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Caos Serie A: adesso rischia di saltare il campionato?

Per la seconda settimana consecutiva la Serie A va a singhiozzo, con alcune partite giocate ed altre rinviate. Una situazione grottesca che rischia addirittura di condizionare il normale svolgimento del campionato.

Serie A

Per la seconda settimana consecutiva la Serie A va a singhiozzo, con alcune partite giocate ed altre rinviate. Una situazione grottesca, che rischia addirittura di condizionare il normale svolgimento del campionato. Prima di iniziare è doveroso fare una premessa. Il nostro paese, ma non solo, sta vivendo un momento non semplice a causa del Covid-19, meglio noto come Coronavirus, l’epidemia che colpisce le vie respiratorie probabilmente iniziata a fine di dicembre 2019 nella città di Wuhan e successivamente diffusasi in diverse nazioni del mondo.

Serie A a porte chiuse

Al momento l’Italia ha il maggior numero di contagiati, anche visto il maggior numero di tamponi eseguiti rispetto ad altri stati. Nell’80-90% dei casi, la malattia si manifesta con gli stessi sintomi dell’influenza in chi lo contrae. La facilità con la quale si trasmette da persona a persona ha portato al rinvio di numerosi eventi, tra i quali anche alcune partite del campionato di Serie A di calcio.

Cosa è stato fatto?

Per chi si fosse perso qualche passaggio è giusto ricapitolare il tutto. La situazione, chiaramente inattesa e perciò complessa da fronteggiare, ha scatenato il caos. La Lega Calcio si è fatta trovare impreparata e non è stata in grado di fronteggiare il problema, contribuendo ad aumentare la confusione ed il disagio. I capi del calcio italiano hanno optato, sia per la 25esima che per la 26esima giornata, di rinviare solo le sfide ritenute più a rischio. Facendo ciò hanno destabilizzato l’equilibrio del campionato creando maggiore confusione ed alimentato maggiori polemiche, poiché in caso di ulteriori rinvii non vi sarebbero più date disponibili per finire regolarmente il campionato. Nella giornata di venerdì si era infatti deciso di disputare ben 5 gare a porte chiuse (tra queste anche Juventus-Inter), salvo poi optare per il rinvio di queste e di Sampdoria-Hellas Verona solamente il giorno dopo.

Una situazione ridicola ed impari

“Con tutto il rispetto per ciò che sta accadendo in tutto il mondo e per le persone che sono morte, se si prende la decisione di giocare a porte chiuse poi si devono fare giocare tutte le partite. Ho letto che le gare rinviate si giocheranno il 13 maggio e non è corretto, penso che bisogna farle giocare subito, trovino delle date, o si gioca tutti a porte chiuse o si rinvia, altrimenti non è corretto”.

Gennaro Gattuso, dopo Napoli-Torino

Con questo sfogo Gattuso si è scagliato contro i vertici della Lega, raccogliendo parecchi consensi tra i colleghi. Anche il dirigente dell’Inter Beppe Marotta non ha digerito il secondo rinvio consecutivo della sua squadra, che si trova ad otto punti dalla capolista Lazio che però ha disputato due gare più. Così stando le cose, a maggio i nerazzurri – qualora dovessero andare avanti in Coppa Italia e in Europa League – potrebbero affrontare ben 9 gare in 24 giorni: un mese che potrebbe rivelarsi decisivo.

Beppe Marotta
Beppe Marotta, a. d. dell’Inter

Il paradosso più grande è la disparità con la quale è stato affrontato il problema Coronavirus nei vari campionati professionistici. Abbiamo già detto della Serie A che va avanti a singhiozzo, nello stesso weekend la Serie B si è disputata regolarmente mentre la Serie C ha già rinviato la prossima giornata del girone A e B. Una situazione confusionaria, ai limiti del ridicolo. Una domanda sorge spontanea; sarebbe andata diversamente se non ci fosse stata Juventus-Inter?

Cosa succederà adesso?

Per rispondere a questa domanda bisogna attendere l’esito dell’assemblea straordinaria della Lega Calcio che si terrà mercoledì prossimo. Nel frattempo la Lega dovrebbe proporre ai club la possibilità di disputare le 6 partite rinviate della 26esima giornata tra sabato 7 e lunedì 9 marzo. Bisognerà terminare il campionato entro il 24 maggio, data limite visto che il 12 giugno incominciano gli Europei.

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