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Perché Tiger King è la cosa più folle che vedrete nel 2020

Tiger King è la docuserie di cui tutti parlano e che racconta la storia del bizzarro allevatore di tigri Joe Exotic e di altri personaggi appassionati di anmali esotici. Un mondo che si svela in tutta la sua folle realtà.

Joe Exotic in Tiger King

Negli Stati Uniti, in questi giorni, c’è un argomento che sta tenendo banco oltre la pandemia da coronavirus. Nei blog, nei siti specializzati, su BuzzFeed, su Reddit ecc., tutti parlano della docuserie Netflix Tiger King. In 7 episodi viene raccontata la storia di Joseph Allen Maldonado-Passage, uno strambo allevatore di animali esotici che si fa chiamare da tutti con il nome di Joe Exotic. Già al termine della visione del primo episodio si capisce il perché il regista si sia interessato così tanto alla figura di questo personaggio. Joe Exotic è un omosessuale poligamo (è sposato con 2 uomini eterosessuali), porta sempre con sé una pistola, si veste come un cowboy del Texas e gestisce uno zoo privato, il Greater Wynnewood Exotic Animal Park in Oklahoma al cui interno si trovano (tante) tigri, ligri, ghepardi, scimpanzè, leoni e una moltitudine di altre specie di animali esotici cresciuti in cattività.

Joe, sebbene il documentario concentri l’attenzione principlamente su di lui, è solo l’anello principale di una catena che, col passare degli episodi, svela un mondo popolato da personaggi altrettanto eccentrici e bizzarri che hanno tutti a che fare con un particolare tipo di passione (talvolta malsana) per i felini di grosse dimensioni. C’è ad esempio un altro allevatore di tigri, che Joe Exotic considera il suo mentore, anch’esso poligamo che sembra a tutti gli effetti un santone a capo di una setta. Nella docuserie sono diverse le testimonanzie di coloro che hanno gravitato per più anni attorno a questi folli personaggi. I loro racconti provocano un misto di inorridimento e incredulità per quanto assurdi e apparentemente fuori dal mondo. Exotic, ad esempio, andava a scegliere i suoi collaborati tra i derelitti della società, uomini e donne con precedenti penali che si accontentavano di un misero stipendio e una bettola fatiscente in cui dormire.

Joe Exotic

Quello che rende stupefatti e increduli è che ciò accade in Tiger King è tutto vero. Quando si crede di essere già arrivati al massimo dell’incredibile, subito dopo accade un qualcosa di ancora più folle che spazza via quello che si è appena visto. Ed è così che si assiste, non propriamente in ordine cronologico, ad un Joe Exotic che si candida presidente degli Stati Uniti (per poi ripiegare nella candidatura a Governatore dell’Oklahoma) o che viene azzannato a una gamba da una tigre (perché sì, le tigri sempre tigri sono e ogni tanto, crescendo in cattività, è probabile che attacchino una possibile preda) o che gira e interpreta assurdi videoclip cantando canzoni country con l’ausilio dei suoi due mariti.

Ma il focus di Tiger King, come se fosse un film da una sceneggiatura di ferro, è concentrato quasi tutto nello scontro tra Joe Exotic e l’animalista Carole Baskin, amante anch’essa della razza felina e fondatrice della Big Cat Rescue, associazione che si occupa della salvaguardia dei felini a Tampa, in Florida. Scavando a fondo, il regista scopre che trai due è in corso da anni una vera e propria guerra fatta di minacce e dispetti. L’una accusa l’altro di maltrattare gli animali e di pensare solo al business. Accuse che vengono rispedite al mittente. Exotic crea una web tv con il chiaro intento di infangare l’immagine della Baskin. Nel suo ufficio tiene un manichino raffigurante la Baskin a cui ripetutamente spara in testa con la sua pistola. Traspare chiaramente l’odio che Exotic prova nei confronti dell’animalista anche nelle parole dei suoi collaboratori. Ma ad un certo punto ci si arriva a chiedere chi dei due sta effettivamente lucrando sul business dello zoo, se l’animalista o l’eccentrico allevatore. Chi è il buono? Chi invece il cattivo? Sono forse due facce della stessa medaglia? L’egocentricità di Joe Exotic non conosce limiti, tanto dal farsi riprendere dai suoi collaboratori in qualsiasi situazione della sua quotidianità. Joe Exotic è colui che si rotola nel fango con le tigri, che prende a stampellate una tigre che gli annusava il piede, che sposa due uomini contemporaneamente. Della quotidianità della Banskin invece si sa poco e niente ed è il classico personaggio che ti fa pensare che quella non la racconta giusta fino alla fine.

Joe Exotic

La storia più va avanti, più si trasforma in altro, sconfinando negli episodi finali – ma annunciandolo sin dall’inizio grazie a piccoli salti avanti e indietro nel tempo – in una serie crime. Joe Exotic nel corso del 2019 viene arrestato con l’accusa di aver pagato 3000 euro un suo collaboratore per andare ad uccidere la Banskin. In più gli vengono imputati altri crimini come quello di aver uccisso e sotterrato diverse tigri. Lui respinge tutte le accuse professando la sua innocenza. Exotic viene abbandonati da tutti e il suo zoo acquistato da un altro soggetto con precedenti penali. Gli resta, all’esterno, soltanto il suo nuovo marito, un altro giovane ragazzo. Arriva persino quasi a ripudiare i suoi amati (ma forse non poi così tanto) animali, confessando di non volerne più sapere. Le ultime notizie lo danno in isolamento all’interno del carcere poiché un compagno della sua cella è stato trovato positivo al covid-19.

Tiger King è probabilmente la cosa più folle che vedrete in questo 2020 già folle di suo. Ma Tiger King è soprattutto un altro straordinario racconto americano. Un racconto apparentemente semplice nella sua complessità di scrittura e che probabilmente non avrà eguali per ancora molto tempo.

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