fbpx
I nostri social
Il sabba

Cinema

Il Sabba, il fallimento della superstizione

Il Sabba è il nuovo film a sfondo storico di Pablo Agüero presente su Netflix e disponibile sulla piattaforma dall’11 marzo.

Tempo di lettura: 3 minuti

Il Sabba (il titolo originale è Akelarre), disponibile sulla piattaforma Netflix dall’11 marzo, è un film diretto dal regista spagnolo Pablo Agüero ed è stato presentato al Festival internazionale del cinema di San Sebastián e vincitore del Premio Internazionale Arte Kino al VI Forum di co-produzione Europa-America Latina nel 2017.

Il sabba

La storia de Il Sabba ripercorre in soli 90 minuti, o poco meno, il periodo della caccia alle streghe del XVII secolo nei Paesi Baschi e in particolare si concentra sulla vicenda di sei ragazze imprigionate perché sospettate di stregoneria da parte del giudice Rostegui (interpretato da Àlex Brendemühl), incaricato dalla Corona di visitare i villaggi e processare tutte le donne sospettate di arti oscure. Tipico uomo del suo tempo e personaggio realmente esistito, il giudice Rostegui non sa che di lì a poco sarebbe stato vittima di sé stesso e della sua paura.

Una scena de Il sabba

Il film porta in scena un cast interamente spagnolo con dialoghi per la maggior parte in lingua basca, specialmente quelli tra le ragazze, protagoniste e vittime di un periodo folle, di paure irrazionali e pregiudizi da parte di una giustizia prevenuta e forfettaria che cercheranno di raggirare, sfruttando la superstizione di tutti i personaggi presenti.
Tuttavia, seppur con alcune scene di torture non visibili, la pellicola non sembra rendere efficacemente la paura del tempo, rendendo il tutto fin troppo cinematografico e poco realistico.
Tra le sei ragazze, spicca Ana, interpretata da Amaia Aberasturi, la quale suggerisce alle ragazze di fingere di aver preso parte ad un Sabba, il rito di incontro con il Diavolo, poiché era questo ciò che interessava di più al giudice, anch’egli irretito dalla superstizione ma anche affascinato dalla cerimonia alla quale vuole assistere in prima persona, dopo aver sentito l’irreale confessione di Ana in cui raccontava il rito e descriveva Satana esattamente come lui.

Un messaggio che fa fatica a emergere

Una scena de Il Sabba

Il Sabba non sembra una pellicola particolarmente eccellente e vorrebbe farsi carico di un messaggio di femminismo che viene appena accennato nelle parole di un’anziana signora. Non sembra approfondire a dovere la sottomissione delle donne agli uomini o il pregiudizio su di esse durante la persecuzione, limitandosi a mostrare un giudice ammaliato e al contempo spaventato dalla bellezza di Ana, giudicata strumento del Diavolo.
La seduzione viene contrastata, quindi, dalla spensieratezza delle sei amiche che si inoltrano nella foresta per cantare canzoni d’amore per i loro uomini, marinai troppo lontani per proteggerle.
Le scene ambientate nei boschi, infatti, ci mostrano un luogo del tutto estraneo al male, con una eco a un passato pastorale, edenico e primitivo che vivono le amiche lontane dalla componente maschile.
L’idea è encomiabile ma non restituisce allo spettatore il giusto peso che ci saremmo aspettati.

Un bel gioco di luci e ombre

Interessante, tuttavia, il gioco di luci ed ombre che si viene a creare nei (pochi) ambienti del film. La luce filtra dalle sbarre della prigione, viene infranta dalla polvere e dalla paglia in maniera suggestiva, così come anche le ombre delle fiamme sui volti delle ragazze durante il finto Sabba. Tuttavia anche durante queste scene di finzione, l’eccessiva coordinazione delle ragazze nei gesti, nelle canzoni e nella musica, rendono il tutto davvero poco realistico.

Nel complesso il film è interessante ma non convince del tutto, non riesce a veicolare in maniera decisiva ideologie e sensazioni e si rimane piuttosto distaccati dalla vicenda, dalla paura e dal dolore effettivamente vissuto da quelle donne.

Leggi anche: i 10 horror da non perdere su Netflix

Iscriviti al nostro canale Telegram per ricevere in anteprima tutti gli articoli di Ultima Razzia!

Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CELLULOIDE – Il Podcast di Ultima Razzia

Sostieni Ultima Razzia

Donazioni sidebar

Informazioni Personali

Totale Donazione: €100,00

Iscriviti al nostro canale Telegram

Telegram

Iscriviti ad Amazon Prime Video

Seguici su Instagram

Loading...

Seguici su Facebook

Ultimi articoli

Leggi anche...

Judas and the Black Messiah Judas and the Black Messiah

Judas and the Black Messiah, uno spaccato della disinfezione culturale degli anni ’60

Cinema

Concrete Cowboy Concrete Cowboy

Concrete Cowboy, una stanca metafora segregazionista

Cinema

Luci della città Luci della città

Luci della città: la sana ossessione di Charlie Chaplin

Anniversari

Madame Claude, la volgarità che sa trasformarsi in eleganza

Cinema

Connect