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Una scena tratta da Jesus Christ Superstar

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Jesus Christ Superstar, l’inno all’anticonformismo compie 50 anni

Il disco di Jesus Christ Superstar compie 50 anni. Il successo e le critiche. L’esaltazioni e le accuse di blasfemia. La rivoluzione della Storia.

Tempo di lettura: 2 minuti

Un’orchestra sinfonica composta da 85 artisti. 3 cori. 6 musicisti rock. Ian Gillan, la storica voce dei Deep Purple, ad interpretare Gesù. Un titolo: Jesus Christ Superstar. Il tutto raccchiuso in un doppio album che esattamente 50 anni fa cambiò per sempre la storia del rock. Artefici di questo capolavoro furono gli allora giovanissimi e sconosciuti Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. Il loro intento era quello di raccontare, attraverso una partitura musicale rock, la passione di Gesù Cristo dal punto di vista di Giuda, facendosi coinvolgere dalle atmosfere della filosofia hippies che imperversava giusto in quegli anni.

L’album riscosse successo in tutto il mondo. La critica, però, si divise tra chi osanavva l’album, considerato rivoluzionario, e chi invece si affrettò ad accusarlo di blasfemia (come la BBC, che lo censurò). Pochi anni dopo, nel 1973, venne realizzata una versione cinematografica per la regia di Norman Jewison. Ad interpretare il ruolo di Gesù fu chiamato il giovane Ted Neely mentre Giuda fu interpretato dal compianto Carl Anderson. Anche la pellicola si trasformò fin da subito in un cult. Si narra che anche Pio VI, allora Vescovo di Roma, vide privatamente il film, apprezzandolo. Lo raccontò in un’intervista Ted Neely, anche se la notizia non ha mai trovato conferma presso la Santa Sede.

Non volevamo un musical convenzionale“, hanno sempre ribadito Rice e Lloyd Weber. E di convenzionale, Jesus Christ Superstar, ha effettivamente poco e niente. Raccontare la passione di Cristo in salsa rock dal punto di vista del traditore (l’Iscariota, nel film intepretato da un attore di colore) con un Gesù desacralizzato, molto – per alcuni fin troppo – affine ad un uomo qualunque, privato dall’aura divina, non esente da tentazioni e ammaliato dal fascino – questo sì che fece scandalo – di Maria Maddalena, è una delle operazioni più anticonformiste che siano mai state fatte nella storia della cultura musicale.

Il successo di Jesus Christ Superstar proseguì poi anche a teatro grazie a un musical che continua ancora oggi a far registrare il tutto esaurito. In Italia, dal 2014, la compagnia di Massimo Romeo Piparo ha portato in scena il musical richiamando Ted Neeley, 76 anni, nel ruolo di Gesù. Neeley non ha perso lo smalto di un tempo; la sua voce è ancora capace di acuti straordinari che provacano standing ovation immediate da parte del pubblico. Una potenza vocale fuori dall’ordinario.

Il periodo pasquale, che stiamo attraversando in questi giorni in maniera del tutto inaspettata, è l’ideale per riscoprire – o scoprire, per chi ancora non si è mai avvicinato a quest’opera – un monumento della musica rock che non sente minimanente il peso dei suoi 50 anni ma che stupisce ancora oggi per la sua attitudine nel rivolgere uno sguardo contemporaneo su quella che è la storia più conosciuta di tutti i tempi.

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