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Tom Holland in Cherry

Cinema

Cherry – Innocenza perduta, quando la voglia di (stra)fare si trasforma in un mezzo disastro

Il primo film diretto dai fratelli Russo dopo la saga degli Avengers vuole essere molte cose quando alla fine non è niente.

Tempo di lettura: 4 minuti

Nel gergo americano il termine Cherry indica il soprannome affibbiato a coloro che ancora non hanno preso parte ad azioni di combattimento con l’esercito. Cherry, in lingua inglese, significa anche ciliegia e nel suo significato metaforico i fiori del ciliegio rappresentano la rinascita, la risalita dopo la caduta, ma anche caducità e senso dell’effimero. Un significato che racchiude un po’ quello che i più pensino essere (una buona parte de) il senso della vita. Ed è forse da questo significato ambivalente che i fratelli Russo, Anthony e Joe, sono partiti per dare vita a Cherry – Innocenza perduta, film tratto dall’omonimo romanzo di Nico Walker disponibile su AppleTV+ dal 12 marzo e che li vede di nuovo alla regia dopo i bagordi marveliani degli ultimi film della saga degli Avengers.

Cherry – Innocenza perduta, la trama

Cherry è uno studente americano come tanti altri. Sempre un po’ defilato dal gruppo, timido e introverso. Un giorno, durante una lezione, si accorge della presenza di una ragazza, Emily, che lo colpisce subito. Allora ci prova ad approcciarsi a lei, la corteggia, la guarda intensamente fino a che lei cede. L’amore tra i due parte subito a gonfie vele, tanto che dopo poco tempo si sposano in fretta e furia. Lei, poi, un giorno dice a lui che vorrebbe trasferirsi a Montreal, in Canada, per continuare gli studi. Lui non ci resta tanto bene e, un po’ per questo motivo e forse anche un po’ per altro, decide di arruolarsi come volontario per l’Iraq (siamo nel 2003, nel pieno della Seconda Guerra del Golfo). Così, dopo un periodo di addestramento, parte. Entra a far parte del battaglione dei soccorritori. Vede la morte in faccia, perde compagni fedeli, non capisce come tutto quello possa accadere. Dopo due anni d’inferno torna a casa. Ma niente sarà più come prima. Il suo ritorno coincide con l’inizio del viaggio verso un altro inferno, quello della tossicodipendenza, prima da psicofarmaci e poi da eroina, dovuta dal disturbo da stress post traumatico.

Tom Holland

Un film privo del senso della misura

Cherry – Innocenza perduta è un film che vuole essere tante cose ma che alla fine non riesce ad essere quasi niente. I fratelli Russo ce la mettono tutta per scrollarsi di dosso l’etichetta di registi di film fracassoni (senza alcuna offesa per i fan della Marvel), puntando però troppo in alto e perdendo completamente il senso della misura. Il tono con cui viene narrata per immagini la vicenda del protagonista risulta del tutto sballato, tanto da chiedersi, in certi momenti, se stiamo assistendo a un film di Michael Bay per l’ingente quantità di retorica che i Russo non sono riusciti a evitare (la droga fa male, ok; la guerra è il male; ok, quindi?). Eppure di esempi da cui fare tesoro ce n’erano eccome: si pensi al Jarhead di Sam Mendes o al The Hurt Locker della Bigelow, entrambi molto più capaci di Cherry di non rendere stucchevoli e banali certe tematiche alquanto delicate.

I primi a non crederci alla storia sembrano essere proprio i fratelli Russo, incapaci di saper dare un equilibrio e un’identità alle varie anime del film, che parte quasi come un coming-of-age, diventa in seguito un film di guerra (con tanto di parodia fuori luogo di Full Metal Jacket di Kubrick), poi quasi un melodramma su una coppia tossica per sfociare infine in un heist-movie. E a poco serve l’ottima interpretazione dei due interpreti a salvare la baracca. In primis Tom Holland, attore ormai arrivato a una certa maturità espressiva e attoriale (già vista anche nel recente Le strade del male) ma che di contro ha quel “difetto” dettato dalla sua anatomia, ovvero quello di apparire sempre con un volto da ragazzino anche quando gli anni inesorabilmente passano (e nelle oltre due ore e un quarto di film di anni ne passano quasi venti). E poi c’è Ciara Bravo, nel ruolo di Emily, capace con la sola interpretazione di regalare maggiore introspezione e profondità al suo personaggio, aspetti che la sceneggiatura non ha saputo tratteggiare più di tanto.

Tom Holland

Eccessivamente lungo e sfibrante

In Cherry ci sono anche alcune trovate che vorrebbero veicolare un messaggio di tipo sovversivo, di critica al sistema capitalistico, prendendo di mira ad esempio le banche, i cui dipendenti, nella prima parte del film, sono sempre in ombra, mai visibili in volto. Banche che il protagonista frequenta spesso, prima per far sì che esse gli diano la possibilità di costruirsi una vita e in seguito invece per rapinarle con lo scopo di sopravvivere (alla droga e ai pusher). Una critica resa evidente anche dalla scelta delle due sceneggiatrici (Angela Russo-Otstote e Jessica Goldberg) di nominare una banca Shitty Bank e un medico Dr. Whomever (letteralmente Dottor Chiunque). Una scelta che lascia il tempo che trova. Fosse sufficiente ricorrere a questi mezzi, allora avremo risolto gran parte dei problemi di molte sceneggiature.

Si arriva alla fine del film con molta fatica, per via anche del lungo, eccessivo e insensato minutaggio. Non basta un ritmo spesso forsennato a rendere sopportabile la visione. E non basta neanche a sopperire certe mancanze in fase di scrittura che hanno come colpa massima quella di non essere riuscite a dare un anima né al film né al suo personaggio, con il quale è terribilmente difficile empatizzare.


Cherry – Innocenza perduta
regia:
Anthony e Joe Russo
con: Tom Holland, Ciara Bravo
sceneggiatura: Angela Russo-Otstote, Jessica Goldberg
anno: 2021
durata: 140 minuti
disponibile su: AppleTv+
trama: Cherry, terminato il college, va in Iraq dove opera come medico dell’esercito americano. A sostenerlo in questa missione, solo l’amore per la sua fidanzata Emily. Tuttavia, una volta tornato in patria, Cherry si trova ad affrontare un dramma comune a molti ex militari: una grave forma di stress post-traumatico che lo proietta in una spirale di perdizione, fatta di droga e furti. 


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