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Cinema

Shutter Island, traumi rimossi e illusioni fittizie

Usciva 10 anni fa Shutter Island, thriller ansiogeno di Martin Scorsese, con un tormentato Leonardo Di Caprio e una breve ma essenziale apparizione di Max Von Sydow, scomparso in questi giorni.

Una scena di Shutter Island

La legge del 4. Chi è 67? La legge del 4. Chi è 67??? Non riesco a capire. Abbiamo trovato questo biglietto nella cella vuota di Rachel Solando, e forse è solo frutto della sua follia. Sarà colpa di questa emicrania che non mi lascia scampo, ma non riesco a essere lucido. Fortuna che ho Chuck, il mio partner, con me. Quest’isola vista dal traghetto era, forse, la visione più inquietante che avessi mai visto, ma dal di dentro è anche peggio. Continuano a venirmi in mente le immagini di Dachau e non so perché. Non posso accettare che stiano facendo in quest’isola ciò che temo, ciò che sono venuto a cercare, ciò per cui ho specificatamente richiesto che mi assegnassero questo caso.

Pare che Rachel fosse qui perché aveva ucciso i suoi tre figli, li aveva annegati, ma adesso pare essere svanita nel nulla. Dio che mal di testa!
Non può essere uscita dalla sua cella, aver attraversato la sala degli inservienti senza essere vista da nessuno, e poi essere sopravvissuta fuori con questa tempesta, sulla scogliera, senza scarpe. Non è possibile e non ha alcun senso.

Il Dott. Cawley non mi piace, nonostante il suo atteggiamento gentile i suoi modi eleganti, ho come l’impressione che ci stia nascondendo qualcosa. È stato gentile a darmi quelle pillole per il mal di testa però. Questo dolore non mi abbandona, è come se qualcuno avesse riempito di lamette la mia testa e poi la scuotesse con forza.

Una scena di Shutter Island con Leonardo Di Caprio

Ma ad inquietarmi sul serio è il Dott. Naehring e il suo falso accento: sento lontano un miglio la puzza dei nazisti. Non so chi si creda di essere per definirmi uomo di violenza e a ben pensarci non ci è andato lontano. Ma la guerra era la guerra. Non dimenticherò mai quando siamo entrati a Dachau e ho visto tutti quei corpi accatastati: troppi da contare, troppi da immaginare. Le guardie si sono arrese e le abbiamo allineate… non era più una guerra, era omicidio.

Abbiamo interrogato i “pazienti”. Sono evidentemente fuori di testa, alcuni nemmeno ammettono i loro delitti. Sembra che nessuno di loro abbia mai sentito nominare Andrew Laeddis. Ma io so che è qui. Andrew Laeddis si occupava della manutenzione nel condominio dove abitavamo io e mia moglie; era anche un piromane: ha acceso il fiammifero che ha scatenato l’incendio che ha ucciso mia moglie.

Dolores, amore mio… continuo a vedera, continuo a sognarla, con il suo splendido vestito a fiori, nella nostra casa in riva al lago. La abbraccio in sogno ma continua a svanirmi tra le braccia, ho bisogno di stringerla ancora un altro po’ ma lei deve andare, non riesco a trattenerla mentre tutto intorno a noi brucia. Fa solo in tempo a dirmi che Rachel è ancora qui, su quest’isola; e anche Andrew è qui.

Il mio sospetto che su quest’isola si conducano esperimenti sulla mente dei pazienti è sempre più fondato. Rachel Solando è stata ritrovata vicino al faro, senza nemmeno un graffio. Ma io so che mente. Ho parlato con la vera Rachel, nascosta in una grotta sulla scogliera. Era una dottoressa in questo ospedale e aveva scoperto gli esperimenti che si conducono qui ad Ashecliff, l’uso degli psicofarmaci per controllare la mente dei pazienti.

Una scena di Shutter Island con Leonardo Di Caprio

Ho paura di essere anche io caduto nella loro trappola, ho fumato le loro sigarette e preso le loro pillole. Devo trovare il modo di abbandonare quest’isola, ma loro controllano i traghetti. Temo che anche il mio partner sia morto. Me ne andrò e dirò a tutti come stanno le cose. So che troverò le prove che cerco all’interno di quel faro. Questo dolore alla testa mi ucciderà, è diventato insopportabile. Lampi dappertutto, Dachau, Dolores, la casa sul lago, Laeddis, Laeddis!! Chi è il 67??

Sono io il 67, il 67° paziente di Ashecliff. Sono io Andrew Laeddis. Mi hanno rinchiuso qui su Shutter Island perché ho ucciso mia moglie dopo che aveva annegato i nostri bambini. Ora ricordo, ora lo ammetto. Ho creato un alter ego, ho creato una realtà parallela; non volevo, non potevo accettare ciò che avevo fatto. Amavo Dolores e amavo i miei figli. Non potrò mai pardonarle ciò che ha fatto, non mi perdonerò mai per ciò che ho fatto. Il Dott. Cawley ha tentato di salvarmi da me stesso assecondando la mia illusione ma ormai non c’è più tempo, non mi resta più molto tempo. E continua a ronzarmi in mente sempre la solita domanda. Peggio vivere da mostro o morire da uomo per bene?

Me ne andrò da quest’isola, ora ho le prove; tornerò nel mondo libero e dirò a tutti ciò che succede qui; sono un agente dell’ Fbi, non possono fermarmi, non possono fermarmi, non possono fermarmi…

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