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Cinema

Cercando Valentina, tutti i segreti della regina del fumetto italiano

Cercando Valentina non è solo un documentario sul celebre fumetto, ma il ricco affresco di una Milano irripetibile e culturalmente folgorante.

Cercando Valentina

Il regista e sceneggiatore italiano Giancarlo Soldi, dopo essersi cimentato in opere monografiche su Tex Willer e Diabolik, sposta il suo sguardo sulla dea del fumetto italiano, Valentina Rosselli. A produrre c’è Stefania Casini, icona attrice italiana ora attiva in produzioni di interesse culturale con la sua società Bizef. Per raccontarla, naturalmente, è necessario soffermarsi sul suo pigmalione, l’architetto milanese Guido Crepas in arte Crepax. Aspetto non secondario è anche ricostruire il contesto culturale in cui nasce la celebre fotografa con il caschetto nero. Si tratta della Milano anni ’60, in particolare del recinto della casa Milano Libri, editrice del celeberrimo mensile antologico di fumetti Linus.

Soldi vuole restituire un ambiente artistico e culturale di totale contaminazione e osmosi tra architettura, pittura, letteratura e cinema. Il centro della galassia artistica milanese di quegli anni è il Bar Giamaica, dove si potevano incontrare serenamente designer, autori e fumettisti.

Come contrappunto alle testimonianze dirette dell’epoca, Soldi inserisce un elemento di fiction, ossia l’odissea urbana di Philip Rembrandt, il critico d’arte amante di Valentina. L’uomo è in cerca della sua amata e, per trovarla, dovrà setacciare il mondo di Crepax e individuarne le tracce nella Milano di oggi.

Cercando Valentina

Ma chi è Valentina? Soldi indaga la possibilità che fosse il simulacro dell’amata moglie di Crepax, Luisa, sebbene sia anche evidente l’ispirazione alla Louise Brooks nel ruolo di Lulù ne Il vaso di Pandora di G.W. Pabst. E’ chiaro come nel fumetto fossero riservato numerosi dettagli della vita privata di Crepax, come se fosse un diario pubblico criptato. Valentina abita nel suo medesimo indirizzo e diventa madre di figli con le fattezze dei piccoli Crepas. Sono propri i figli i destinatari ideali del suo lavoro, un’opera frutto di continua autoanalisi.

Lo scopo di Soldi è, quindi, restituire il progetto di Crepax, ossia di comporre un irripetibile ritratto di famiglia e un mélange del fermento artistico della sua Milano.

Tuttavia, si percepisce a tratti dello smarrimento nel seguire la ricostruzione del lavoro e della vita di Crepax, con un flusso di elementi non sempre collegati in modo consecutivo e omogeneo. La complessità e la vastità degli argomenti da trattare, storico e artistici, è senza dubbio la ragione di eventuali zoppicamenti.

Il risultato, in ogni caso, è quello di un dignitoso ed efficace documentario artistico che ricostruisce la vita di una milanese in uno dei momenti di massimo splendore della sua città.

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