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Brendan Gleeson è Donald Trump in The Comey Rule

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Sfida al Presidente – The Comey Rule è una sfida senza esclusione di colpi

In Sfida al Presidente – The Comey Rule va in scena lo scontro tra il direttore dell’FBI e il neoeletto presidente USA Trump in un’avvincente miniserie biopic.

Cosa fare quando sei il direttore dell’FBI e il tuo peggior nemico è il Presidente USA neoeletto? Sfida al presidente – The Comey Rule, la miniserie del network Showtime scritta e diretta da Billy Ray (sceneggiatore di Richard Jewell e Hunger Games), ricostruisce il mandato di James Comey al vertice del bureau. A impersonarlo un misuratissimo Jeff Daniels, che incarna un leader bonario e dall’integrità adamantina. É un ex avvocato di fede repubblicana, nominato a sorpresa da Obama (con il quale corre una stima reciproca) e da subito apprezzato tra i ranghi dell’intelligence. Tuttavia, le elezioni del 2016 segnano il declino di questa breve età augustea dell’FBI. Infatti, il bureau viene incaricato di indagare su un possibile illecito commesso dalla candidata democratica Hillary Clinton nel servirsi di server di posta privati per lo scambio di email altamente riservate.

L’indagine mette inevitabilmente in cattiva luce Jim, visto come complice involontario del discutibile candidato repubblicano Donald Trump (Brendan Gleeson, superbo). Al contempo viene condotta anche un’inchiesta sul legame inquietante tra la campagna repubblicana e i servizi segreti russi, pur senza giungere a incriminazioni. La vittoria di The Donald spedirà Comey in un calvario diplomatico e mediatico, collocandolo in una scomodissima posizione di mezzo tra difesa dei valori americani e la lealtà verso la Casa Bianca.

Brendan Gleeson e Jeff Daniels

Billy Ray in Sfida al presidente – The Comey Rule racconta in modo manicheo l’inizio dello scontro tra democratici e trumpiani (è particolarmente attenta la separazione tra i repubblicani tradizionali e quelli allineati con il nuovo presidente). Infatti, tra le altre cose, nella serie si vuole raccontare come questa nuova amministrazione repubblicana non sia assimilabile alle precedenti. Il “cerchio magico” di Trump è rappresentato come un nugolo di cicisbei asserviti ai capricci e alle manie del sovrano assolutista. Gleeson è fenomenale nell’esprimere gli infantilismi e la lucida perfidia di un presidente-imprenditore. Il suo Trump non è mai macchiettistico, ma anzi tocca note di fragilità verosimili; è un un leader carismatico e oppressivo, ma terrorizzato dal fatto che la sua famiglia possa vederne il vero volto.

Il contrappunto è dato dalla figura posata e calma di Jim, un servitore dello Stato attento a mantenere l’etichetta dei rapporti istituzionali.
Gleeson e Daniels offrono momenti di altissima recitazione, incarnando rispettivamente le due polarità umane dell’essere conservatore. Da una parte il vate del maschilismo tossico, dall’altra un uomo all’antica che vive a suo agio nel gineceo di moglie e figlie. Ray, tuttavia, scade quando deve attaccare direttamente il mostro Trump con riflessioni stucchevoli (sempre che l’intento non fosse quello di mostrare l’impreparazione dei suoi oppositori). Da codice penale, ad esempio, una scena di intimità tra funzionari FBI, dove lei (Oona Chaplin, Il Trono di Spade) si sfoga con il partner per l’imminente ascesa del biondo leader. The Comey Rule funziona perfettamente quando non scade negli abbondanti momenti di retorica spiccia che annacquano un lavoro di impegno civile ben fatto.

Jeff Daniels

A parte queste ingenuità, Ray eccelle nel raccontare la prassi delle inchieste dell’FBI. Non era semplice appassionare con indagini basate su telefonate, riunioni prolisse e lettura di email riservate. L’azione congiunta tra intelligence e dipartimento di giustizia è presentata in modo davvero chiaro, al punto da stimolare a riscoprire le vicende narrate nella miniserie.

Sfida al presidenteThe Comey Rule racconta bene il contesto di debolezza dialettica in cui è stato eletto Donald Trump e l’unico rimedio alla sua favella menzognera è “all’antica” come Jim: irradiare di qualità ogni momento della giornata, dal lavoro alla famiglia. Sicuramente Jim Comey ha letto e apprezzato Lo zen o l’arte della manutenzione della motocicletta di Robert Pirsig.

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