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Una scena de La nave sepolta

Cinema

La nave sepolta, un intimo viaggio nel senso della vita

La recensione di “La nave sepolta”, il film Netflix diretto da Simon Stone e interpretato da Ralph Fiennes e Carey Mulligan.

Tempo di lettura: 4 minuti

La nave sepolta, la nuova pellicola targata Netflix, di Simon Stone ed ispirata dall’omonimo romanzo scritto da John Preston, parla di una sensazionale scoperta archeologica. Un cast stellare accompagna questo film corale durante il quale vengono trattati numerosi argomenti non solo storico-politici, ma anche tematiche umane e filosofiche.

L’episodio è tratto da una storia vera, ambientata nelle immense campagne inglesi di Woodbrige, nella proprietà della vedova Edith Pretty, interpretata da una sublime ed angelica Carey Mulligan: una nave medievale emerge dagli scavi di Basil Brown, interpretato da un magistrale Ralph Finnies.

L’intera vicenda, che ha come sfondo la trepidante attesa per l’entrata della Gran Bretagna nel secondo conflitto mondiale, è accompagnata dal rombo assordante degli aerei militari che sfrecciano sui cieli inglesi, ignari del fatto che sulla terraferma stia emergendo un tesoro rimasto nascosto per secoli.

Il passato che riemerge

1937. Mentre la Storia sta facendo il suo corso, in una inarrestabile corsa verso la distruzione di città e di vite umane, ecco che emerge un’altra grande Storia, quella del passato che pare voglia metterci in guardia, mostrandoci quanto precaria sia la vita di ognuno di noi, l’esistenza umana in tutti i suoi aspetti. Solo l’arte rimane in eterno. È questo il grande monito della storia, dell’archeologia. La nostra esistenza è effimera, corre in avanti senza che noi possiamo far nulla per arrestarla, come la malattia di Edith che la porterà ad una morte precoce, appena in tempo per vedere gli scavi terminati.

Lily James

Da una parte la miseria umana, la vana speranza di grandezza, la guerra che annienta e distrugge, dall’altra parte l’arte e la sapienza umana impiegata nella costruzione di opere eterne e preziose, entrambi con l’intento di lasciare un segno indelebile, un tentativo dell’uomo di farsi ricordare in eterno, di illudersi, in un modo o nell’altro, di lasciare qualcosa che non svanisca nei ricordi dei posteri.

La morte come ciclo della vita

La nave scoperta da Basil, contesa tra il British Museum ed il museo locale, è in realtà una nave sepolcrale, con al suo interno tesori di inestimabile valore. È una bara portata sulla terraferma per conservare i resti di una personalità sicuramente importante per quella popolazione che visse durante il Medioevo, il “secolo buio”. Buio come il periodo della Seconda Guerra Mondiale che però cela dentro di sé un raggio di luce, quello che illumina la toletta della vedova Pretty, che le scalda quel cuore dolorante, spezzato dalla morte in guerra del marito, e che, nonostante la sofferenza che porta dentro di sé, dona ancora dolcezza a tutti coloro che le stanno intorno, come fosse una presenza salvifica e dispensatrice di amore.

Johnny Flynn

Ed è proprio dentro quella tomba riemersa da cumuli di terra che il piccolo Robert porterà, con l’aiuto di Basil, la madre ormai morente a guardare le stelle, dalle quali è affascinato. Il piccolo Robert, infatti, sogna di volare nello spazio, una speranza di rinascita ancor prima che scoppiasse la guerra. Robert la aiuta ad accettare la morte e le dimostra di essere un bambino forte e maturo, di aver capito il senso della vita ed anche della morte. Quella nave, inglobata dalla terra umida, porta nel suo grembo un’altra creatura e, come per il suo primo ospite, la riporta al ventre della Terra, in un infinito ed incessante ciclo della Natura.

La teoria del carpe diem

Oltre alla vicenda del ritrovamento archeologico, si sondano diverse vicende, tutte portatrici di significati importanti.

Mentre parliamo, se ne va il tempo geloso: cogli l’attimo” diceva Orazio, ed è proprio questo il consiglio che Edith dà Peggy (interpretata da Lily James), l’archeologa che fa parte della squadra scelta per la riesumazione dei reperti. Peggy è sposata con un uomo, Stuart Piggot (interpretato da Ben Chaplin), che non la ama e per questo motivo lei si invaghisce improvvisamente del cugino di Edith. Quest’ultima la esorta a prendere in mano la sua vita prima che sia troppo tardi, a non perdere tempo, perché la nostra esistenza è brevissima e ci sfugge di mano, la guerra è dietro l’angolo e non c’è più tempo. Lei lo sa bene.

La nave sepolta

La piccola storia che entra nella grande Storia ci mostra quanto tutto sia passeggero, rapido, ciclico e l’esortazione a cogliere l’attimo non può che incastrarsi perfettamente con il periodo che stiamo vivendo. Un momento unico, straordinario, mondiale ma che porta con sé tante piccole storie di uomini e donne che hanno capito quanto fugace sia la vita, quanto ci si è riconosciuti impotenti e piccoli davanti al destino delle cose e quanto sia importante non sprecare neanche un solo istante lontani dalla felicità.


La nave sepolta
titolo originale: The Dig
regia
: Simon Stone
con: Ralph Fiennes, Carey Mulligan, Lily James, Ben Chaplin
sceneggiatura: Moira Buffini
anno: 2021
durata: 106 minuti
disponibile su: Netflix
trama: Mentre la Seconda Guerra Mondiale si profila all’orizzonte, una ricca vedova ingaggia un archeologo dilettante per scavare nei tumuli della sua proprietà. Quando fanno una scoperta di proporzioni storiche, gli echi del passato britannico risuonano di fronte al suo futuro incerto.


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1 Commento

1 Comment

  1. Giuseppe Matarese

    16 Febbraio 2021 at 00:29

    Un piccolo particolare non trascurabile di questo bellissimo film è che lo scopritore della nave, non era un “Archeologo accademico”, ma un semplice appassionato di archeologia, molto abile nel suo lavoro che si definisce uno “scavatore” non professionista, con un’ottima conoscenza della Storia.
    C’è voluto prima il romanzo, poi il Film, per dimostrare che la passione di un dilettante, storico o archeologo (…della domenica, come spesso è indicato in senso negativo), percorrendo anche strade non canoniche, può avere delle intuizioni determinanti per la conoscenza.

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