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Gigi Simoni, uomo gentile simbolo di un calcio pulito

Il nostro omaggio a Gigi Simoni, simbolo di un calcio che non c’è piu.

Gigi Simoni

Ho imparato più io da Ronaldo che Ronaldo da me”. Solo uno spirito genuinamente puro, candidamente innocente può essere in grado di ammettere una verità tanto intima e profonda. Ma è solo una delle mille sfaccettature della personalità di Gigi Simoni. Sapeva essere gentile e semplice, diretto, nelle richieste ai calciatori, e al tempo stesso esigente, quella stessa abnegazione che lui metteva ogni giorno nel suo lavoro. Probabilmente ciò era legato al fatto che l’opportunità della sua vita era arrivata ad una età già avanzata, ma la sua lunga carriera nella provincia del calcio non può che essere una medaglia al valore appuntata al petto di uno dei condottieri più valorosi del calcio di una volta.

Ha vinto la Coppa Uefa e meritava quello scudetto strappatogli in quel pomeriggio di aprile da un sistema che solo parecchi anni dopo svelerà la sua natura delinquenziale. Ha allenato il giocatore più forte del calcio moderno nel suo periodo di maggior splendore. Non ci sarà mai più un Ronaldo forte come il Fenomeno allenato da Simoni nella stagione di grazia 97/98. Quei sorrisi e quei dribbling, quel modo leggero e sublime di danzare sul pallone, l’intera finale di Parigi, il modo in cui fece impazzire un certo Alessandro Nesta lo testimoniano.

Gigi Simoni e il Fenomeno

Per certi versi Gigi è l’esatto opposto di Josè. Mediatico, accentratore, polemico, eccessivo, smisuratamente ambizioso il portoghese; più timido, misurato, ponderato Gigi. Ed è stupefacente che due uomini e due allenatori tanto diversi abbiano finito per dividersi l’amore di una intera tifoseria. Perché è indiscutibile che per ogni interista che abbia almeno 30 anni, nessuno escluso, Gigi Simoni sia l’allenatore al quale ancora oggi si senta più legato. Ma non per quella, splendida Coppa Uefa, non per le polemiche e le recriminazioni su quello scudetto rubato, non per l’ingiusto esonero della stagione successiva all’indomani di una vittoria con la Salernitana e dopo una vittoria in Champions contro il Real Madrid; no, per noi interisti con più di 30 anni di età Gigi Simoni rappresenta l’allenatore che avremmo voluto avere se avessimo fatto i calciatori, l’allenatore perfetto, un po’ mentore, un po’ padre di famiglia, quello capace di mettere tutti a proprio agio, far sentire tutti importanti, esaltare le qualità del gruppo collettivo in una logica familiare, calorosa, affettuosa.

Gigi Simoni con la Coppa Uefa

Non è un caso che tutti i giocatori di quell’Inter abbiano sempre avuto, nel corso degli anni, parole di stima e ammirazione, e non abbiano mai mancato di menzionarlo come uno degli artefici principali del successo di quell’anno. Roberto Baggio non ha mai nascosto di aver avuto già con lui quello stesso rapporto che, più in grande, avrà successivamente al Brescia con Mazzone; ha sempre avuto una menzione speciale da parte dello Zio Bergomi, uomo che di grandi allenatori se ne intende essendo stato allenato da gente come Trapattoni o Bearzot, e che a Gigi ha sempre attribuito il merito di avergli regalato una nuova giovinezza e l’opportunità di giocarsi ancora una volta l’ennesimo mondiale da protagonista a 35 anni, nel ’98; ha sempre avuto una menzione speciale da parte del Fenomeno, che gli ha regalato la maglia subito dopo la mitica partita contro lo Spartak Mosca e che non ha mai negato di considerare Gigi un padre; e ha sempre avuto parole importanti il Capitano, che lo annovera spesso tra gli allenatori più importanti, se non il più importante che ha avuto in carriera.

Gigi Simoni e Il Capitano

Tutte le medaglie, tutti i trofei che Gigi meritava e non ha avuto dal calcio gli sono stati dati negli anni dai suoi ragazzi.
Ha vinto una Coppa europea molto importante e gli è stato impedito di vincere un campionato che avrebbe assolutamente meritato” ha detto il Presidentissimo Moratti alla notizia della morte di Gigi. In un calcio in cui è possibile auto attribuirsi con vanto scudetti revocati, quello scudetto sarà per sempre tuo Gigi.

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