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Stefano Accorsi in 1992

Serie Tv

1992. La caduta del nostro muro di Berlino

In attesa di 1994 – dal 4 ottobre su Sky Atlantic – ritorniamo lì dove tutto è iniziato, al 1992.

Tempo di lettura: 3 minuti

Raccontare il triennio (1992-1993-1994) che ha definito la fase storico-politica dell’Italia contemporanea attraverso le vicende intrecciate di sei personaggi. Questa sfida ambiziosa è stata lanciata nel 2011 agli ottimi sceneggiatori Alessandro FabbriLudovica Rampoldi e Stefano Sardo sulla base di un’idea di Stefano Accorsi, qui anche protagonista.

Il personaggio interpretato da Accorsi, il dipendente di Publitalia ‘80 Leonardo Notte, occupa una delle linee narrative portanti oltre a quelle dell’aspirante soubrette Veronica Castello (Miriam Leone) e del deputato leghista Pietro Bosco (Guido Caprino). Sono raccontate, inoltre, le vicende della borghese rampante Beatrice “Bibi” Mainaghi (Tea Falco) e dell’agente di polizia giudiziaria Luca Pastore (Domenico Diele) alle dipendenze del magistrato Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi, unico coprotagonista non fittizio).

Il momento storico è raccontato in maniera acuta e tragica, con la Prima Repubblica raccontata come l’Ancien Régime sul procinto di essere rovesciato, almeno apparentemente, dalla rabbia del popolo tradito. L’incidente scatenante corrisponde a quel fatidico 17 febbraio 1992, giorno che apre la stagione di Tangentopoli con l’arresto del socialista Mario Chiesa, colto in fragrante mentre otteneva una tangente dall’imprenditore Luigi Magni per assicurare a questi la vittoria in un appalto pubblico. A ciò segue una serie incontrollabile di conseguenze che coinvolgono i protagonisti, persone socialmente distantissime ma che le vicissitudini tendono a poco a poco a farne intrecciare le esistenze.

Miriam Leone

Leonardo Notte, membro dello staff di Marcello Dell’Utri (Fabrizio Contri), studia la creazione di una nuova forza moderata che riempia il vuoto di potere generato generato dal processo Mani Pulite, mentre gli spettri della sua militanza giovanile nel PCI tornano per perseguitarlo. Veronica Castello, avvenente escort e amante dell’imprenditore Michele Mainaghi (Tommaso Ragno), cerca di sopravvivere e inserirsi nel mondo dello spettacolo, alla continua ricerca di protezioni politiche e non. Luca Pastore, malato di AIDS, conduce nel frattempo un’indagine privata contro Mainaghi, ritenendolo responsabile di aver venduto il plasma infetto con cui si è contagiato. Pietro Bosco, rude reduce della Guerra del Golfo, salva la vita al deputato leghista Bortolotti (Teco Celio) che, per sdebitarsi, ne facilita l’ingresso a Montecitorio tra i vari homines novi del post-Prima Repubblica.

Tutti questi intricati e intrecciati archi narrativi sono scanditi dal puntuale inserimento di accadimenti reali di quell’annata e dalle fasi delle indagini condotte dal pool di magistrati coordinato da Di Pietro. Le principali pedine sono posizionate sulla scacchiera, su una plancia dove ogni mossa corrisponde a un doloroso sacrificio, morale e materiale. Non era facile restituire la complessità di macchinazioni, giochi di potere, corruzione materiale e morale che erano (e probabilmente ancora sono) all’ordine del giorno in una società contaminata a tutti i livelli. La varietà dei personaggi asservisce lo scopo di presentare come l’immoralità fosse metastatica all’interno dell’Italia dell’epoca, usando però un filtro leggermente troppo legato alla prospettiva odierna di quel cruciale periodo storico.

Stefano Accorsi

La narrazione corale di 1992 contraddistingue le prime due parti di questa avvincente e necessaria produzione targata Wildside-Sky Atlantic, che soffre, inoltre, proprio dell’eccessivo volume di trame e sottotrame che porta a limarne quasi al minimo lo spessore, producendo svolte ed eventi che appaiono sbrigativi e poco meditati. Rimane indubbio, però, il merito di aver posto le basi a un prodotto assolutamente attraente e avvincente, con la creazione di memorabili personaggi, verosimili e rotondi, che è appassionante seguire nella loro succedersi di discese negli Inferi e ascese al Paradiso.

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