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Ted a Torino

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TEDx Torino: Ready Player X

L’articolo si concentrerà sull’evento TEDx avvenuto il 02/02/2020 a Torino descrivendone brevemente alcune delle conferenze e dando una piccola infarinatura sulla storia dell’organizzazione.

Prima di entrare nel merito dell’argomento voglio fare i miei complimenti e ringraziamenti all’organizzazione, allo staff, ai volontari, agli speakers, insomma a tutto ciò che fa parte di Tedx Torino. È stata un’esperienza davvero molto interessante, affascinante e avvenuta con uno spirito di aggregazione e condivisione che raramente ho potuto vedere altrove. Non solo sono stato coinvolto completamente, ma l’atmosfera è stata la migliore possibile: offerta dalla struttura del Palavela e soprattutto dalle persone. Non vedo l’ora di tornarvi e consiglio a chiunque di partecipare ad un evento Ted.

Ma torniamo a noi. Il 2 febbraio di quest’anno a Torino, precisamente al Palavela, dove, per ricordare, nel 2006 hanno avuto luogo le Olimpiadi invernali, si è svolto l’evento TEDx con il titolo “Ready Player X”. Ma prima di procedere faccio una piccola digressione per chi non sa o non si è mai avvicinato al marchio TED. La sigla abbrevia Technology Entertainment Design che alla metà degli anni Ottanta erano delle conferenze sponsorizzate dall’organizzazione privata no-profit Samplig Foundation. All’inizio erano singoli eventi, poi divennero ricorrenze annuali dove si discuteva di design e tecnologia. Pian piano il marchio ha decisamente esteso la sua portata in tutti i settori, rimodellandosi non più solo sulle tematiche “classiche”, ma dando avvio a eventi accomunati da una singola filosofia comune che si può riassumere nel motto “Ideas worth spreading” (idee che vale la pena diffondere).

Esistono varie tipologie di conferenze: la prima è, appunto, il TED Conference, la più importante delle manifestazioni organizzate dal marchio, istituita nella Silicon Valley, ma da qualche anno trasferita in Vancouver, dove hanno partecipato anche alcune celebrità come Bill Clinton, Papa Francesco e Bill Gates, solo per nominarne alcuni, la seconda è la TED Global, una sorta di evento parallelo che si svolge in varie parti del mondo, il terzo e ultimo è il TEDx, che sono eventi organizzati autonomamente sia per luogo, sia per tematiche, sotto licenza TED, purché rispettino la filosofia e lo spirito del marchio, ossia devono essere non-profit, possono avere un ticket di ingresso e uno o più sponsor, purché il ricavato venga utilizzato esclusivamente per coprire le spese di organizzazione, ed infine gli speaker non ricevono alcun compenso. Tutte queste manifestazioni, inoltre, sono filmate, pubblicate online e fruibili gratuitamente da chiunque.

Ted

Quindi, tornando al presente, a Torino si è svolto un TEDx dedicato, come scrivono gli organizzatori, “a tutti quei momenti in cui ci mettiamo in gioco”, quelle azioni per cui la nostra vita è radicalmente cambiata, quel passo che ci ha reso migliori, ma non era più possibile tornare indietro. La manifestazione è stata sponsorizzato dalla Compagnia San Paolo e da altri partner specifici come Palavela, ConfCooperative, CentroScienza, Maybe, WannaDream, Argo, Tape Away, B Ready, Tomatografo, GV, 4DEM, Libre e AbbassoImpatto. Credo che il titolo della manifestazione sia una chiara citazione al titolo del film di Spielberg, distribuito da Warner, “Ready Player One”, anche se nessuno lo dice esplicitamente, anzi tutti hanno ribadito il concetto del “giocatore che si mette in gioco” che, effettivamente, può essere un buon riassunto del film. Personalmente sono stato attirato dall’evento proprio nella sua tematica motivatrice, perché recentemente ho fatto un grande passo in cui mi sono messo alla prova e che sto attualmente affrontando.

La giornata in Torino è stata tersa e particolarmente calda. Pian piano si è formata una coda all’entrata per dei piccoli disagi tecnologici che si sono risolti in tempi utili. Prima di entrare nella pista del Palavela dove era posto il palco, alcune aziende facevano provare nuove tecnologie digitali e legate al VR. Entrato e seduto, dopo circa un’oretta si è riempita tutta la platea e la prima tribuna; mille persone hanno partecipato alla conferenza che a detta dell’organizzatore, Enrico Gentina, è stato un record di presenze. Presentatore ufficiale e Cicerone dell’evento un brillante Claudio Rosmino, che, per chi non lo conoscesse, è un giornalista e presentatore di Euronews. Per ragioni di spazio non potrò parlare dettagliatamente, mio malgrado, di tutti i talks, ma in questo ci viene incontro la struttura del TED: io qui sotto, in rapida successione, proverò a descrivere riassuntivamente gli argomenti e i concetti che più mi hanno colpito di ogni conferenza, il resto potrete tranquillamente consultarlo, approfondirlo, studiarlo e vederlo tra pochi giorni sul sito TEDx Torino gratuitamente.

