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Cinema

A Single Man. Quando la vita deve continuare

Usciva 10 anni fa A Single Man, opera prima di Tom Ford; manifesto di eleganza e raffinatezza, gioca con i colori e i sentimenti raccontando con dolcezza e delicatezza il dolore intimo di un uomo lacerato per la morte del suo unico amore.

Colin Firth

L’automobile si è ribaltata: il fumo fuoriesce dal motore, le ruote ancora in movimento, i vetri rotti e le lamiere accartocciate. Il corpo di Jim disteso sulla neve, gli occhi sbarrati, un rivolo di sangue che scorre dalla tempia sinistra.

E io lì. Mi avvicino, nel freddo, in quel candore bianco sfregiato dalla violenza dell’impatto. Mi distendo accanto a lui, accanto al mio Jim, ancora bello come il sole, giovane come un Dio e ora per sempre giovane, immortale in quel momento e nel mio cuore. Lo bacio. Mi sveglio.

Continuo a fare lo stesso sogno da 8 mesi. Sono schiavo del suo ricordo e ostaggio del mio dolore. Tutto è così opaco da quando Jim è morto. Tutto è così privo di colore, così privo di vita. Sembra quasi che tutto il mondo sia morto insieme a lui. A volte ho come l’impressione che tutto il gelo attorno a me improvvisamente scompaia e che per un attimo, solo per un attimo, lasci il posto al calore, al colore, alla vita, alla luce. Ma è solo un momento, è solo un’impressione, non so bene da cosa dipenda, forse sono solo reminescenze dal passato, ricordi di un’altra vita.

Colin Firth

Stasera sarò morto, ho deciso di togliermi la vita. Ho messo in ordine le mie carte, ho preparato la pistola, ho scelto l’abito adatto: devo solo decidere in che modo farlo.

Nel frattempo devo affrontare questa maledetta giornata. Ci metto sempre un bel po’ ad entrare nei miei panni, nei panni che vesto ogni giorno, nei panni che sono stati decisi essere i miei. Ma il mio cuore è spezzato, logorato, mi procura dolore fisico oltre che esistenziale, e stamattina la fitta è stata ancora più lancinante del solito, mi ha sguarciato il petto.

Ogni volta che suona il telefono rivivo dentro di me quella telefonata. Breve, laconica, civile ma distaccata, più l’adempimento di un dovere che la condivisione di una tragedia. La comunicazione del fatto, nudo e crudo. E poi il rimosso, la negazione, la chiusura: il funerale riservato alla famiglia, la sua, anche se Jim era la mia famiglia. Non ho potuto nemmeno dirgli addio, razionalizzare, cercare di elaborare il lutto. È rimasto tutto qui con me, forse è per questo che non riesco ad andare avanti, a vedere più un futuro davanti a me.

A volte sembra che le cose vadano a rallentatore, come per lasciarmi la possibilità di coglierne ogni aspetto, ogni sfumatura, ogni frammento. La verità è che mi confondo, e sono io ad andare a rallentatore, come un motore che si è ingolfato e continua a girare per inerzia, rallentando. Ma se chiudo gli occhi mi sembra di nuotare, nudo e libero; è la sensazione più vicina all’essere vivo che riesca a provare.

Colin Firth

Non credo che i miei studenti abbiano compreso il mio discorso di oggi sulla paura. La paura del diverso, la paura delle minoranze, la paura degli invisibili, la paura di invecchiare e di restare soli, la paura di stare al mondo, la paura di vivere e di soffrire. Mi sforzo di trasmettere loro qualcosa di più di una semplice lezione su Axley, vorrei che andassero al di là della semplice lettura del testo, che mettessero le cose in collegamento tra loro così come sono nella realtà, vorrei aiutarli a formare un senso critico per decifrare la vita. Forse li ho solo persi per strada.

Un biondino in prima fila mi fissa coi suoi occhi azzurri pieni di curiosità. Forse ha capito, forse a lui qualcosa è arrivato, forse ha qualcosa sono servito. È un tipo sveglio, ho il sentore che abbia chiesto in segreteria il mio indirizzo di casa, vai a capire per quale motivo. I suoi occhi sono stati una boccata d’aria fresca in questa giornata. Quell’azzurro per un attimo è stato la vita.

Charlotte è per me un po’ una madre, un po’ una sorella, decisamente una amica, in un passato ormai troppo lontano è stata anche una amante. È tutto quello che mi tiene ancora legato al mondo. Ci siamo fatti compagni in questi ultimi mesi; sono stato il motivo per trascinarsi fuori dal letto, per non lasciarsi del tutto andare. È una donna elegante, è una donna bellissima, è una donna sull’orlo della disperazione che sta sfiorendo lentamente, la mia Charlotte; ha ancora il suo bellissimo sorriso e il suo viso sofisticato pieno di lentiggini incorniciato dai suoi splendidi e profumatissimi capelli rossi, ma senza tutto l’alcol che assume ogni giorno sono sicuro che sarebbe anche più divina. Ci teniamo a galla a vicenda. Probabilmente ha ragione quando dice che se non fossi stato così finocchio saremmo stati felici insieme; ma è solo la sua gelosia a parlare, la sua gelosia di Jim e del nostro amore, il suo rancore per il matrimonio fallito; è come me la mia Charley, incapace di vedere il futuro: ma io so che stasera sarò morto, Charley sa che vivere nel passato è il suo futuro.

Una scena tratta da A Single Man

Trovo ironico che il mio primo incontro con Kenny, il biondino dagli occhi azzurri, il mio studente speciale, sia avvenuto nello stesso bar in cui tanti anni prima avevo conosciuto il mio Jim. Conversare con Kenny mi ha provocato uno strano calore dentro, al centro del petto, e un sottile dolore passeggero. Mi ha proposto di fare una cosa sciocca, molto sciocca. Abbiamo nuotato insieme, nudi, liberi, sciocchi e felici. I suoi occhi azzurri, il suo giovane corpo, i suoi modi gentili: ogni cosa di lui mi attirava terribilmente. La sua grazia mentre dormiva calmo sul mio divano mi ha fatto capire quanto fossi stato stupido anche solo a pensare di poterla fare finita.

C’è così tanta bellezza da assaporare ancora in questo mondo; lo farò, per me e per Jim, non appena questo fastidioso dolore al petto si sarà placato…

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