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Cinema

Mi manchi, mia adorata Sala Cinematografica

L’emergenza Coronavirus ha reso necessario la chiusura di tutti i cinema sul territorio nazionale. Si interrompe, momentaneamente, una relazione duratura.

Più di tutto mi manca il tuo odore. Questa pausa forzata non mi ha sottratto solo la fisicità, il contatto, ma più di ogni altra cosa le mille sensazioni che ti ho da sempre associato, e quelle che sei solita provocarmi. E quindi l’odore, il tuo profumo ogni volta diverso, che cambiava con la stagione e col mio umore; quel profumo che mi investiva in pieno quando entravo furtivo in punta di piedi, delicatamente senza far rumore, come a preservare la sacralità di quel tempio, e che riuscivo a sentirmi ancora addosso una volta tornato a casa. È l’odore della pelle, delle stoffe di cui sei rivestita, è la tua vera essenza.

Questa non è, come spesso si dice, una pausa di riflessione. Il nostro non era affatto un rapporto in crisi. Io non ho dubbi sui miei sentimenti; i tuoi non li ho mai chiesti, non mi serviva sapere. Non è una pausa di riflessione, non ho bisogno di riflettere su niente. No, siamo stati divisi con prepotenza, con brutalità, da un giorno all’altro. Non che non ne capisca e condivida i motivi, ma fa male lo stesso. È la prima volta del resto.

sala cinema

Adesso mi arrangio da solo, in casa. È solo un surrogato, la verità è che nulla può sostituirti. In questo momento però non mi resta che ricordare i momenti che abbiamo vissuto insieme, sperando che questo mi aiuti a passare la nottata.

Il pensiero di te sola, triste, vuota, abbandonata acuisce il mio dolore.
So che non è un addio, so che presto potrò rivederti; presto potremo di nuovo passare quegli splendidi pomeriggi insieme, solitari e quasi clandestini; presto potremo di nuovo incontrarci il sabato sera, insieme a tanta gente; a settembre vorrei vederti a Venezia, vestita a festa, bella come non mai.

Bramo solo di essere inghiottito dal tuo buio, ancora una volta, e poi un’altra e un’altra ancora.

Ancora insieme, finché morte non ci separi, mia diletta.

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