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Cinema

Perché tutti i film di fantascienza sono debitori di “2001: Odissea nello spazio”

Un’escursione nel cinema di genere fantascientifico fino al recente Ad Astra che è stato ispirato da 2001: odissea nello spazio di Stanley Kubrick

2001: odissea nello spazio
2001: odissea nello spazio

La fantascienza accompagna da sempre il cinema. Nel 1902, Georges Méliès, fa colpire la Luna da un razzo e da quel momento in poi è tutto uno sbizzarrirsi di avventure ambientate al di fuori dalla nostra atmosfera o di alieni che ci invadono per prendere il nostro posto (L’invasione degli ultracorpi, 1956) o per distruggerci (Ultimatum alla terra, 1951). Rimaneva il fatto che i film di fantascienza erano sempre considerati film “minori” e comunque fantasiosi che pochissimo avevano a che fare con lo spazio che rimaneva qualcosa di lontano e misterioso. Ma negli anni ‘60 qualcosa cambiò: nel 1966 una serie televisiva di scarso successo, Star trek, cominciò a rendere lo spazio qualcosa di più avventuroso e la promessa fatta alcuni anni prima dal presidente americano J.F. Kennedy di portare l’uomo sulla Luna rese lo spazio improvvisamente più vicino e interessante per le masse.

2001 è una pietra miliare, ancora oggi

Qualcosa stava cambiando, nella percezione del mondo e come sempre, gli artisti anticipano tutti. Nel 1968 uscì “2001: odissea nello spazio” che definì un nuovo modo di rappresentare lo spazio e da quel momento, a causa anche dello status di ‘cult movie’ di 2001 tutti i film ambientati nello spazio hanno dovuto fare i conti con il classico di Stanley Kubrick, volenti o nolenti: non tanto (o non solo) per quel che riguarda le tematiche, ma soprattutto per il look, i suoni, le luci. 2001 è una pietra miliare, ancora oggi.

Il film di Kubrick è così importante nell’”estetica dello spazio”, e così vicino alla realtà (dell’epoca) che è quasi impossibile non rintracciare riferimenti a 2001 in qualsiasi film successivo nella stessa ambientazione.

Gravity di Alfonso Cuarón

Viene, naturalmente, subito da pensare a Gravity (2017) di Alfonso Cuarón con i suoi silenzi e il respiro affannoso di Sandra Bullock: uno dei film che più ha reso omaggio al classico di Kubrick. Viene da pensare all’estetica dell’astronave di Alien (1979) che, sebbene più sporca e vissuta ha elementi che sono inconfondibilmente presi da 2001. Perfino Star Wars, il film più esteticamente e programmaticamente lontano da 2001, è debitore di Kubrick, anzi, forse è il film più debitore di tutti proprio perché Lucas, per discostarsi dall’ingombrante predecessore, ribaltò tutta la visione estetica di Kubrick. Dove in Kubrick c’era pulizia George Lucas mette sporco, dove in Kubrick c’era ordine, in Lucas confusione, dove Kubrick mette silenzio, Lucas rumori. Ma proprio per questo gli è debitore: non fa altro che fare l’opposto di 2001.

Se Lucas cercò di stravolgere l’estetica di Kubrick per crearne una propria, altri registi scelsero di scendere a patti: Christopher Nolan per Interstellar scelse di avere una sua estetica e di raccontare la sua storia, prendendo spunto da Kubrick senza copiarlo e senza prenderne nettamente le distanze, ma riconoscendone implicitamente il ruolo di padre spirituale. Ridley Scott per The martian compì un’operazione simile: accettando il ruolo di “progenitore” di 2001 e raccontando la sua storia richiamando quando era inevitabile e realizzando qualcosa di nuovo quando era possibile.

The Martian di Ridley Scott

L’unico film che davvero ha creato un’estetica tutta sua è “Guida galattica per autostoppisti”, ma si fa fatica a considerarlo un film spaziale.

2001: odissea nello spazio è, insomma, un riferimento irrinunciabile per i film di ambientazione spaziale, tanto che a volte si fa fatica a comprendere se l’omaggio sia voluto o sia involontario perché quel tipo di estetica è entrata talmente in profondità nella mente di ogni cinefilo che è impossibile non richiamarla, anche inconsciamente.

Chi invece ha dichiarato fin da subito di essersi ispirato a Kubrick è James Gray, regista di Ad Astra, che con il film del ‘68 ha in comune anche il tema del viaggio (che tra l’altro, fa tappa sulla Luna, prima della sua meta finale ben più lontana). Sebbene i riferimenti a 2001 siano ben chiari ed evidenti, va detto altresì che il film affronta un tema parzialmente diverso e che comunque è lontano anni luce (mi si passi il termine, in fondo siamo in tema) dalla profondità di visione di Kubrick risultandone, al più, un pallido imitatore.

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