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L’arte ritrovata: i pezzi più importanti ritrovati negli ultimi mesi

Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 sono stati ritrovati o riscoperti diverse opere d’arte: vediamo quali

L'autoritratto di Van Gogh

Ogni tanto succede. Da qualche vecchia soffitta, negozio di rigattiere, casa rurale, viene ritrovata qualche opera d’arte, spesso importante, che va ad arricchire i musei del mondo e la nostra cultura. Negli ultimi mesi, per quei casi del destino che è impossibile prevedere, è successo diverse volte: vediamo le (ri)scoperte più importanti.

Il Klimt di Piacenza

Ritrovato casualmente alcuni mesi fa in una intercapedine dopo che di lui si erano perse le tracce per oltre vent’anni, da pochi giorni ne è stata confermata l’autenticità. Il quadro sarà esposto nella sua sede: la galleria Ricci-Oddi di Piacenza. In un articolo, avevamo raccontato la sorprendente storia del quadro.

Il Cimabue francese

Questa volta siamo in Francia, nella campagna dei pressi di Parigi, e nella casa di una signora, si trovava da tempo immemore un quadro, che lei era convinta essere un’icona senza alcun valore. Un giorno, decise di farla valutare, più per curiosità che per speranza di avere un reale ricavo. Portato il quadro in una casa d’aste si scoprì che si trattava di un antico dipinto di Cimabue. La scoperta destò naturalmente grande stupore in tutto il mondo.

Il quadro è stato poi venduto per 24 milioni di Euro ma al momento la Francia ha bloccato l’esportazione con l’intento di comprarlo ed esporlo al Louvre.

Klimt, ritratto di signora

L’autoritratto di Van Gogh

Ci spostiamo a Oslo, dove per anni è stato esposto un autoritratto di Van Gogh di cui è stata contestata l’autenticità. Adesso è stata confermata: si tratterebbe dell’unica opera dell’artista dipinta durante la fase psicotica della sua vita. La certezza dell’attribuzione è quindi importantissima per dare una nuova luce al quadro, che ha un valore di diversi milioni. Il museo di Oslo ritrova quindi un pezzo importantissimo della sua collezione

L’autografo di Leopardi

Torniamo in Italia, ma questa volta a Napoli. Studiando il corpo di opere che Leopardi portò con sé a Napoli, è stato ritrovato un testo del tutto inedito (sarebbe datato 1816) in cui l’autore di Recanati recensiva un libretto dal titolo “L’ombra di Dante”. Pur non essendo una scoperta così entusiasmante come il Klimt o il Cimabue ritrovati, il testo è comunque importante perché va ad arricchire il corpo di opere di Leopardi.

Il fatto che l’arte venga ritrovata è sicuramente molto positivo. La speranza è che venga anche riscoperta dagli utenti, spesso troppo restii a visitare musei o luoghi d’arte.

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