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Facebook ti spiega la privacy davanti ad un caffè

Facebook apre a Londra i primi pop up caffè con lo scopo di informare i propri utenti sulle questioni riguardanti la privacy.

Tempo di lettura: 2 minuti

Può una tazza di caffè fumante invogliare gli iscritti a Facebook a saperne di più sulla privacy? Secondo il gigante di Menlo Park parrebbe di sì.

E’ di pochi giorni fa la notizia dell’apertura di alcuni pop up caffè a Londra ad opera di Facebook. No, Zuckerberg non si è buttato a capofitto anche nel settore della ristorazione (perlomeno non ancora). Lo scopo è invece quello di informare con precisione gli utenti del social media a conoscere le norme relative all’uso e alla condivisione dei dati.

La strategia messa in atto funziona così. Un cliente entra in uno di questi bar – uno dei quali è il The Attendant a Great Eastern Street -, si siede e ordina gratuitamente una bevanda calda o qualcos’altro offerto dal menù. Nel frattempo il cliente viene raggiunto da un consulente Facebook che lo istruisce sulle tematiche relative alla privacy.

Il fine di Facebook, è chiaro, è quello di aumentare l’interesse e la consapevolezza dei suoi iscritti nei confronti di un aspetto molto delicato come la tutela della privacy. Secondo un fresco sondaggio fatto tra i cittadini della City risulta che il 27% di essi non sa come impostare sul proprio profilo i parametri della privacy.

Ma è ovvio che per Facebook si tratti anche di una strategia volta a rinvigorire l’immagine dell’azienda. Zuckerberg e soci devono riprendersi dai propri utenti quella fiducia andata un po’ perduta negli ultimi anni a seguito di alcuni scandali, primo fra tutti quello relativo a Cambridge Analtyica (su questo fatto, per capire davvero com’è andata la faccenda, vi consiglio di vedere il bel documentario The Great Hack disponibile da qualche settimana su Netflix).

In concomitanza con l’apertura di questi bar (si parla del 28 agosto come data di lancio), Facebook, sempre sul versante privacy, ha attivato una funzione – al momento attiva solo in 3 paesi: Spagna, Irlanda e Corea del Sud – che permette agli iscritti di controllare i dati delle attività di siti web e applicazioni che Facebook condivide sui profili personali. Ne parla, meglio, anche il blog dei programmatori del social media.

L’apertura di queti caffè avrà successo? Come risponderanno i cittadini di Londra a questa novità? Tempo pochi giorni e ne verremo a conoscenza.

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