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Il coronavirus ucciderà la sala cinematografica?

Sarà il coronavirus ad uccidere definitivamente la sala cinematografica? L’attuale crisi sta portando importanti cambiamenti nelle uscite in sala

Le sale cinematografiche sono state date per morte così tante volte che ormai parlare di morte della sala sembra una barzelletta. E la notizia che potrebbe decretarne la morte è passata così sottotraccia che quasi non è stata commentata: Disney rilascerà sulla sua piattaforma il film Frozen II con diversi mesi di anticipo, il 25 gennaio.

Cerchiamo di capire perché questa notizia è così importante: per farlo, diamo un’occhiata alla situazione attuale. Adesso come adesso un film esce prima al cinema, successivamente, dopo circa 3 mesi il film viene messo in vendita in DVD e in pay per view (leggi: Sky Primafila). Dopo alcuni altri mesi lo stesso prodotto viene autorizzato per il noleggio online su siti più o meno specializzati: Rakuten, Chili, Google play e similari. A circa un anno dall’uscita al cinema, il film esce sui canali satellitari (leggi: Sky) e successivamente, a circa due anni dall’uscita in sala anche sulla tv generalista.

Poi è arrivato il coronavirus. Con la chiusura totale di interi paesi le uscite cinematografiche sono state sospese o fortemente rimandate (No time to die, il nuovo film di 007, è slittato a novembre) e la produzione di film è stata anch’essa rimandata. Con la chiusura delle sale, ovviamente l’attenzione è finita sulle piattaforme in streaming chiamate ad intrattenere gli spettatori ormai confinati a casa. Alcune case di distribuzione hanno deciso di modificare i loro piani e rilasciare i film sulle piattaforme in anticipo sui piani o sostituendo l’uscita al cinema. Ad esempio “Emma”, riduzione del romanzo di Jane Austen, uscito nel Regno Unito a febbraio è già disponibile su Chili (al folle costo di 16 euro).

Ma la vera mossa decisiva l’ha fatta il maggiore player del mercato: Disney. La casa di Topolino rilascerà Frozen II sulla sua piattaforma Disney+ con diversi mesi di anticipo rispetto a quanto programmato. Lo stesso dicasi di “Onward”, in arrivo in streaming il 3 aprile (è uscito il 6 marzo negli USA).

Le sale cinematografiche riusciranno a sopravvivere all'attacco combinato dello streaming e del coronavirus?
Un’immagine di “Mulan

Al momento “Mulan” e “Black widow”, gli altri due film Disney in uscita nei prossimi mesi sono rimandati ma non è da escludere che arrivino anch’essi direttamente sulla piattaforma in streaming.

Se succedesse, e se la strategia avesse successo (leggi: gli abbonamenti a Disney+ fossero in aumento) saremmo di fronte ad una rivoluzione: i film, anche i più importanti, potrebbero uscire direttamente sulle piattaforme saltando l’uscita in sala. O, addirittura, potrebbe accadere il contrario: i film potrebbero uscire direttamente sulle piattaforme e, in caso di successo nel gradimento del pubblico, potrebbero essere solo successivamente essere proiettate nelle sale cinematografiche. Insomma: una rivoluzione.

Naturalmente, non è detto che accada, ma è certo che il coronavirus porterà (sta già portando) a diversi cambiamenti per quanto riguarda l’intrattenimento, almeno sul corto periodo. Ma, si sa, le modifiche temporanee c’è una certa possibilità che diventino definitive una volta che l’emergenza sia finita.

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