicate di cui ci siamo follemente innamorati.

Bonnie

Nota a margine: l’autrice della serie, Charlie Covell, ha svelato che non è prevista una terza stagione. E con la scena finale ancora davanti agli occhi, forse è stata presa la decisione più giusta.

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