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Cinema

Cosa sarà: una riuscita messa a nudo della fragilità umana maschile

“Cosa sarà” di Francesco Bruni non è un film sulla malattia, ma sulla messa a nudo di una fragilità umana specificatamente maschile.

Tempo di lettura: 5 minuti

Bruno Salvati è un regista cinematografico che si è separato recentemente dalla moglie Anna. Con i figli Adele, una responsabile ventenne e Tito, un adolescente problematico, Bruno non riesce a essere il padre presente e affidabile che vorrebbe. Un giorno l’uomo scopre di avere un tumore del sangue, la mielodisplasia. Si affida dunque a un’ematologa competente e tenace, che lo accompagna nel suo percorso a ostacoli contro la malattia. Il primo obiettivo è trovare un donatore di cellule staminali compatibile. A quel punto il padre Umberto, decide di rivelargli un segreto del suo passato familiare che accende in tutti una nuova speranza. Bruno e la sua famiglia intraprendono un inatteso percorso di rinascita, che cambierà i loro rapporti e insegnerà a Bruno ad alzare gli occhi da se stesso e ad accorgersi degli altri. Cosa sarà di lui? 

«Ho deciso di perdermi nel mondo anche se sprofondo. Lascio che le cose mi portino altrove, non importa dove» (Morgan, Altrove)

Una scena di Cosa Sarà

Non si può dire che Cosa sarà, la quarta regia dello sceneggiatore Francesco Bruni, non abbia avuto un trascorso sventurato a partire dalla fine delle riprese: l’uscita nelle sale cinematografiche, inizialmente prevista a marzo 2020, si è inevitabilmente scontrata con l’avvento del COVID-19. Successivamente, dopo un’ottima accoglienza di critica e pubblico alla Festa del Cinema di Roma, il film è arrivato in sala il 24 ottobre solo per poche ore a causa della seconda ondata della pandemia. A quel punto Palomar, Vision Distribution e il regista hanno deciso di comune accordo di rendere disponibile Cosa sarà sulle principali piattaforme streaming a partire dal 31 ottobre. “Resta forte il desiderio – ha dichiarato Francesco Bruni – di accompagnare il film al cinema appena sarà possibile perché solo quando potrò incontrare personalmente gli spettatori delle sale sentirò che il film avrà raggiunto il suo scopo”. In questo scenario è curioso segnalare che in tempi non sospetti, il titolo del film avrebbe dovuto essere Andrà tutto bene, proprio l’espressione che è diventata lo slogan nazionale di reazione al Coronavirus.

Partendo da una forte matrice autobiografica che lo ha visto affrontare in prima persona un trapianto di cellule staminali, Francesco Bruni sceglie di raccontare il suo incontro reale con la mielodisplasia e di affidare a Kim Rossi Stuart il suo alter-ego cinematografico. Regista e attore protagonista firmano insieme la sceneggiatura e condiscono quest’esperienza di vissuto personale con molti elementi di fiction, riuscendo a bilanciare perfettamente toni drammatici e toni umoristici; un equilibrio raffigurato visivamente nella locandina del film. Senza ricadere troppo né nel dramma né nella commedia e sulla falsa riga dei suoi altri film da regista, Bruni si concentra ancora di più su questo equilibrio e lo fa diventare la chiave della narrazione. L’intento è chiaro fin dalle prime scene, come quella del taglio di capelli sulle note di Perfect Day. La riscoperta e la messa in gioco dei legami familiari e il confronto tra generazioni sono temi già messi in primo piano in Scialla! (Stai sereno)Noi 4 Tutto quello che vuoi. In Cosa sarà il regista ne esaspera l’importanza e tesse una storia che da questi legami non può prescindere perché servono a tenere uniti, consapevolmente e inconsapevolmente, gli attori in campo.  

