fbpx
Connect with us
Sul set di Jurassic World Dominion

Cinema

Come si gira un film durante una pandemia: il caso Jurassic World: Dominion

Variety è stata sul set di Jurassic World: Dominion per verificare quali sono i metodi di lavorazione di un film durante un pandemia.

Pinewood Studios di Londra. Sul set di Jurassic World: Dominion una voce registrata, a cinque ore esatte dall’inizio delle riprese giornaliere, ricorda ai membri del cast e della troupe di cambiare le loro mascherine. Alexandra Derbyshire, produttrice esecutiva del film, ci tiene a precisare che un set non è come una fabbrica e che il cambio della mascherina non avviene per tutti nello stesso preciso momento. Più che un ordine, un promemoria, insomma.

Questo passaggio esemplifica chiaramente quanto le produzioni cinematografiche stiano lavorando in maniera seria e professionale per impedire che i loro set diventino focolai di coronavirus. L’atmosfera del set è radicalmente cambiata da quando la pandemia di covid-19 ha cominciato a diffondersi in tutto il mondo. Chi lavora a un film, ma anche a una serie tv, sta cominciando a fare i conti con il fatto che i set, grandi o piccoli che siano, non saranno più gli stessi di un tempo ancora per molto tempo (forse per sempre?).

Qualche giorno fa c’è stata la prima buona notizia da mesi: la casa farmaceutica Pfizer ha annunciato che il vaccino da loro prodotto contro il coronavirus ha avuto risultati promettenti (si parla di un’efficacia sopra il 90%). Una notizia accolta con sollievo anche da tutto il settore cinematografico. La speranza – perché di questo, fino a oggi, si tratta – è di tornare alla normalità già dalla prossima estate. Questo non agevolerebbe soltanto la realizzazione di un film, ma sarebbe anche una boccata d’ossigeno per gli affari. Da quando alcune produzione, con mille difficoltà, sono tornate sui set, i costi di produzione sono saliti alle stelle.

Sul set di Jurassic World Dominion

E il continuo aumento dei casi di covid significa anche che, nonostante i grandi passi compiuti dai set cinematografici nel mettere insieme i più stringenti protocolli di sicurezza, la pandemia è una forza che non può essere contenuta più di tanto. La realizzazione di un medio-grande film è un processo estremamente lungo e laborioso (talvolta persino noioso) che richiede la presenza di centinaia di figure professionali: attori, registi, comparse, macchinisti, truccatori, parrucchieri, addetti al catering e altri ancora. E’ facilmente immaginabile che gestire tutta questa mole di persone che si ritrova ogni giorno in contemporanea sullo stesso luogo, è alquanto problematico.

Jurassic World: Dominion è stata la prima grande produzione a riprendere le riprese nel bel mezzo della pandemia. In qualche modo, la saga di successo inaugurata poco meno di trent’anni fa da Steven Spielberg ha partorito una sorta di regolamento su come si gira un film di questi tempi; un regolamento costituito da misure intense e scrupolose – come controlli elettronici della temperatura, tamponi molecolari tre volte la settimana, briefing quotidiani sulla sicurezza e zone codificate a colori per organizzare cast e troupe – che probabilmente diventeranno di routine per i set cinematografici in tutto il mondo, almeno fino a quando il virus indosserà i panni dell’ospite non gradito.

Mascherine e distanziamento fisico sono all’ordine del giorno ovunque in questo periodo. Ma per proteggersi da una riacutizzazione, i set sono divisi in diverse “zone” per differenziare le varie mansioni di chi ci lavora. Dopo che ogni persona arriva sul set e passa attraverso un termoscanner che rileva la temperatura corporea, vengono forniti cinturini da polso che corrispondono alla zona di colore a cui sono assegnati per lavorare in quel determinato giorno. La “zona verde” ospita i membri “chiave” del cast, ovvero il regista e i produttori ed è in grado di funzionare come una normale unità cinematografica perché lì vengono prese le più ampie precauzioni. Chiunque lavori nella zona verde viene sottoposto a tampone tre volte alla settimana, una pratica necessaria ma che la produttrice esecutiva Derbyshire definisce assai costosa. Invece di affollarsi intorno ai monitor, ognuno ha il proprio iPad per monitorare individualmente ciò che sta accadendo sulla scena.

Sul set di Jurassic World Dominion

La distanza sociale è la parte più difficile perché la natura del cinema è molto collaborativa“, sottolinea la Derbyshire. “È abbastanza difficile parlare con qualcuno che si trova a due metri da te.” La produzione ha assunto altre persone sul set responsabili di mantenere gli altri a una distanza maggiore di un braccio.

