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Storia di un matrimonio

Cinema

La fine di un matrimonio in una canzone: Adam Driver e “Being alive”

Il piano sequenza di Adam Driver in Storia di un matrimonio di Noah Baumbach disponibile su Netflix. L’attore americano canta “Being Alive”

Tempo di lettura: 3 minuti

Recitare un monologo a teatro è molto diverso che farlo al cinema. A teatro si è “senza rete”: soli, con le proprie emozioni, davanti agli spettatori. Al cinema si può essere aiutati dal montaggio, dal poter fare diverse riprese e se non ci si ricorda come si deve proseguire o non si riesce ad infondere la giusta dose di sentimento si può sempre ricominciare da capo, cambiare la voce, correggere il tono. La cosa si fa più complessa quando si tratta di girare un piano sequenza perché naturalmente non si è agevolati dal montaggio e rifare tutta la ripresa da capo può comportare muovere tutta la troupe.

In Storia di un matrimonio, di Noah Baumbach gli attori protagonisti Scarlett Johansson e Adam Driver sono entrambi protagonisti di un piano sequenza ma se quello della Johansson dura pochi minuti, per quanto emotivamente intensi, Adam Driver è protagonista di una scena davvero difficile durante la quale canta una canzone. E’ sorprendente perché il film non è affatto un film musicale ma nel finale della pellicola, all’interno di un bar, Charlie si sta confidando con alcuni amici, il pianista accenna una melodia e lui si alza dal suo posto, si posiziona davanti al microfono e inizia a cantare. 

Laura Dern, Adam Driver e Scarlett Johansson a Venezia 76

B: accenna alla prima strofa della canzone, poi fa per tornare a sedersi dai suoi amici ma ci ripensa e torna dietro al microfono e finisce la canzone, tutto questo senza stacchi. Durante il crescendo della canzone, un lentissimo zoom avvicina lo spettatore al volto dell’attore passando da un piano americano a un primo piano. Driver forse non è un grande cantante ma è sicuramente un ottimo attore perché riesce ad infondere nella canzone tutta la commozione del suo personaggio, alle prese con il divorzio.

Dicevamo che la scena è sorprendente perché “Marriage story” non è un film musicale, tuttavia il fatto che Charlie canti è perfettamente consono al suo personaggio. La canzone è infatti “Being Alive”, tratta dal musical Company e fu scritta da Stephen Sondheim. Originariamente fu incisa da Dean Jones anche se negli anni è stata poi reinterpretata da decine di artisti, tra cui Barbra Straisand.

Una scena del film

Charlie è un newyorkese DOC, tanto che molte volte nel film si contrappone la Grande Mela a Los Angeles da dove invece proviene il personaggio della Johansson (il richiamo a Io e Annie di Woody Allen è palese) e di mestiere fa il regista teatrale. Un regista teatrale, appassionato del suo lavoro, a New York è normale che conosca a memoria tutti i musical più importanti di Broadway ed ha quindi perfettamente senso che conosca anche il finale di Company.

La scena è il culmine della tensione per quanto riguarda il personaggio maschile. Il culmine del personaggio femminile è, specularmente, all’inizio del film: Nicole racconta del suo matrimonio a Nora (Laura Dern) nell’altro piano sequenza del film, decisamente più breve ma ugualmente intenso emotivamente.

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