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Caos Serie A e Covid-19: parte seconda

Il racconto di una giornata oltre al limite della follia. Tra decreti, scioperi, ripensamenti e ritardi la 26esima giornata di Serie A verrà ricordata a lungo, complice la situazione sempre più ridicola ed inaccettabile del nostro calcio.

Serie A

Per incominciare il racconto di questa vicenda bisogna partire da mercoledì 4 marzo. Quel giorno si è deciso di rimodellare il calendario della Serie A, con tutte le manifestazioni sportive che avrebbero dovuto essere giocate a porte chiuse sino al 3 aprile (come indicato dal decreto governativo). Ecco perchè, in questo weekend, si sono giocati solamente i sei recuperi della 26esima giornata, tra cui il big-match tra Juventus ed Inter. 

Si gioca a porte chiuse. Anzi no.

Se intorno alla nostra Seria A sembrava esserci già abbastanza confusione, la mattina di ieri ha contribuito ad aumentarla. La sfida tra Parma e Spal, per questi motivi, verrà ricordata per molto tempo. Nonostante le voci di una possibile sospensione immediata del campionato o di un presunto sciopero da parte dei calciatori, la partita si sarebbe dovuta svolgere regolarmente, almeno così sembrava fino alle 12:28 (solo due minuti prima del fischio d’inizio!).

Serie A

In quel preciso momento il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha un ripensamento e valuta la proposta di Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, di sospendere l’intero campionato. Alla fine, dopo 75 minuti di attesa, la partita viene giocata ugualmente, così come le altre cinque sfide in programma.

Una situazione inaccettabile

Lo scenario che ci lascia questa domenica è paradossale e ben lontano da quello a cui siamo abituati a vedere. Tribune vuote, partite che sembrano allenamenti e strette di mano evitate ad inizio partita; ci lasciano un campionato alterato e incoerente rispetto alla situazione che sta vivendo il nostro paese.

Serie A

Il calcio italiano naviga in un momento di profonda incertezza; alcuni campionati proseguono come se niente fosse, alcuni rinviano solo una parte delle sfide, mentre la Lega dilettanti ha già annunciato la sospensione di tutti i campionati fino al 3 aprile. Senza dimenticare la confusione creata sui diritti Tv; con tutte le parti disposte a trasmettere le partite in chiaro (tra cui lo stesso Ministro Spadafora), ma con la stessa legge che blocca questa possibile soluzione. Si poteva sicuramente fare qualcosa di diverso anche alla luce di quanto fatto per altri sport (vedi basket o pallavolo).

Cosa dobbiamo aspettarci?

Questo pomeriggio il CONI ha convocato una videoconferenza con le varie federazioni degli sport professionistici, dalla quale è venuta fuori la decisione di richiedere al Governo di un apposito DPCM (decreto del presidente del Consiglio dei ministri), in modo tale da superare quello attuale in corso di validità con il fine di sospendere tutte le attività sportive, ad ogni livello, fino al 3 aprile. Per fermare il calcio si attende la riunione del Consiglio Federale FIGC che si terrà domani alle 14. Sembra molto probabile, a questo punto, la sospensione del campionato di Serie A fino al 3 aprile. Adesso vi è necessità di chiarezza al più presto e di decisioni forti, magari anche impopolari, ma che aiutino a ridurre la diffusione dell’epidemia.

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