A parte i test sul coronavirus, forse la spesa più necessaria – e anche più costosa – è stata l’affitto di spazi, come residence e appartamenti, per i principali membri del cast e della troupe per limitare le loro interazioni con il mondo esterno. Si pensa che fino al termine della pandemia, le così dette bolle ambientali saranno la norma per le grandi produzioni cinematografiche. E’ anche ovvio, però, che un film a busso budget non avrà modo di sostenere queste spese per la sua troupe.

Girare una serie tv in queste condizioni potrebbe essere molto più impegnativo perché le stagioni vengono girate per un periodo di tempo molto più lungo rispetto a un film. Per questo motivo, i componenti di una troupe televisiva potrebbero non essere sempre disposti a isolarsi dal mondo per periodi di tempo molto lunghi. Come dice qualcuno in quel di Hollywood, “dieci giorni sono gestibili, ma sei o sette mesi no“.

Sul set di Jurassic World Dominion

Non c’è dubbio che gli studi debbano adottare misure drastiche per assicurarsi che i set cinematografici restino il più possibile covid free. Ma c’è un aspetto di fondamentale importanza con il quale essi devono fare i conti: l’aumento dei costi di produzione. Procedure scrupolose, come i tamponi di routine, una ventilazione dell’aria ben precisa, una segnaletica aggiuntiva per i percorsi e igiene sul set (lavandini, stazioni di igienizzazione e maschere facciali sono sempre prontamente disponibili), hanno fatto impennare, e non di poco, i conti. Per fare un esempio, Jurassic World: Dominion, che è una produzione ad altissimo budget, aveva circa 90 lavandini aggiuntivi, 200 postazioni di disinfettante per le mani e sono stati effettuati circa 50.000 tamponi alla troupe durante le riprese.

Ma operare in condizioni rigorose può presentare anche alcuni aspetti positivi. La produttrice esecutiva di Jurassic World afferma che il livello di organizzazione necessario si traduce in una produzione cinematografica più precisa e in meno decisioni prese al volo. Prendiamo ad esempio gli attori secondari. In tempi pre-pandemici, se sono necessari più attori sulla scena (anche in secondo piano), la troupe dovrebbe trovare dalle 10 alle 20 persone con un preavviso di almeno un giorno. Adesso le persone contattate dalla produzione sono tenute a presentare, una volta arrivati sul set, il risultato negativo di tre test effettuati nell’ultima settimana. E’ ovvio che ciò comporta almeno una settimana in più di pianificazione del lavoro.

E anche con tutte le precauzioni del caso messe in campo, ci sono state delle battute d’arresto su alcuni set. Netflix ha dovuto chiudere per un periodo il set del film The Harder They Fall per via della positività di uno dei suoi attori, così come il set di Batman è stato sospeso per alcuni giorni in quanto il nuovo uomo pipistrello, Robert Pattinson, è risultato positivo al covid. Anche Don’t Worry Darling di Olivia Wilde ha interrotto le riprese dopo che diversi membri della troupe hanno contratto il virus.

Sul set di Jurassic World Dominion

Lo stop alle riprese è toccato anche a Jurassic World: Dominion dopo una serie di casi positivi di coronavirus sul set. “Quando si ha un caso positivo, immediatamente quella persona e chiunque è stato a contatto con essa deve essere allontanata dal set“, ha detto la produttrice esecutiva. “Nel nostro caso la persona non aveva sintomi e dopo pochi giorni è risultata negativa, ma questo non cambia il nostro protocollo.

In fin dei conti ha ragione il regista Sean King O’Grady, anch’esso costretto allo stop del suo film per via di un caso positivo nella troupe dopo soli due giorni dall’inizio delle riprese: “Fare film nel 2020 non è per i deboli di cuore. Ma è possibile.

Potrebbe interessarti anche: Perché non torneremo più in sala (o quasi)

Seguici su Facebook e Twitter!

Lascia il tuo commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi articoli

Sostieni Ultima Razzia

Donazioni sidebar

Informazioni Personali

Totale Donazione: €100,00

Seguici su Facebook

Iscriviti ad Amazon Prime Video

Scarica l’app Immuni

Immuni

Leggi anche...

David Lynch David Lynch

David Lynch a lavoro su una miniserie Netflix dal titolo “Wisteria”

Netflix

L'age d'or L'age d'or

L’âge d’or: l’inno alla libertà di Luis Buñuel

Anniversari

Poetry Poetry

Poetry: la vita poetica declamata da Lee Chang-dong

Anniversari

Netflix Oscar Netflix Oscar

Netflix ai prossimi Oscar potrebbe fare la storia

Netflix

Connect