fbpx
I nostri social
Woody Allen

Cinema

Le 10 citazioni più famose tratte dai film di Woody Allen

Salaci, scorrette, ciniche, beffarde, sarcastiche: le 10 citazioni più famose tratte dai film di Woody Allen

Tempo di lettura: 4 minuti

Tra i motivi che hanno reso Woody Allen uno dei registi più importanti nella storia recente del cinema, ci sono certamente le sue geniali trovate e i suoi dialoghi. Salaci, scorrette, ciniche e beffarde. Iper-citate, talvolta inflazionate o persino erroneamente attribuite. Ma nonostante tutto, ormai, un marchio di fabbrica. Ecco le 10 citazioni più famose di Woody Allen selezionate dalla nostra redazione.

Woody contro l’università

Iniziamo con Io e Annie (Annie Hall, 1977). Alvy Singer (Allen), giovane comico cerca di ricostruire idealmente le tappe della sua rottura con l’ex fidanzata Annie (Keaton), ricordando i momenti salienti del loro amore prima della fine. Poco prima di conoscerla, ecco cosa dice all’amico Rob, che sogna di sfuggire al grigiore newyorchese e di rifugiarsi nelle assolate coste californiane: «Ma il sole fa male, come tutto quello che faceva bene prima: il sole, il latte, la carne, l’università!»

L’importanza secondaria del cervello

Protagonista de Il dormiglione (1973) è Miles Monroe, ex ristoratore che dopo un’ibernazione di duecento anni si risveglia in un’America diventata ormai uno stato poliziesco. Incredulo, Miles viene avvertito dai medici dei pericoli che potrebbe correre qualora venga catturato dalle perfide forze governative nemiche, che potrebbero riprogrammargli il cervello. Già: «Il cervello… il mio secondo organo preferito…»

Sui politici

All’interno delle relazioni di Annie Hall, quella con la povera Allison è certamente tra le più amare. Se la ragazza arde di passione per Alvy, lui tenta in ogni modo di divincolarsi dai suoi tentacoli. Ricorrendo a qualunque mezzo, compresa un’improbabile discussione a sfondo complottistico sulla commissione Warren e sull’omicidio del presidente J. F. Kennedy. Ecco il suo giudizio sprezzante sulla classe politica: «Lyndon Johnson è un uomo politico! Conosciamo la morale di quella gente: è un gradino più giù di quelli che si inchiappettano i bambini!»

Accoppiamenti impossibili

In Anything Else (2003), l’attempato autore Dobel (Allen) fa da guru nei confronti del più giovane collega Falk (Biggis), aiutandolo a districarsi nella sua vita amorosa e professionale. Il giovane comico, tuttavia, non riesce ad avere una relazione sessualmente soddisfacente con la fidanzata Amanda (Ricci). Il consiglio di Dobel è quasi scontato: «Tu ti masturbi Falk? Lo fai bene? Ti si addormenta la mano? Viste le circostanze della tua vita sessuale Io lo preferisco a fare sesso. Ieri sera ero da solo nel mio appartamento mi sono messo su una cosetta a tre con me, Marilyn Monroe e Sophia Loren… è stato molto erotico. Anzi guarda, se non vado errato era la prima volta che queste due grandi attrici apparivano insieme in qualcosa».

Questione di igiene

Mentre fa la conoscenza di Annie in Annie Hall, Alvy è visibilmente imbarazzato e, a quanto pare, parecchio sudato. La ragazza allora gli chiede come mai non abbia fatto la doccia al circolo di tennis, e lui le risponde con olimpica calma: «Non faccio mai la doccia in luoghi pubblici. Non amo denudarmi davanti a un altro uomo. Non amo mostrare il mio corpo a uomini del mio sesso. Non si sa mai… che può accadere».

L’esistenzialismo in una pallina

Risale al 2005, e a Match Point, uno dei titoli più intimisti di Woody Allen. Che in questa pellicola ripercorre tutti i temi a lui cari: il caso, il sentimento, la solitudine. Eppure, nulla più del monologo iniziale del protagonista Chris (Rhys Meyers) potrebbe chiarire meglio la visione disincantata e dostoevskijana della vita secondo Woody Allen: «Chi disse “Preferisco avere fortuna, che talento”, percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no e allora si perde».

Salute o amore?

In Harry a pezzi (1997), Woody Allen interpreta Harry, un autore alle prese con il cosiddetto “blocco dello scrittore”, oltre alle solite compulsioni sessuali. Nel suo girovagare per l’amata New York, Harry si imbatte in un amico di vecchia data, Richard, che sta recandosi dal dottore perchè accusa forti dolori al petto. Dopo gli esami medici che escludono ogni tipo di pericolo, ecco cosa dice Harry all’amico: «Cosa dico sempre io? Le parole più belle del mondo non sono “Ti amo”, ma “è benigno!”».

Sesso, amore e… autarchia

Ancora una volta Io e Annie, una vera fucina di battute. Stavolta, agli sgoccioli del suo rapporto con Annie – sempre più attratta dal suo professore universitario – Alvy sbotta. Di fronte allo spettro della separazione, l’ultimo, disperato tentativo è quello di difendere un briciolo di amor proprio: «Ehi non denigrare la masturbazione, è sesso con qualcuno che amo!»

In difesa dei cretini

In Manhattan (1979), Isaac (Allen) è alle prese con una relazione a dir poco complicata con Mary (Keaton), ex compagna del suo migliore amico. Lei, donna volitiva e un po’ scostante, è sempre attorniata dall’intellighenzia della sua cerchia di amici. In una delle più romantiche passeggiate notturne newyorchesi, Isaac le rimprovera con un certo sarcasmo «Lui è un genio, Helen è un genio, Dennis è un genio… Ma sai che conosci un sacco di geni? Frequenta qual-che cretino, ogni tanto; potrai imparare qualcosa».

Il manifesto alleniano per eccellenza

Chiudiamo con una frase che descrive perfettamente tutto il pensiero di Woody Allen, applicabile tanto alla sua vita, quanto al suo cinema. Siamo in una scena esilarante di Harry a pezzi, allorchè Harry va a far visita alla sorella Doris (Aaron), fervente seguace dell’ebraismo. È proprio Doris a rimproverargli quella che – a detta sua – è la massima che guida la sua oscena condotta morale: «Tutta la tua vita è nichilismo, cinismo, sarcasmo e orgasmo!». «Beh», replica Harry, «in Francia con uno slogano così vincerei le elezioni».

Ti potrebbe interessare anche: Allen v. Farrow, la guerra si sposta in tv con una docuserie HBO

Iscriviti al nostro canale Telegram per ricevere in anteprima tutti gli articoli di Ultima Razzia!

Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CELLULOIDE – Il Podcast di Ultima Razzia

Sostieni Ultima Razzia

Donazioni sidebar

Informazioni Personali

Totale Donazione: €100,00

Iscriviti al nostro canale Telegram

Telegram

Iscriviti ad Amazon Prime Video

Seguici su Instagram

Loading...

Seguici su Facebook

Ultimi articoli

Leggi anche...

SAG Awards 2021 SAG Awards 2021

SAG Awards 2021, tutti i vincitori

Cinema

Judas and the Black Messiah Judas and the Black Messiah

Judas and the Black Messiah, uno spaccato della disinfezione culturale degli anni ’60

Cinema

Un colpo fatto ad arte Un colpo fatto ad arte

Un colpo fatto ad arte: il mistero del furto all’Isabella Stewart Gardner Museum

Netflix

Connect