Beniamino Savio, CEO di AWE e fondatore di ACTO, ha aperto le danze. Il suo discorso si è incentrato sul problema della scelta del proprio futuro: pianificare o improvvisare? Siamo il risultato di una nostra pianificazione o è il caso che guida la nostra vita? La vita è sicuramente autentica e imprevedibile, così come una gara di uno sportivo e in questo parallelismo Savio trova una chiave di volta per risolvere, almeno in parte, la tesi iniziale, ossia con la preparazione da una parte, che è una sorta di pianificazione, e con la spinta massima verso l’obiettivo che è decisa dal caso. Diletta Milana ci ha accompagnati verso una nuova visione di democrazia fantascientifica, ma non troppo. Se cerchiamo un governo razionale, incorruttibile, colto, lungimirante e competente perché non utilizzare una IA che ha, già in sé, queste definizioni. L’elettore non sarebbe escluso, bensì coinvolto nella formazione dei confini dove questa IA dovrebbe operare. Rita Guarino ci ha parlato dell’emozione avvertita dopo il suo gol in nazionale nella partita del ’91 in Cina e, in parallelo, del sentimento percepito allo stadio, gremito di tifosi, durante la partita Juventus-Fiorentina disputata recentemente.

Ted x Torino

Successivamente, Federico Sacchi ci ha fatto ricordare un’apparizione di Jorge Ben in Domenica Sportiva il 15 Maggio del 1983, anno del secondo scudetto vinto dalla Roma. In questa brevissima comparsa il musicista brasiliano ha dedicato una canzone a Falcao e questo ha dato la linea melodica a Sacchi che ci ha descritto la fortuna, la rivoluzione musicale e le canzoni “sportive di Ben. Federico Toso,ci ha messo in quell’imbarazzo tipico di quando un’artista di strada ti coinvolge in qualche sua esibizione, ordinandoci di restare fermi in una posizione assurda per un minuto. Successivamente si è interrogato sullo spazio pubblico e privato di un’esibizione in libertà e l’imprevedibilità della pianificazione. Massimo Temporelli, ci ha dimostrato efficacemente che noi siamo artificiali e la nostra artificialità è quello che ci contraddistingue dal nostro parente biologico più stretto, ossia la scimmia. Con lei abbiamo il 99% del DNA in comune, ma il salto evolutivo nella piramide alimentare è la nostra umanità che è in sostanza la nostra capacità di lavorare prodotti naturali, sintetizzandoli. Bruno Segre, sostanzialmente, ci ha narrato la sua vita, piena di aneddoti divertenti e intrisa di una messaggio di fondo che rappresenta la libertà di pensiero, parola e di vita.

Giulio Biino, ci ha raccontato di un inverno del 1972 dove è stato bloccato per una settimana in uno chalet montano ed ha imparato a giocare a scacchi. Questo gioco gli ha cambiato la vita, perché gli ha mostrato che negli scacchi accanto ad una mera parte ludica, vi è una parte molto più complicata e pianificatrice. Cultura, competenza, coerenza e coraggio definiscono un giocatore professionista e, perché no, anche una persona che vuole vivere al meglio la propria vita. Giorgio Proglio ha parlato della sua vita e del suo rocambolesco incontro con un ciclista norvegese e della nascita, dopo questo avvenimento, della sua app dedicata alla ricerca di percorsi ciclistici conoscitivi del territorio. Gianmaria Ravetti, molto poeticamente, ha analizzato in concetto di luce in tutte le sue accezioni possibili e come queste s’interfacciano nel mondo della scienza, del mondo razionale e immaginativo. Giulia Bassani, ha raccontato del suo sogno di diventare astronauta e di come sta tracciando il suo percorso per arrivare al suo obiettivo.

Ted Torino

Marco Mazzaglia, programmatore, ci ha introdotto nel mondo della game industry, due parole, come ci ha fatto notare Rosmino, molto distanti concettualmente: una legata al mondo infantile e, viceversa, una al modo adulto. Inoltre, lo speaker ha definito quali sono i punti fondamentali di un videogame e come è possibile che un giorno un videogame non sia solo ludicità, ma anche comprensione e insegnamento. Giorgia Garola ha raccontato di quanto è stato difficile subentrare alla dirigenza paterna nell’azienda familiare metalmeccanica e quanti pregiudizi ha dovuto sopportare. Irene Facheris ci ha fatto pensare a come un’affermazione, differenziando i punti vista, può sensibilmente cambiare efficacia e comprensione, quindi ci ha descritto quali sono i punti fondamentali per far crescere in noi la capacità di assumere un atteggiamento autocritico e come non contenerci nel nostro parere. Infine, Giulia Lamarca ci ha raccontato del giorno in cui un’incidente in motorino le ha fatto perdere l’uso delle gambe e come questo limite l’ha resa una persona diversa: tutti abbiamo dei limiti, ma cosa succede quando scopri che tu non sei confinato a ciò che non puoi fare, bensì sei tutto il resto? In altre parole, noi siamo liberi nella nostra azione, cosa ci è impossibile non devi frenarci, anzi deve, per contrasto, farci vedere tutto ciò che è possibile fare.

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