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Subsonica, nuove attenzioni e un “Microchip Temporale”

Per festeggiare i primi vent’anni di Microchip Emozionale, i Subsonica hanno rifatto il look al celebre album. Ne è nato Microchip Temporale: per ogni canzone c’è un artista ad affiancare Samuel e compagni.

Subsonica

La scorsa settimana è uscito Microchip Temporale, una nuova versione del fortunato album Microchip Emozionale dei Subsonica. Per i primi vent’anni di Microchip Emozionale Samuel, Boosta e co. hanno deciso di regalare ai fan una nuova versione dei brani che compongono un album che è entrato nella storia delle musica italiana contemporanea. Per l’occasione la band torinese ha chiamato a collaborare artisti emergenti delle nuova scena musicale italiana.

Come già successo per Note di Viaggio di Francesco Guccini, la moda delle collaborazioni sembra aver contagiato irrimediabilmente le ultime uscite musicali, almeno qui in Italia. Scelta di marketing o sincera voglia di creare nuove sinergie? La risposta probabilmente la fornirà il tempo.

Microchip del tempo: Tutti i miei sbagli

Il tempo. Per chi sta scrivendo quest’articolo, Microchip Emozionale è stato il primo grande contatto con i Subsonica. Lo stupore nello scoprire un gruppo musicale raffinato nei suoni e ricercato nei testi. Testi che sono entrati subito nella testa, attaccati “ai neurotrasmettitori sinapsi elettrochimiche catene sequenziali di acidi nucleici mi parlano di te…mi parlano di te” in maniera del tutto naturale. Chi di noi non si è mai preso la testa tra le mani urlando Tutti i miei sbagli? La scelta di collaborazione in questo caso è caduta su Francesco Motta, novello sposo ed enfant prodige della musica indipendente italiana. Il cantautore toscano canta al meglio il brano ma in tutta sincerità non sembra aggiungere nulla a quanto già non dica Samuel. Un’ottima esecuzione, nulla da obiettare. Ma forse questo può andare bene per un tecnico della musica; chi ascolta con il cuore spanato, ha bisogno solo di ritrovare una carezza virtuale conosciuta. E questo può farlo la voce di Samuel quando a ripescare gli abissi che abbiamo creduto di vivere. O che viviamo ancora.

Cover di Microchip Emozionale

Microchip dello spazio: Strade

Non solo il tempo. La nostra catena percettiva si orienta nello spazio. E allora Strade. Anche se – sempre per chi sta scrivendo (eh!) – la scelta di affidarla a Coez non è parsa del tutto azzeccata. Certo, il rapper l’ha fatta sua ma l’ascoltatore ortodosso e fedele alla linea (anche quando non c’è?) si è ritrovato disorientato. Senza la voce di Samuel, navigatore 2.0 del viandante elettrificato. Lo spazio prende il sopravvento sul tempo e l’immagine ritorna nitida: Andrea ha appena preso la patente, così abbiamo conosciuto le strade, tergicristalli e curve da drizzare (la Cristoforo Colombo ancora invoca pietà per quel nostro passaggio). E soprattutto strade che si lasciano guidare forte. Beh, Samuel incitava a farlo e Coez non si avvicina minimamente al risultato. Fa altro ed è tutto lecito, ci mancherebbe. Ma la versione originale è intoccabile, è la malinconia necessaria di ciò che è compiuto.

Microchip notturni meccanici: Albe Meccaniche

La sindrome della rifiuto della novità è sempre dietro l’angolo per un ortodosso. Si rischia di bollare tutto il nuovo come qualcosa di non necessario. Probabilmente è così. Ma lo sforzo alle volte più essere salvifico. Filosoficamente, attribuire ciò che per noi è classificabile nel “non essere” alla categoria del “diverso”. Non è che non è: è semplicemente diverso. E allora una nota di merito la meritano i Fast Animals and Slow Kids con la loro partecipazione ad Albe Meccaniche. Vero è che la canzone è una delle più belle del repertorio dei Subsonica. Ma i due gruppi sembrano comunicare alla perfezione e il risultato ottenuto è una versione nuova, particolare, gradevole. Dalla regia ci dicono che anche il fan più ortodosso ha apprezzato questa versione (anche chi sta scrivendo si lega a questa schiera). Il merito è anche della potenza della canzone, of course. E di un testo che forse a 30 anni si capisce meglio che a 20. Dopo dieci anni di notti e albe meccaniche. Freddo e mal di testa. E diventare vecchio ciò che un tempo era giovane. Quando si rischia di morire nelle litanie quotidiane e di bersi l’amara eutanasia delle solite cose. Questo a vent’anni non succede, non dovrebbe succedere. E per fortuna, aggiungerei.

Subsonica

Microchip Temporale e le altre

Microchip temporale si compone di tante altre tracce, non solo dei tre brani di cui si è parlato sinora. Sono stati scelti ‘per comodità’, per inquadrare delle dimensioni: spaziali, temporali, notturne, esistenziali. Un’altra canzone attesa al banco di prova era di sicuro Aurora Sogna. Andate a fare una piccola ricerca presso l’anagrafe di Torino sulle Aurora nate dopo il 1999. I Coma Cose la portano a casa, soprattutto con la voce femminile; la parte rap maschile ce la saremmo volentieri risparmiata. Elisa (Lasciati) impreziosisce con la sua voce un brano già perfetto nella sua versione originale. Cosmo fa un bel lavoro con Discolabirinto. Giocava in casa, dai. Anche perché far dimenticare Morgan non è cosa da poco. Su Achille Lauro (Il mio D.J.) possiamo tranquillamente stendere un velo pietoso, mentre Lo Stato Sociale (Liberi Tutti) non c’è neanche bisogno che si ripresenti a settembre. Dai, un minimo! Sul resto meglio glissare. Però anche il fan più ortodosso facente parte del Comitato Centrale credo sarà d’accordo con me nel dire: MYSS KETA for President. La sua Depre è esilarante. Sembra quasi essere proprio la sua. Il buon Max Casacci aveva pensato proprio a tutto.

E allora tanti auguri Microchip Emozionale per i tuoi primi vent’anni. Io avevo meno di vent’anni, Andrea aveva appena preso la patente e ti cantavamo a squarciagola con il braccio fuori dal finestrino. Grazie a te abbiamo conosciuto i nostri luoghi che ora sono diventati Nei Nostri Luoghi. Ed eravamo così spensierati, così felici, così leggeri che “Diffido dell’etere plastico, forse piloto un destino romantico, cerco un libero approccio ad un libero attracco, una libera radio fa parte di me. Radioestensioni conducono magneticamente azioni…”

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