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Sex Education compie il salto di qualità con i nuovi episodi

Nei nuovi 8 episodi Sex Education conquista la piena maturità grazia all’ottimo lavoro di scrittura fatto dagli autori sui personaggi.

Una scena della secona stagione di Sex Education

Sex Education, capitolo secondo. Riassunto delle puntate precedenti. Otis (Asa Butterfield) è figlio di una sessuologa (Gillian Anderson) che riceve i pazienti nello studio di casa. Mentre i coetanei leggono fumetti, Otis prende i manuali di sessuologia della madre e li studia. Arrivato all’età di 16 anni Otis è un’enciclopedia vivente sul sesso. Il problema, però, è che non riesce a praticarlo. Insieme alla compagna di scuola Maeve, per il quale prova anche un debole, decide di offrire, in cambio di soldi, delle consulenze sul sesso ai giovani del liceo che frequenta. L’idea si rivela un successo…

…finché a mettergli i bastoni tra le ruote sarà qualcuno a lui di molto vicino. Fine della festa per Otis? Lo si scoprirà nei nuovi episodi della serie inglese Netflix disponibili a partire da venerdì 17 gennaio.

Sex Education è stata una delle piacevoli scoperte dell’anno passato. Questo grazie ad un’intelligente operazione di scrittura che ha portato la serie a trattare temi di importanza sociale (il bullissmo, l’accettazione della propria sessualità, ecc.) in modo leggero, ma non per questo superficiale e banale. Lo fa (bene) anche nella seconda stagione, aumentando l’asticella della qualità e concentrandosi più sui rapporti tra i protagonisti che sulle consulenze sessuali.

Una scena della secona stagione di Sex Education

Tutti i personaggi di Sex Education, negli 8 episodi, compiono un deciso salto in avanti. Evolvono, ognuno affrontando i prorpri turbamenti che gravitano perlopiù attorno alla sfera sessuale. Otis si avvicina a grandi passi al momento x: la perdita della verginità; Maeve è costretta ad affontare il suo passato che torna a bussare alla porta; Jackson comincia ad accusare sempre di più la pressione della madre che lo vorrebbe vedere eccellere nel nuoto. Ed Eric riuscirà a trovare un po’ di pace e stabilità dopo essere stato bersaglio dal bullissmo di Adam, il figlio del preside del liceo Moordale?

La serie ideata da Laurie Nunn, come già espresso poc’anzi, bilancia sapientemente toni leggeri con momenti che invitano alla riflessione, in particolar modo i più giovani che rappresentano lo zoccolo maggiore di pubblico a cui si rivolge la serie. Nella seconda stagione si affronta anche il tema delle molestie sessuali e di tutto ciò che ne consegue per la vittima. Parlarne, denunciare il fatto, non isolarsi. Tutte cose che la serie sottolinea essere necessarie per cominciare ad uscire da quell’incubo.

La forza di Sex Education sta tutta nei suoi protagonisti, che parlano con naturalezza e senza filtri. Sono giovani, sì, ma pienamente consapevoli di sé e dei propri mezzi. Non sono affatto schiavi dei social, anche per un semplice motivo che a molti può spiazzare: la serie è ambientata in un periodo storico non meglio precisato. I protagonisti hanno lo smartphone – anche se si intravedono poco e niente – ma viaggiano su auto d’epoca. Persino l’arredamento delle case in cui vivono appartiene ad un’epoca passata, così come i televisori. In un momento sembra di essere negli anni ’80, in un altro nel presente.

Una scena della secona stagione di Sex Education

I nuovi episodi di Sex Education compiono un deciso salto in avanti. La serie si è fatta più matura e più consapevole e, al termine dell’ottavo episodio, sembra proprio dirci che la storia non è ancora giunta al termine.

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