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La serie A in 5 punti

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Dall’emozione del ritorno di Mihajlović ai primi errori arbitrali nella prima giornata di Serie A

Nella prima giornata di Serie A ha commosso tutti il ritorno in panchina di Siniša Mihajlović. Ma si fa un gran parlare anche dei primi madornali errori arbitrali. Ecco “La Serie A in 5 punti”

La serie A in 5 punti
Tempo di lettura: 3 minuti

Sinisa il guerriero

Quando la notizia ha iniziato a circolare nel tardo pomeriggio di domenica, in pochi ci credevano. E invece. Invece Siniša Mihajlović non ha voluto mancare alla prima del suo Bologna. Ha lasciato l’ospedale dove si sta curando per sconfiggere la leucemia e si è seduto lì, nel posto che è casa sua: la panchina. E’ tornato a respirare aria di campo, di calcio, dopo solo 44 giorni dall’annuncio che ha colpito tutto il mondo del pallone. Siniša appare visibilmente provato dalle cure invasive a cui si sta sottoponendo. L’intero Bentegodi si alza per applaudirlo. Tutti si stringono in un abbraccio intorno a Siniša.

La retorica, in questo caso, scriverebbe pagine intere sul significato della mossa a sorpresa del tecnico serbo. Qui ci limitamo a toglierci il cappello nei confronti di un guerriero che da ieri è diventato qualcosa di più.

Chi ben comincia…

Un avvio del genere era francamente impensabile. La prima giornata di Serie A si è contraddistinta per i madornali errori arbitrali in partite di cartello. Il più eclatante è stato quello visto in Fiorentina-Napoli nell’anticipo del sabato. Il tuffo di Mertens in area viola – perché di tuffo si è trattato, quindi simulazione, quindi cartellino giallo – è stato giudicato calcio di rigore dall’arbitro Massa. Al Var, muti. Nessun sussulto è arrivato dalla cabina della ‘moviola’. E pensare che all’interno c’era un arbitro navigato come Valeri. I gigliati, giustamente, reciminiano il furto e lo fanno maniera elegante. Per dire, Marcello Nicchi, presidente della classe arbitrale, si è prima complimentato con Padrè, ds della Fiorentina, e poi si è detto molto amareggiato (eufemismo) per quello che è successo domenica. Il designatore Rizzoli è corso subito ai ripari: Massa e Valeri salteranno almeno una giornata di campionato. Mi sembra il minimo.

Anche la Juventus ha avuto qualcosa da recriminare per quel gol annullato dal Var a Cristiano Ronaldo: era in fuorigioco di mezza unghia. Forse. Idem dicasi per il Cagliari, che si è visto assegnare contro un calcio di rigore molto generoso nella partita con il Brescia.

Juve e Napoli ok, Roma da rivedere

La Juventus non poteva che cominciare da una vittoria a Parma il suo esordio in campionato. Una rete di Chiellini porta i primi 3 punti alla Vecchia Signora, orfana del suo allenatore Sarri costretto a casa da una polmonite che gli farà saltare anche la tanto attesa e nostalgica partita contro il “suo” Napoli.

A proposito dei partenopei, al netto degli errori arbitrali la squadra allenata da Ancelotti gioca ormai a memoria. Appena la Fiorentina – i viola hanno esordito in campionato in grande spolvero e con coraggio schierandosi con la difesa alta – lasciava un po’ di spazi liberi, il trio composto da Mertens- Callejon-Insigne la buttava dentro.

Lorenzo Insigne

La Roma DTEDR (Dopo Tottti e De Rossi) si è fatta rimontare per 3 volte dal buon Genoa del buon Andreazzoli. I giallorossi hanno sprecato diverse palle gol, ma una cosa l’hanno fatta giusta: prolungare il contratto a Džeko.

Ah, stasera va in scena a San Siro l’esordio dell’Inter contro il neopromosso Lecce. E’ la prima di Conte da allenatore dei nerazzurri. L’Inter è “pazza”, ma per i 3 punti non dovrebbero esserci particolari problemi.

E’ già lotta salvezza

Sembra prematuro parlare di lotta salvezza alla prima di campionato, ma chi ha l’obiettivo di restare in Serie A anche per un’altra annata sa bene che deve cominciare a macinare punti fin da subito. Per come si erano messe le cose, al Verona è andato più che bene il punto guadagnato nella sfida contro il Bologna (che quest’anno ha ben altre ambizioni rispetto a salvarsi). Bene il Brescia. Il suo ritorno in Serie A vale subito 3 punti. In attesa che anche Balotelli possa dire la sua. Chi floppa pesantemente è invece la Sampdoria guidata da Di Francesco. La Lazio la castiga con ben 3 reti. Sicuramente le voci di vendita del club da parte di Ferrero non agevolano l’ambiente e la squadra a vivere sereni.

Calciomercato – 7

Mancano 7 giorni al termine del calciomercato. Il 2 settembre alle 23, con il benestare degli allenatori dei club, le trattative si stopperanno. Chi s’è comprato, s’è comprato. Chi s’è venduto, s’è venduto. E’ stata una finestra di mercato – almeno fino ad oggi – non particolarmente esaltante, ma neanche così deludente. In Serie A hanno messo piede per la prima volta calciatori di elevato spessore: Lukaku all’Inter, De Ligt alla Juventus, Ribery alla Fiorentina. Sono questi i 3 nomi che alzeranno o proveranno ad alzare con le loro giocate l’asticella del nostro campionato.

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