Una scena di Cosa Sarà

Tutto ruota intorno al protagonista Bruno Salvati, un Peter Pan pieno di insicurezze, un intellettuale egocentrico e ansioso, che richiama non poco il Tommaso dell’ultima regia di Rossi Stuart. Come Tommaso, anche Bruno è inizialmente un anti-eroe imprigionato nelle sue nevrosi che si porta sulle spalle un’infanzia che lo ha fatto diventare quello che è da adulto. In Cosa sarà i ricordi da bambino riaffiorano nelle scene oniriche e visionarie del film, dove si palesa costantemente la figura della madre e l’amore materno per il figlio.

La pellicola oscilla fluidamente avanti e indietro nel tempo, tra parti che raccontano la degenza di Bruno, il rapporto con i familiari e la preparazione al trapianto di midollo. Il suo vissuto emerge piano piano come fosse un mosaico, come se il protagonista avesse bisogno di tempo per ricostruire se stesso e il suo nuovo modo di porsi con gli altri. Di tappa emotiva in tappa emotiva, Bruno smusserà il suo infantilismo per ripensare e migliorare il suo rapporto con gli altri e su cui non si era mai veramente soffermato. Il protagonista prosegue la strada dei personaggi maschili dei film precedenti del regista, delineando una nuova frontiera dei “maschi contemporanei”: mostrarsi nelle loro debolezze in antitesi alle donne che rivendicano la loro forzaCosa sarà non è un film sulla malattia, ma sulla messa a nudo di questa fragilità umana specificatamente maschile. Le donne invece sono quelle che reagiscono, che accudiscono e rassicurano l’uomo resistendo alle avversità della vita. 

I personaggi del film sono costruiti proprio su questa dicotomia: Kim Rossi Stuart affronta delle criticità importanti e si trova a che fare con la fermezza d’animo di una ex moglie (Lorenza Indovina) sempre presente, una figlia stanca di essere considerata quella forte e una dottoressa (Raffaella Lebboroni) dotata di un pragmatismo battagliero che conduce Bruno verso la fine di un tunnel molto buio. Alla fine riaffiorerà dal passato un altro personaggio femminile cruciale, interpretato da Barbara Ronchi. Di contro non mancano un figlio adolescente tale e quale a Bruno e un padre (Giuseppe Pambieri) che non può certo vantarsi di essere stato particolarmente presente nella crescita del figlio. Tutti i personaggi di Cosa sarà sono dotati di una straordinaria responsabilità nei confronti del protagonista. 

Kim Rossi Stuart e Francesco Bruni

Bruno Salvati è un eroe drammatico, e una nota di merito va alla levità e alla freschezza con cui l’attore lo interpreta, senza mai appesantirlo. Durante la visione colpisce al cuore la delicatezza con cui il film richiama l’attenzione dello spettatore quando lascia spazio all’emozione e all’esprimersi dei sentimenti: i momenti più toccanti sono proprio quelli che danno respiro alla sensibilità e alla commozione, per sdrammatizzare un istante dopo e creare un effetto contrasto a regola d’arte tra stati d’animo opposti. Seguendo una sceneggiatura molto ben scandita, il cast gioca una grande partita di squadra, trainata da un Kim Rossi Stuart che rende giustizia alla vicenda realmente vissuta da Francesco Bruni. Il regista non ci fa mancare un suo cameo nel ruolo di un paziente dell’ospedale nella scena del cinema: apparizione di cui solo i cinefili attenti si saranno accorti. 

Cosa sarà va a braccetto con il momento storico che stiamo vivendo per la leggerezza con cui ci insegna a far tesoro delle complicanze della vita e a trasformarle in forza. Le difficoltà che incontriamo, anche quelle più dure da accettare, possono essere e devono essere fonte di consapevolezza di quanto è preziosa la vita. 

Cosa sarà è disponibile on demand sulle seguenti piattaforme streaming: Google Play, Chili, YouTube, Sky On Demand.

Articolo pubblicato sul numero di Segnocinema 227 (gennaio – febbraio 2021).

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