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The Crown 3, quando la Corona è un dovere difficile da sostenere

Arrivata alla mezza età, la Regina Elisabetta è chiamata ad affrontare nuove e difficile sfide provenienti dall’esterno e dall’interno delle mura di Buckingam Palace.

Olvia Colman

A metà degli anni ’60 il Regno Unito si trova in una fase incerta e precaria. Le fasce di popolazione medio-bassa sono quelle che risentano di più di questo clima d’incertezza, dovuto anche ad una crisi economica di difficile gestione. La politica, poi, non se la passa certo meglio. Al numero 10 di Downing Street s’insedia, per il rotto della cuffia, Harold Wilson, esponente del Labour Party. L’unica figura istituzionale del Regno Unito che sembra apparentemente solida è la Regina Elisabetta. Apparentemente, sì. Perché anche tra le mura di Buckingam Palace qualcosa sta cambiando, e non è solo il tempo (e l’età) che avanza, come la Regina stessa si accorge in una delle prime scene della terza stagione di The Crown, da domenica 17 novembre disponibile su Netflix, ideale passaggio di consegne tra la giovane Regina Claire Foy e la più adulta Regina Olivia Colman.

La Corona è chiamata ad affontare sfide sempre più difficili, che mettono a dura prova Elisabetta II. I suoi lati più deboli e fragili vengono a galla quando il peso dela Corona si manifesta per quello che effettivamente è: un dovere a tutti gli effetti. In una stagione che assume, come mai prima d’ora era successo, una forma quasi antologica, l’episodio che racconta magistralmente la strage di Aberfan è l’esempio lampante di quanto appena scritto. La nazione intera, unita nel dolore per l’incidente in una miniera del Galles dove a perdere la vita sono stati anche molti bambini, si aspetta un segno, una risposta da parte delle Corona. Risposta che però tarda ad arrivare, mettendo in luce tutte le crepe di un potere forse ancora troppo poco consapevole del ruolo che deve rivestire.

Il cast di The Crown 3

Il tutto questo c’è da aggiungere anche il rapporto di tensione che scaturisce tra la Regine e il neo-premier Harold Wilson, che arriva al governo con una nomea poco simpatica per via dei suoi presunti – ma mai confermati – legami col KGB. E’ il Premier, in uno dei primi colloqui, a suggerire a Elisabetta come la Corona, in questo preciso momento storico, abbia bisogno di una svolta. Abbia bisogno di riconquistare – o in alcuni casi di acquistare – la fiducia dei sudditi, che sono arrivati a chiedersi anche la sua utilità. Il clima di riservatezza e di segretezza non giova affatto al gradimento della Corona nei cittadini britannici. Per Elisabetta, che della discrezione ha fatto la sua bandiera, aprirsi, cambiare volto, è una sfida dura da affrontare. Anche perché è una sfida che deve affrontare principalmente da sola.

La Regina, infatti, non deve fare i conti soltanto con il mondo esterno, dove spie travestite da consiglieri d’arte e presunti colpi di stato la fanno da padrone. Per Elisabetta le (difficili) prove arrivano anche dall’interno. Il marito Filippo, ormai uomo adulto a tutti gli effetti, attraversa una fase di apatia e insoddisfazione per certi traguardi prefissati e mai raggiunti. Un misto di invidia e malinconia lo pervade quando assiste all’operazione di allunaggio dell’Apollo 11. Sono anni di riflessioni quelli a cui va incontro Filippo, a cui comincia a stare sempre più stretto il ruolo di uomo nell’ombra (della Regina). Ruolo con il quale deve imparare a fare i conti una volta per tutte.

Olvia Colman

Un altro personaggio che maldigerisce vivere alle spalle della Regina è quello di Margaret, la regina minore di Elisabetta. Molto emozionante e tenera la scena in cui Margaret bambina aspetta dall’altra parte della porta il termine della proclamazione della sorella maggiore come Regina d’Inghilterra. Margaret, sfrontata e libertina come al suo solito, vuole conquistare il suo posto nel mondo. E quando arriva il suo momento, un viaggio nell’America del Presidente Johnson produce i risultati sperati. Il volto di Margaret conquista il popolo americano e, di riflesso, anche i cittadini inglesi grazie ad un’operazione simpatia andata, questa volta, a buon fine.

Nella seconda metà di stagione prende sempre più peso anche il ruolo di Carlo, il primogenito di Elisabetta e Filippo, che viene spedito in Galles ad imparare la lingua di quella nazione in vista delle proclamazione a Principe del Galles. Carlo fa poi la conoscenza di una certa Camilla Shand, moglie di Andrew Parker Bowles, conosciuta durante una partita di polo. Un personaggio destinato a generare ulteriori sconquassi tra le mura di Buckingham Palace (la Regina non vede di buon occhio questa relazione nata in clandestinità) e che acquisterà maggior peso nelle stagioni a venire.

Il principe Carlo e Camilla in The Crown 3

Casting completamente azzeccato per questa stagione di The Crown – e per la prossima a venire. Olivia Colman, premio Oscar per La favorita, non è semplicemente strepitosa nei panni della Regina Elisabetta ma le somiglia anche molto. La Colman lavora spesso di sottrazione azzeccando appieno la personalità e le movenze della Regina. Straordinaria anche Helena Bonham Carter nel ruolo di Margaret, anche se il minutaggio a sua disposizione è minore rispetto ad altri coprotagonisti. Tobias Menzies nei panni di Filippo completa il quadro delle new entry di una produzione che si conferma ancora una volta come tra le migliori e più raffinate proposte dalla piattaforma di streaming.

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