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Stefanos Tsitsipas vincitore dell'ATP Finals

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La settimana da dio di Stefano Tsitsipas

Tsitsipas super Thiem e si aggiudica le ATP Finals. Nadal ancora a secco. Debutto con record per il nostro Matteo Berrettini.

Tempo di lettura: 4 minuti

La vittoria di Stefanos Tsitsipas alle ATP Finals chiude la stagione ATP 2019, che ha visto l’esplosione di molti giovani anche se il ranking vede sempre i Big 3 (Nadal, Djokovic, Federer) al comando.

È arrivato il momento di Tsitsipas?

Il 21enne greco ha vissuto una vera settimana da dio. Da debuttante alle Finals ha perso un solo incontro (nel match epico contro Nadal) e si è aggiudicato l’ultimo torneo dell’anno. Un anno fa conquistava le Next Gen Finals e si lanciava nel tennis che conta. Dopo questo titolo non può più nascondersi e non è un caso che in stagione è stato capace di battere tutti i big 3. Il greco ha dimostrato di avere, oltre al gioco, la giusta personalità e mentalità per arrivare in alto. Il classe ‘98 è il più giovane ad imporsi nell’ultimo torneo dell’anno dal 2001, quando Hewitt si impose a Sidney. Riuscirà Tsitsipas a sfatare la “maledizione dei maestri” che ha colpito gli ultimi due vincitori (Grigor Dimitrov e Alexander Zverev)?

Thiem adesso è un giocatore completo

Menzione più che meritata anche per il finalista di questa edizione, Dominic Thiem. L’austriaco ha vissuto una stagione importante e malgrado non abbia centrato il best ranking, ha compiuto uno step decisivo per diventare protagonista nei prossimi anni. Il 26enne chiuderà l’anno al quarto posto, primo tennista dopo i Fab 3. Il nativo di Wiener Neustadt ha però abbattuto (anche se ancora non del tutto) il suo limite più grande, ovvero il gioco estremamente difensivo. Grazie all’ingresso di Nicolas Massu nel suo staff tecnico, Dominic ha modificato le sue enormi aperture , che lo ha portato ad avere un gioco competitivo anche sulle superfici rapide (la finale di ieri ne è testimonianza). L’unico membro della “middle gen” (come l’ha chiamata qualcuno) in stagione ha portato a casa 5 titoli, di cui ben tre su cemento. Come detto per Tsitsipas, adesso ci aspettiamo il primo squillo anche di Thiem in uno Slam.

Dominc Thiem all'ATP Finals

Il cerchio si allarga

La stagione 2019 ha visto l’evoluzione e la crescita di molti giovani, che in alcuni casi (vedi le ATP Finals) sono stati capaci di superare i tre maestri. Se il ranking di fine anno si chiude con l’ennesimo dominio dei Fab 3, quest’anno qualcosa si è definitivamente mosso nelle retrovie. Nel “torneo dei maestri” solo Federer è riuscito a superare la fase a gironi. Il cerchio che fino ad ora aveva visto Nadal, Djokovic e Federer (con qualche intromissione di Murray e Wawrinka) spartirsi il bottino potrebbe allargarsi. Gli anni passano anche per questi fenomeni del tennis, con Roger che il prossimo anno festeggerà i 39 anni mentre Rafa e Nole rispettivamente 34 e 33. Come sottolineato da Tsitsipas nell’intervista post-match, gli slam sono ancora terreni di dominio dei big 3 ma già Medvedev agli Us Open aveva trascinato Nadal sino all’ultimo set nella finale. Nel 2020 ne vedremo sicuramente delle belle.

Il rimpianto di Rafa Nadal

Chi sarà più deluso da questa edizione è senz’altro lo spagnolo. Il maiorchino anche quest’anno non è riuscito a sfatare il tabù Finals, uno dei pochi trofei mancanti nel palmares di Rafa. Quest’anno più che mai la condizione dell’iberico sembrava ottimale. Giunto a Londra con non pochi dubbi, nelle sue due epiche rimonte (contro Tsitsipas e Medvedev) ha dimostrato forse la migliore condizione di sempre nel torneo dei maestri ma per sua sfortuna a penalizzarlo ci ha pensato l’opaca prestazione nel match d’esordio contro Zverev. Il diciannove volte campione slam si può però “consolare” con la certezza di chiudere la stagione in vetta alla classifica. Per Rafa ora è tempo di concentrarsi sulla Davis Cup, dove la sua Spagna parte con i favori del pronostico.

Matteo Berretti all'ATP Finals

Berrettini da record

Un 2019 fantastico per il tennis italiano e per Matteo, terzo azzurro nella storia a partecipare al torneo che vede sfidarsi i migliori 8 tennisti del pianeta. Questa edizione rimarrà nella storia del nostro tennis perché nonostante l’eliminazione prematura, il romano ha buttato giù un altro record, diventando il primo italiano a vincere un match alle Finals, impresa non riuscita ai grandi Panatta e Barazzutti. Il rammarico mostrato nelle interviste fa ben sperare sulla possibilità di rivedere l’allievo di Vincenzo Santopadre anche nelle prossime edizioni ma con ambizioni ben diverse. Il 23enne laziale è passato dalla 54esima posizione di inizio 2019 all’attuale ottavo posto, stupendo tutti e portando l’Italia nell’elite del tennis. La stagione azzurra si concluderà con le Davis Cup Finals, dove saranno al via molti big. 

Profeta in patria

Menzione d’onore per il giovane Jannik Sinner che nella giornata di ieri ha conquistato il suo terzo torneo challenger, trionfando nel torneo di Ortisei, a pochi chilometri da casa. Questa vittoria permetterà al classe 2001 di chiudere l’anno al numero 78. Una trionfo arrivato senza perdere un set e con una maturità di chi appartiene già ad altri palcoscenici.

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